Fermare le violazioni dei diritti umani in Ungheria

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Adesione ad un'interrogazione sulle discriminazioni in Ungheria.

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-02623 - Pubblicato il 17 giugno 2021, nella seduta n. 338

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Premesso che:

il 15 giugno 2021 il Parlamento ungherese ha approvato, su iniziativa del Governo presieduto da Viktor Orban, una legge che impedisce di informare i minori, con qualsiasi mezzo e qualsiasi modalità, sulle diverse manifestazioni dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere;

la legge approvata, che ricalca quella in vigore dal 2013 in alcune regioni della Federazione russa, maschera dietro l'ipocrita intento di tutelare l'integrità morale dei più giovani la sostanziale volontà di marginalizzare le soggettività LGBT+, rendendole del tutto assenti dallo spazio pubblico e dal dibattito culturale nel Paese;

la legge approvata rischia di avere un impatto molto forte sulla salute psichica delle persone giovani e giovanissime che, in età minore, sperimentino un orientamento sessuale e un'identità di genere diversi da quelle che il Governo e il Parlamento ritengono, con ogni evidenza, gli unici meritevoli di protezione in quanto "normali" e conformi a morale; inoltre, per effetto di questa legge, si finirà per impedire qualunque iniziativa di formazione nelle scuole, qualunque progetto rivolto all'inclusione, al riconoscimento e al rispetto delle soggettività LGBT+ che sia destinato a persone giovani e giovanissime con la conseguenza, pesantissima, di legittimare forme di esclusione, bullismo, discriminazione e violenza; infine, la stessa programmazione televisiva e la distribuzione cinematografica di opere che, in qualunque forma, rappresentino l'omosessualità e le transidentità dovranno essere rese non accessibili ai minorenni;

considerato che:

si tratta di una legge che viola in modo pesante una serie di libertà fondamentali, tra cui quella di educazione, ma anche la libertà di manifestazione del pensiero, così come le libertà culturali fino a intaccare il diritto alla salute psichica e la libertà personale delle persone LGBT+; allo stesso tempo, si tratta di una legge che viola il principio di eguaglianza e che mette a repentaglio la stessa qualità della vita e della convivenza democratica;

la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali, la costruzione di una società fondata sulla pari dignità di ogni persona, il contrasto alle discriminazioni e alla violenza motivata dalle condizioni personali rappresentano pilastri della convivenza politica nello spazio pubblico europeo, come risulta in modo chiarissimo dai trattati istitutivi dell'Unione;

la Corte europea dei diritti dell'uomo, pronunciandosi (nella sentenza Bayev del 2017) sulla legge russa cui l'Ungheria si è ispirata, ne ha denunciato il carattere radicalmente incompatibile con i principi che dovrebbero guidare gli Stati membri del Consiglio d'Europa nella difesa dei diritti e dell'eguaglianza di tutte le persone;

considerato altresì che:

la legge recentemente approvata dal Parlamento ungherese si inscrive in un quadro di forte compressione delle garanzie costituzionali poste a tutela delle minoranze e di grande sofferenza per lo Stato di diritto in Ungheria;
il Parlamento europeo, con risoluzione dell'11 marzo 2021, ha proclamato l'Unione europea "zona di libertà per le persone LGBTIQ",

si chiede di sapere:

quali iniziative intenda assumere il Governo italiano, nell'ambito delle relazioni bilaterali con l'Ungheria, per esprimere la forte preoccupazione del nostro Paese per la deriva intollerabile che la tutela dei diritti e dell'uguaglianza sta assumendo in Ungheria;

quali iniziative intenda assumere, in seno all'Unione europea, per fare in modo che violazioni dei diritti umani come quelle poste in essere dalla legislazione ungherese non vengano tollerate nella UE, in quanto contrarie ai principi su cui si fonda il processo di integrazione.
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