La vicenda di Musa Balde

pubblicato il .

Il caso di Musa Balde, il ragazzo che si è tolto la vita lo scorso 23 maggio nel Cpr di Torino, ci ha scosso profondamente.
Dalle informazioni disponibili, il 23enne è stato vittima di una violenta aggressione a Ventimiglia il 9 maggio e in seguito trasferito a Torino, in regime di isolamento per motivi sanitari e in attesa di rimpatrio, perché nello stesso giorno gli era stato notificato un nuovo provvedimento di espulsione, nonostante il reato di cui il giovane era stato vittima e la prognosi medica di dieci giorni.
Ho depositato, insieme ad altri colleghi, un'interrogazione alle Ministre dell'Interno e della Giustizia per sapere quali iniziative urgenti intendano adottare per accertare quale sia stata la procedura messa in atto dopo l'aggressione subita da Musa Balde nel condurlo al Cpr, quale attenzione sia stata adoperata per accertarne l'idoneità al trattenimento, quali supporti psicologici abbia avuto durante la sua permanenza nel Centro fino al tragico evento che ne ha determinato la morte e quali eventuali provvedimenti conseguenti si intendano adottare.


Atto n. 3-02555 - Pubblicato il 26 maggio 2021, nella seduta n. 331

ROSSOMANDO , MIRABELLI , CIRINNA'

Al Ministro dell'interno.

Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

il 23 maggio 2021 il signor Musa Balde, 23 anni, originario della Guinea e trattenuto nel CPR (Centro di permanenza per il rimpatrio) di Torino, si è tolto la vita impiccandosi con delle lenzuola;

come si apprende da notizie di stampa, Musa Balde era stato trasferito presso il CPR Brunelleschi lo scorso 10 maggio, dopo aver subito un'aggressione a Ventimiglia il giorno precedente ed essere stato dimesso dall'ospedale di Bordighera con una prognosi di 10 giorni;

sempre secondo la ricostruzione degli organi di stampa, il 9 maggio il signor Balde era infatti stato aggredito a pugni e sprangate da tre cittadini italiani fuori da un supermercato.
L'aggressione, ripresa da alcuni residenti della zona, è stata fornita alla Polizia, che ha identificato gli aggressori, denunciati a piede libero per lesioni aggravate. A loro volta i tre uomini hanno denunciato per tentato furto il signor Balde;

allo stesso tempo, però, dopo il primo soccorso in ospedale, Musa Balde era stato trasferito al CPR di Torino, perché nello stesso giorno gli era stato notificato un nuovo provvedimento di espulsione e quindi era in attesa di essere rimpatriato, nonostante il reato di cui il giovane era stato vittima e la prognosi medica di 10 giorni. Secondo le testimonianze di alcuni amici e dei volontari dell'associazione Scuola di Pace dell'ARCI di Ventimiglia e del CAS di Imperia, il signor Balde presentava un profilo di grande fragilità psicologica;

da quanto si apprende, Musa Balde si trovava in Italia dal 2017, era arrivato con un barcone, aveva chiesto asilo politico, ma dopo cinque anni era ancora irregolare e viveva anche chiedendo l'elemosina davanti ad un supermercato di Ventimiglia;

l'avvocato difensore del signor Balde ha dichiarato alla stampa che Balde "era molto provato ed era incredulo di trovarsi al Cpr";

la Procura di Torino ha aperto un fascicolo contro ignoti con l'ipotesi di "morte in conseguenza di altro reato",

si chiede di sapere:

quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per accertare quale sia stata la procedura messa in atto dopo l'aggressione subita da Musa Balde nel condurlo al CPR;

quale attenzione sia stata adoperata per accertarne l'idoneità al trattenimento e quali supporti psicologici abbia avuto durante la sua permanenza nel Centro fino al tragico evento che ne ha determinato la morte e quali eventuali provvedimenti conseguenti si intendano adottare.
Pin It

Nascondi modulo commenti

 10000 Caratteri rimanenti

Antispam Aggiorna immagine Case sensitive