La libertà di stampa

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Adesione ad un'interrogazione del Gruppo del PD sulle intercettazioni ai giornalisti che si stavano occupando delle organizzazioni umanitarie.

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-02501 (con carattere d'urgenza) - Pubblicato il 12 maggio 2021, nella seduta n. 325

Al Ministro della giustizia.

Premesso che:

secondo quanto riportato da un'inchiesta del quotidiano "Domani" nel corso dell'indagine condotta dalla Procura di Trapani sulle organizzazioni umanitarie "Jugend Rettee", "Save the children" e "Medici senza frontiera", sarebbero state intercettate le conversazioni di diversi giornalisti d'inchiesta;

ad essere intercettati sarebbero stati i colloqui della cronista Nancy Porsia con il suo avvocato, Alessandra Ballerini, e ancora conversazioni con le proprie fonti di Sergio Scandura, corrispondente di Radio Radicale, Claudia De Pascale della trasmissione "Report" di RAI 3, Nello Scavo di "Avvenire", Francesca Mannocchi, Fausto Biloslavo de "il Giornale", Antonio Massari de "il Fatto Quotidiano". Questi al momento i nomi che sono stati diffusi a seguito del predetto articolo;

particolarmente grave appare il caso riguardante le intercettazioni della giornalista Nancy Porsia, giornalista d'inchiesta esperta di Libia, che collabora con diverse testate italiane e internazionali. Infatti, secondo quanto riportato dal quotidiano "Domani" sarebbe stata intercettata per più di un mese e sarebbero state trascritte anche le conversazioni con il suo avvocato Alessandra Ballerini, legale anche della famiglia Regeni, cui riferiva la preoccupazione per le minacce ricevute dalle milizie libiche guidate da al-Bija;

la protezione delle fonti giornalistiche è la chiave di volta della libertà di stampa, perché, senza un'adeguata ed effettiva tutela, la stampa potrebbe astenersi dal divulgare notizie di interesse generale, compromettendo il ruolo d'informazione in materia di fatti d'interesse pubblico, ma anche quello di controllore dell'attività dell'autorità pubblica che è proprio del giornalismo libero;

considerato che:

la Corte europea dei diritti dell'uomo, con la sentenza Sedletska contro Ucraina (ricorso n. 42634/18) depositata il 1° aprile, ha stabilito che l'accesso ai dati telefonici di una giornalista, deciso dalle autorità giudiziarie nazionali per individuare l'autore di un reato, è una sicura violazione dell'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che assicura il diritto alla libertà di espressione, con particolare riguardo alla libertà di stampa;

con quest'ultima sentenza la Corte di Strasburgo ha ulteriormente rafforzato la libertà di stampa, essenziale non solo per permettere al giornalista l'esercizio della libertà di espressione, ma anche per consentire alla società civile di ottenere informazioni di interesse generale, fondamentali per la democrazia nel suo insieme;

conseguentemente, come riaffermato dalla Corte EDU, esiste un obbligo internazionale degli Stati volto a garantire la tutela della segretezza delle fonti. Una protezione ad ampio raggio, inoltre, che riguarda anche le informazioni indirette e materiale in possesso dei giornalisti. Questo vuol dire che le autorità inquirenti non solo non possono chiedere al giornalista il nome della fonte, ma non possono neanche cercare di assumere indirettamente, con sequestro di materiale o intercettazioni, notizie per identificare le fonti;

la sentenza è solo l'ultima di una lunga serie di pronunce di corti nazionali ed europee che, in attuazione dell'articolo 21 della Costituzione e dell'articolo 10 della CEDU, nonché di diversi trattati internazionali, hanno da sempre garantito la piena libertà dell'attività di informazione alla luce del suo ruolo di indicatore della cifra democratica di un Paese;

a quanto si apprende, il procuratore di Trapani avrebbe dichiarato che si procederà allo stralcio delle comunicazioni irrilevanti, ma occorre rilevare come nei verbali redatti dalla polizia giudiziaria, anche in una fase antecedente al deposito degli atti, non debbano essere riportate trascrizioni di conversazioni irrilevanti o inutilizzabili dal punto di vista giudiziario, né valutazioni del merito;

il Ministro in indirizzo non appena la notizia è stata riportata dal quotidiano "Domani" ha provveduto tempestivamente ad inviare gli ispettori presso la Procura di Trapani,

si chiede di sapere quali siano gli esiti degli accertamenti svolti dagli ispettori e quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro in indirizzo, qualora i fatti riportati risultassero confermati, intenda adottare al fine di promuovere azioni nelle sedi competenti volte a sanzionare gli eventuali abusi commessi, anche alla luce del rango costituzionale che il diritto alla libertà di stampa riveste nel nostro Paese.
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