Ancora minacce al sindaco di Brusciano: serve rafforzare il contrasto a clan e spaccio

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Siamo preoccupati per Giuseppe Montanile, il sindaco di Brusciano, comune del Napoletano, decaduto per le dimissioni di 14 consiglieri presentate mentre al primo cittadino veniva assegnata la protezione da parte del prefetto di Napoli per le pesanti minacce subite. Dopo il manifesto-appello per 'Brusciano libera dalle camorre' a cui hanno aderito decine di associazioni, esponenti sindacali, comitati, gruppi del volontariato, parlamentari, dai social sono giunte all'ex sindaco ulteriori minacce. Una in particolare è già all'esame dei carabinieri a cui è stato consegnato un video nel quale una donna residente al rione 219 dice: 'Te lo dico per l'ennesima volta devi fare la morte del topo, ti devo vedere schiacciato'. Intanto, è stata depositata nei due rami del Parlamento la nostra interrogazione rivolta al ministro dell'Interno Luciana Lamorgese in cui tra l'altro chiediamo di 'rafforzare l'attività di contrasto alla criminalità organizzata a Brusciano e in particolare nella lotta alle piazze di spaccio e alla sua filiera criminale del rione 219 e congiuntamente istituire una commissione d'indagine per verificare se i gravi episodi di minacce, aggressioni anche via social e boicottaggio emersi in questi mesi nei confronti dell'ex sindaco Giuseppe Montanile e della sua amministrazione, siano tali da aver alterato, influito, condizionato su una parte del Consiglio comunale e contrastato con gli atti compiuti dall'amministrazione.
E' rilevante e va segnalata la grande mobilitazione e solidarietà che si è creata attorno al manifesto-appello per 'Brusciano libera dalle camorre' a testimonianza che la battaglia di liberazione dei territori dai clan non riguarda solo Brusciano ma tutti i comuni della Provincia di Napoli, da tempo interessati da un escalation criminale con attentati, intimidazioni e minacce. La lotta alle camorre per noi è prioritaria, anche se dobbiamo rilevare come sia scomparsa dall'agenda politica, ed è fondamentale per liberare le nostre terre e garantire un vero sviluppo del Mezzogiorno d'Italia.

Testo dell'interrogazione:

Atto di Sindacato Ispettivo n°  3-02340 (con carattere d'urgenza)

RUOTOLO , DE PETRIS , ERRANI , MIRABELLI , PRESUTTO , VACCARO , VALENTE , GIANNUZZI , MAUTONE , RICCIARDI 

Al Ministro dell'interno. 

Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

a seguito delle dimissioni dalla carica di 14 consiglieri su 16 assegnati a Brusciano, piccolo comune situato in provincia di Napoli, il Prefetto di Napoli ha avviato la procedura di scioglimento del Consiglio comunale, in base a quanto stabilito dall'art. 141, comma 1, lett. b), punto 3 del Testo unico degli Enti locali (decreto legislativo n. 267 del 2000) e nominato un commissario prefettizio per la provvisoria amministrazione dell'ente;

il deposito delle dimissioni di sei consiglieri della maggioranza e otto dell'opposizione ha posto fine alla sindacatura di Giuseppe Montanile, eletto nel luglio 2018 e sostenuto da un fronte di liste civiche. La circostanza è avvenuta a ridosso di alcune vicende che hanno visto protagonista il primo cittadino, ex carabiniere, avvocato penalista e padre di tre figli e dal 3 marzo 2021 destinatario di una misura di vigilanza disposta dal Prefetto, dopo l'esito della riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, per le pesanti minacce ricevute per via della denuncia e testimonianza resa ai militari dell'Arma, che ha contribuito all'arresto di due persone accusate anche di aver sequestrato un giovane del posto;

da tempo il sindaco Montanile denuncia un clima pesante in comune e in particolare indica nel rione di edilizia popolare 219, nato nel dopo sisma del 23 novembre del 1980, un luogo dove sono attive famiglie malavitose impegnate nel traffico e nella vendita di sostanze stupefacenti, più volte finite nel mirino dei blitz delle forze dell'ordine. Addirittura, già in campagna elettorale, Montanile subì avrebbe subito pesanti minacce. Due individui gli promisero: "Tu il sindaco non lo fai, farai la fine dei topi". Gli stessi nel febbraio 2019 presero a sassate Montanile nel corso di una iniziativa pubblica, costringendolo a scappare. Per nulla intimorito Montanile convocò un Consiglio comunale straordinario proprio nel rione 219, dicendo che "voleva un comune decamorrizzato". In quell'occasione un consigliere comunale, oggi tra i firmatari della sfiducia, ritenne opportuno lasciare l'assemblea pubblica. Minacce che continuano via social, come lo scorso 8 marzo, dopo l'uscita di scena del primo cittadino, da parte di una donna, imparentata con dei malavitosi del posto;

all'insediamento dell'amministrazione Montanile, il comune era paralizzato e il buon andamento dell'amministrazione era compromesso da risalenti problematiche frutto di una cattiva amministrazione. Come evidenziato dagli organi di stampa, nel suo pur breve mandato il sindaco Montanile ha posto al primo posto della sua azione amministrativa i temi della legalità, dell'efficienza, dell'imparzialità e della trasparenza: lotta ai parcheggiatori abusivi, controlli delle licenze degli ambulanti, installazione delle telecamere vere al posto di quelle finte, lotta all'occupazione di suolo illegale, stop ai buoni spesa per chi ha commesso gravi crimini, lotta all'evasione, proceduralizzazione delle pratiche edilizie, degli affidamenti, degli incarichi tecnici e legali, approvazione del regolamento per l'assunzione di personale dalle graduatorie di altri enti pubblici per garantire efficienza e lotta alle clientele, approvazione degli atti di indirizzo alla variante del PUC per la realizzazione di infrastrutture e impianti produttivi e artigianali, e per la salvaguardia del territorio dalle mire di speculatori;

in generale, come risulta da notizie riportate dagli organi di stampa, c'è una rilevante escalation criminale in molti comuni della provincia di Napoli: esplosione di bombe carta a Somma Vesuviano, Pollena Trocchia, Pomigliano d'Arco, Volla e nella stessa Brusciano, minacce di morte ad amministratori e rappresentanti dello Stato, come è accaduto ad Arzano con il commissario prefettizio, il segretario e il capo della Polizia locale del comune;

si rappresenta che all'estromissione del sindaco Montanile è corrisposta una forte reazione da parte della società civile, associazioni, sindacati, fondazioni, comitati, gruppi politici e personalità che si sono fatti promotori di un manifesto-appello: "Brusciano libera dalle camorre", già sottoscritto da tantissime realtà non solo di Brusciano;

per tutte le considerazioni illustrate e in attesa che gli organi inquirenti completino le proprie indagini, appare opportuno verificare quanto prima se i fatti esposti autorizzino a ritenere che nel comune di Brusciano i gravi episodi di minacce, aggressioni anche via social e boicottaggio emersi in questi mesi, e una serie di episodi di intimidazione, attività illegali e ipotesi di compravendita di voti che sarebbero avvenuti nel rione 219 e denunciati già in campagna elettorale da Montanile, siano tali da aver alterato, influito, condizionato una parte del Consiglio comunale e gli atti compiuti dall'amministrazione; se vi possa essere un collegamento tra una parte di Amministrazione e i gruppi criminali, conformemente a quanto stabilito dall'articolo 143 del Testo unico delle leggi sull'ordinamento delle autonomie locali, se possano esistere elementi univoci, rilevanti e coerenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all'articolo 77, comma 2, ovvero forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un'alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l'imparzialità delle amministrazioni comunali,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo, sulla scorta di quanto esposto, intenda assumere le iniziative di competenza per rafforzare l'attività di contrasto alla criminalità organizzata a Brusciano, in particolare nella lotta alle piazze di spaccio e alla sua filiera criminale del rione 219 e se non ritenga opportuno l'istituzione di una commissione d'indagine per l'esercizio dei poteri di accesso e di accertamento, di cui all'articolo 143 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, alla luce degli elementi evidenziati in premessa, che interessano il comune di Brusciano e dell'estesa ingerenza della criminalità organizzata in quest'area.

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