Dal Ministro della Giustizia parole irresponsabili sul CSM

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I senatori del Pd Franco Mirabelli, Simona Malpezzi, Valeria Valente, Giuseppe Cucca e Monica Cirinnà, hanno depositato in Senato una interrogazione al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede dopo le sue dichiarazioni sull’elezione di David Ermini a vice presidente del Csm.
Nell’interrogazione si chiede al ministro che, affermano i senatori dem, ha più volte dichiarato di avere a cuore l’indipendenza della magistratura, “se sia consapevole della gravità e dell’irresponsabilità delle sue parole, pronunciate nello svolgimento delle sue funzioni, e quali iniziative urgenti intenda adottare per rimediare a questo inaudito strappo istituzionale al fine di tutelare l’indipendenza, l’onorabilità e la dignità di chi nel nostro Paese è chiamato a svolgere l’indispensabile funzione di amministrare la giustizia, nonché il principio di indipendenza della magistratura dai condizionamenti del potere politico e il principio dell’equilibrio e del rispetto reciproco tra i poteri dello Stato”.

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-00264 (con carattere d'urgenza) - Pubblicato il 9 ottobre 2018, nella seduta n. 45

Al Ministro della giustizia.

Premesso che:

il 27 settembre 2018, il vice presidente del Consiglio dei ministri, nonché Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, Di Maio, in merito all'elezione del vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini, sulla sua pagina "Facebook" ha affermato: "Incredibile! Avete letto? Questo renzianissimo deputato fiorentino del Pd è appena stato eletto presidente di fatto del Consiglio superiore della magistratura. Lo hanno votato magistrati di ruolo e membri espressi dal Parlamento. Ma dov'è l'indipendenza? E avevano pure il coraggio di accusare noi per Foa che non ha mai militato in nessun partito. Il Sistema è vivo e lotta contro di noi";

poco dopo, il Ministro in indirizzo ha dichiarato: "Prendo atto che all'interno del Csm, c'è una parte maggioritaria di magistrati che ha deciso di fare politica!";

a giudizio degli interroganti le dichiarazioni del Ministro in indirizzo ledono in modo gravissimo l'onorabilità dei magistrati, attribuendo loro moventi politici, in assoluto e improvvido dispregio della funzione della magistratura e configurano un attacco pesante, inaccettabile e inaudito al principio di indipendenza della stessa, al limite dell'eversione;

a parere degli interroganti queste parole configurano un attacco che crea un vulnus profondo nella dialettica istituzionale e democratica,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, che più volte ha dichiarato di avere a cuore l'indipendenza della magistratura, sia consapevole della gravità e dell'irresponsabilità delle sue parole, pronunciate nello svolgimento delle sue funzioni, e quali iniziative urgenti intenda adottare per rimediare a questo inaudito strappo istituzionale al fine di tutelare l'indipendenza, l'onorabilità e la dignità di chi nel nostro Paese è chiamato a svolgere l'indispensabile funzione di amministrare la giustizia, nonché il principio di indipendenza della magistratura dai condizionamenti del potere politico e il principio dell'equilibrio e del rispetto reciproco tra i poteri dello Stato.  


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