Interrogazione sull'obbligo dei vaccini

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Adesione ad un'interrogazione sulla modifica alla normativa per l'obbligatorietà dei vaccini.

Atto n. 3-00236 - Pubblicato il 26 settembre 2018, nella seduta n. 40

Testo dell'interrogazione:

Al Ministro della salute.

Premesso che:

l'articolo 6, comma 3-quater, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre 2018, n. 108, proroga la possibilità, per dimostrare l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie per i minori, prevista dall'articolo 5 del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, recante "Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci", di presentare presso i servizi educativi per l'infanzia e le scuole dell'infanzia, ivi incluse quelle private, una dichiarazione sostitutiva della documentazione originale, con la successiva presentazione di quest'ultima entro il 10 marzo 2019;

la presentazione della documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie costituisce requisito di accesso per i servizi educativi per l'infanzia e per le scuole per l'infanzia, ivi incluse quelle private, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, del decreto-legge n. 73 del 2017;

premesso inoltre che, a giudizio degli interroganti:

la norma introdotta dal decreto-legge n. 91 del 2018 lede il diritto all'istruzione dei minori che non si possono vaccinare per gravi problemi di salute e che, a causa della loro patologia e della conseguente immunodepressione, non potranno stare nella stessa classe e nella stessa scuola con minori non vaccinati, pena il rischio di subire gravi conseguenze per la loro salute;

con questa norma dissennata si nega il diritto all'istruzione, sancito dalla Costituzione, alla parte più debole e in difficoltà della popolazione scolastica;

non c'è stato alcun tentativo di contemperare le opposte esigenze dei minori immunodepressi e dei minori non vaccinati (non per motivi di salute, ma per scelta dei genitori), titolari del diritto all'istruzione e del diritto alla salute, privilegiando la "forza" numerica dei secondi ed il conseguente consenso dei cosiddetti no vax;

non è questo il compito di uno Stato di diritto che dovrebbe rendere effettiva l'istruzione a tutti, secondo quanto stabilito dall'articolo 34 della Costituzione, non invocando semplicemente il rispetto della libertà individuale quando quest'ultimo mette a rischio la libertà dei cittadini più deboli;

in risposta a queste osservazioni è stato risposto, da esponenti della maggioranza parlamentare e del Governo, che la norma consente alle famiglie, fino al 10 marzo 2019, uno sgravio degli oneri a loro carico consentendo di presentare una dichiarazione sostitutiva della documentazione originale;

considerato che:

il disegno di legge AS 770, a prima firma del sen. Patuanelli, recante disposizioni in materia di prevenzione vaccinale, assegnato alla 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità) del Senato, ma di cui non è ancora iniziato l'esame, è stato definito dai senatori del Movimento 5 Stelle e dallo stesso Ministro, come risulta dalle sue dichiarazioni, la soluzione a tutti i problemi finora emersi sulle vaccinazioni obbligatorie, nonché lo strumento per superare la normativa vigente; l'articolo 5 prevede che: "Qualora, nell'ambito dell'attività di monitoraggio delle coperture vaccinali svolta su base semestrale dal Ministero della salute, si rilevino significativi scostamenti dagli obiettivi fissati dal PNPV tali da ingenerare il rischio di compromettere l'immunità di gruppo, su proposta del Ministro della salute previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentiti l'Istituto superiore di sanità e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con decreto del Presidente della Repubblica, sono adottati piani straordinari d'intervento, che prevedono, ove necessario, l'obbligo di effettuazione di una o più vaccinazioni per determinate coorti di nascita ovvero per gli esercenti le professioni sanitarie, al fine di raggiungere e mantenere le coperture vaccinali di sicurezza";

ciò significa che i piani straordinari di intervento verranno effettuati solo in presenza di "emergenze sanitarie" e di "significativi scostamenti" dagli obiettivi fissati dal piano nazionale di prevenzione vaccinale;

non ci si può non domandare che cosa si intenda per "significativi" scostamenti e su quale base scientifica sia stata scelta questa formulazione;

a giudizio degli interroganti questo tipo di approccio a un tema così delicato e importante come la prevenzione in materia vaccinale nega il fatto che il successo dei programmi vaccinali si fonda sia sulla protezione del singolo sia sul raggiungimento ed il mantenimento, nella popolazione, delle coperture di cicli vaccinali completi a livelli tali da controllare la diffusione delle malattie prevenibili con vaccino, sull'intero territorio nazionale;

considerato inoltre che:

il 25 settembre 2018, in occasione della partecipazione alla trasmissione televisiva "L'aria che tira", il Ministro in indirizzo ha affermato: "Non siamo contro i vaccini, siamo favorevoli ma vogliamo che lo strumento dell'obbligo sia utilizzato in maniera intelligente e solo dove è necessario come si fa anche in altri Paesi. Ad esempio è necessario l'obbligo sul morbillo, mentre non lo è per l'esavalente, per il quale credo sia sufficiente la raccomandazione";

a giudizio degli interroganti sulla questione della prevenzione in materia vaccinale, il Governo e la maggioranza parlamentare hanno dimostrato, nel corso dell'esame del decreto-legge n. 91, di non avere una posizione chiara, avendo cambiato idea più volte come hanno reso evidente i due emendamenti, di segno palesemente contrapposto, presentati alla Camera dei deputati, segno di ricerca del consenso e non della verità scientifica,

si chiede di sapere:

quale sia la posizione del Ministro in indirizzo sulla questione della prevenzione in materia vaccinale, al di là degli annunci, spesso contraddittori, in che cosa consista l'"obbligo flessibile" di cui ha parlato recentemente e quali iniziative intenda adottare al fine di affermare e di ripristinare la verità dell'evidenza scientifica a tutela della sicurezza collettiva;

quali iniziative urgenti, considerato che l'anno scolastico è già iniziato da un mese, intenda adottare, fino al 10 marzo 2019, per consentire ai bambini immunodepressi di esercitare il loro diritto all'istruzione, con la sicurezza di non mettere a rischio la propria salute entrando in contatto con bambini non vaccinati;

se, dopo il 10 marzo 2019, l'accesso alle scuole dell'infanzia e ai servizi educativi per l'infanzia sarà precluso ai minori i cui genitori, tutori o affidatari non abbiano adempiuto all'obbligo di presentare la documentazione originale comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie.



L'interrogazione è stata svolta il 27 settembre 2018

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