Grave che a Mondragone si sia tolta la protezione a una vittima di camorra

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Nei giorni scorsi la Prefettura di Caserta ha deciso di togliere la protezione a Benedetto Zoccola, vittima superstite della criminalità organizzata per aver contribuito all’arresto e alla condanna dei capi della camorra mondragonese. Zoccola ha subito due attentati dinamitardi per cui ha riportato danni fisici seri e permanenti. Continua a vivere a Mondragone con la sua famiglia e a 100 metri dalla sua casa vive, agli arresti domiciliari, una donna da lui denunciata. Togliergli la vigilanza fissa di fronte all’abitazione e l’auto blindata, di cui non dispone già da un po’, significa metterlo seriamente in pericolo di vita. Per questo ho presentato un’interrogazione urgente al ministro dell’Interno.
La donna che vive accanto alla sua casa e che lui ha denunciato è oltretutto figlia di un noto delinquente della zona, uscito da un paio di mesi dal carcere per reati associativi dopo aver scontato una pena di 27 anni. Nel mese di dicembre 2017 è stata recapitata a Benedetto Zoccola, con mittente falso, una lettera nella quale un detenuto spiegava che gli esecutori dell’attentato bomba subito da Zoccola sono liberi e vivono nel suo stesso paese.
A Pasqua sono stati gettati di fronte alla sua casa volantini da una moto, con la gli ‘auguri’ di Leone Gennaro Lisitano
Benedetto è tutt’ora impegnato nelle battaglie contro la camorra e a denunciare le illegalità in quella terra difficile. Nessuno ha avvertito Zoccola che gli sarebbe stata tolta la protezione, né sono state chiarite le ragioni. Noi chiediamo di ripristinare, con immediatezza, la protezione fissa davanti all’abitazione per tutelare sia lui e la sua famiglia e che gli venga garantita l’auto blindata per gli spostamenti. Pensiamo sia un atto dovuto per lo Stato compiere ogni sforzo possibile per garantire la protezione e gli aiuti nei confronti di tutti coloro che abbiano messo e mettono sé stessi in pericolo in nome della legalità e dello Stato.

Sintesi dell'interrogazione presentata: 

La Prefettura di Caserta, nei giorni scorsi, avrebbe deciso di togliere a Benedetto Zoccola - riconosciuto vittima superstite della criminalità organizzata - la vigilanza fissa di fronte all’abitazione e a ciò si aggiunge il fatto che, nonostante il suo livello di protezione la richieda, da tempo non ha un'auto blindata.

Zoccola è vittima superstite della criminalità organizzata per aver contribuito all'arresto e alla condanna dei capi della camorra Mondragonese. In conseguenza di tali fatti ha subito due attentati dinamitardi, uno davanti alla abitazione della sua famiglia e uno in cui ha subito lesioni gravi e permanenti tra cui la vista all’occhio destro e l’udito all’orecchio destro, nonché postumi di trauma cranico e una grave depressione post traumatica.
Zoccola continua a vivere a Mondragone, dove la presenza della criminalità organizzata è significativa e dove vivono i famigliari delle persone che ha denunciato.
A 100 metri dalla sua abitazione vive agli arresti domiciliari una donna denunciata dallo stesso Benedetto Zoccola per minacce gravi per le quali pende procedimento penale presso la DDA di Napoli. La stessa donna è figlia di un noto delinquente della zona, uscito da un paio di mesi dal carcere per reati associativi dopo aver scontato una pena di 27 anni.
Nel mese di Dicembre 2017 è stata recapitata a Benedetto Zoccola, con mittente falso, una lettera da un detenuto in carcere in cui lo stesso spiegava che gli esecutori dell’attentato bomba subito da Zoccola sono liberi e vivono nel suo stesso paese.
Ancora ad Aprile, durante la Santa Pasqua, venivano lanciati fuori dalla sua abitazione, alla presenza dei militari che effettuavano vigilanza fissa, volantini sui quali veniva riportata una frase di “auguri” da parte di un carcerato del seguente tenore: «Song sempe io si nun c’e’ a’ facite voi a fa a galera me a’ faccio’ io. Vi auguro una buona Pasqua dal vostro Leone Gennaro Lisitano. Ciao alla prossima». Dalle telecamere di sorveglianza si vedevano due ragazzi con casco integrale a bordo di un TMAX con targa coperta che lanciavano i suddetti volantini.

Benedetto è tutt'ora impegnato nelle battaglie contro la camorra e a denunciare le illegalità in quella terra difficile. Le ragioni delle nuove disposizioni non sono note, né risultano essere state comunicate alla persona interessata così come il dispositivo del provvedimento comunicato solo verbalmente e mai per iscritto, nonostante richiesta scritta effettuata da Zoccola prima e per tramite del suo legale poi, il che impedisce allo stesso di poter tutelare i propri diritti nelle sedi opportune.

E' evidente che, con l'alleggerimento della protezione, si espone una persona a nuovi rischi, dopo aver già subito attentati e violenze da parte di gruppi criminali che hanno dimostrato pericolosità e crudeltà. Per queste ragioni abbiamo presentato un’interrogazione urgente al Ministro degli Interni, per sapere quali siano le sue valutazioni del sui fatti.
Chiediamo quali siano le motivazioni che hanno portato a ridurre la protezione nei confronti di Zoccola, riconosciuto vittima superstite della criminalità organizzata. E chiediamo di ripristinare, con immediatezza, la protezione fissa davanti all'abitazione per tutelare sia lui, sia i famigliari che vivono con lui e che gli venga garantita l'auto blindata per gli spostamenti.
Pensiamo sia un atto dovuto per lo Stato compiere ogni sforzo possibile per garantire che la protezione e gli aiuti nei confronti di tutti coloro che abbiano messo e mettono sé stessi in pericolo in nome della legalità e dello Stato.


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