Interrogazione sulle infrastrutture riguardanti l'area di Cuneo e il Nord-Ovest Italia

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Adesione ad un'interrogazione sulle infrastrutture riguardanti l'area di Cuneo e il Nord-Ovest Italia.

Atto n. 3-00116 (in Commissione)
Pubblicato il 24 luglio 2018, nella seduta n. 25

Taricco, Garavini, Grimani, Boldrini, D'Alfonso, Bressa, Laniece, Marino, D'Arienzo, Margiotta, Mirabelli, Sbrollini, Ginetti, Biti, Comincini, Rampi, Ferrazzi, Laus

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

la città di Cuneo continua ad essere un capoluogo di provincia di fatto non connesso da viabilità autostradale con il resto della Pianura Padana;

l'autostrada A/33 Asti-Cuneo rappresenta, al momento, solamente un primo collegamento con Torino e con la Liguria, e quindi è assolutamente necessario e strategico il completamento dell'arteria tra i due capoluoghi del basso Piemonte, per collegare un'area ad alta densità produttiva con l'intero territorio regionale e le principali direttrici di traffico nazionale;

il primo finanziamento per la realizzazione di questo collegamento autostradale risale a 20 anni fa, quando la legge 3 agosto 1998, n. 295, all'articolo 3, comma 1, istituì un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici per interventi di adeguamento del sistema autostradale, ed in particolare delle tratte Asti-Cuneo e Siracusa-Gela;

il progetto di tale importante arteria stradale si articolava in 2 tronchi di complessivi 90,15 chilometri, tra loro connessi da un tratto di 20 chilometri dell'Autostrada A/6 Torino-Savona, compreso tra gli svincoli di Marene e Massimini;

il tronco 1 (dalla città di Cuneo all'interconnessione di Massimini sulla A/6 Torino Savona) risulta completato e operativo, anche se risulta ancora mancante del lotto 1.6, che completerebbe la viabilità intorno alla città di Cuneo;

il tronco 2 (dagli svincoli di Asti est ed Asti ovest della A/21 Torino Piacenza sino allo svincolo di Marene sulla A/6 Torino Savona) è solo parzialmente completato: mancano, infatti, i lotti 2.5 (Guarene-Roddi), 2.6 (Roddi - Diga Enel), 2.1b (Asti est-Rocca Schiavino) e 2.1 dir (Rocca Schiavino - Asti ovest), e l'opera rimane quindi interrotta a causa della mancata realizzazione dei lotti centrali, fra Alba e Cherasco, dove il traffico viene deviato sulla viabilità ordinaria, determinando inevitabili problemi per la circolazione locale e rendendo poco conveniente la sua utilizzazione;

nei primi mesi del 2012 la società concessionaria, in accordo con il Ministero, aveva chiesto di rinviare l'esecuzione del lotto 2.5 (Guarene-Roddi) e la prevista costruzione della galleria sotto il fiume Tanaro per mancanza di fondi e di utilizzare, come soluzione temporanea e senza pedaggio, la tangenziale di Alba, impegnandosi a completare il lotto 2.6, consentendo così un primo efficace collegamento a scorrimento veloce e a doppia carreggiata tra Asti e Cuneo;

la proposta era stata accettata dalle amministrazioni locali interessate a condizione che, contemporaneamente alla costruzione del lotto 2.6 (Roddi-Diga Enel), fossero realizzate alcune opere complementari, indispensabili per il miglioramento della viabilità locale, ed il 14 marzo e il 19 aprile dello stesso anno si sono svolte, presso la Direzione generale per lo sviluppo del territorio, della programmazione e dei progetti internazionali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, 2 sedute della Conferenza dei servizi, indetta ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383, prevedendo anche l'approvazione, da parte dell'Anas, del progetto definitivo del lotto 2.6 entro il 30 settembre 2012;

il tronco autostradale in oggetto è gestito dall'Autostrada Asti-Cuneo SpA, costituita il 23 marzo 2006, in qualità di concessionaria del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e per effetto della convenzione di concessione approvata con decreto interministeriale del 21 novembre 2007, registrato dalla Corte dei conti in data 31 gennaio 2008, e resa efficace con comunicazione dell'Ispettorato di vigilanza concessioni autostradali dell'Anas, n. CDG-0021686-P dell'11 febbraio 2008;

i volumi di traffico, allo stato, notevolmente inferiori a quelli preventivati, anche a causa dello scarso effettivo interesse all'utilizzo legato all'interruzione, sulla base del contratto di convenzione a suo tempo stipulato, andavano a modificare il piano finanziario dell'opera;

l'articolo 5 del decreto-legge 12 settembre, 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, intervenendo in materia di concessioni autostradali, ha disciplinato una procedura volta a modificare alcune concessioni autostradali vigenti (anche tramite accorpamenti di tratte interconnesse e proroghe della durata), al fine di assicurare gli investimenti necessari per gli interventi di potenziamento, adeguamento strutturale, tecnologico e ambientale delle infrastrutture autostradali nazionali nonché tariffe e condizioni di accesso più favorevoli per gli utenti;

a fine 2017 ed inizio 2018 il Ministero comunicava che in accordo con la società concessionaria, che informalmente esprimeva il proprio assenso, si stava valutando la possibilità di un'operazione di proroga della concessione autostradale SIAS per la A4 Torino-Milano, subordinata al finanziamento degli investimenti necessari per il completamento dell'autostrada Asti-Cuneo (cross-financing), a seguito di una revisione progettuale, superando il tunnel a due canne inizialmente previsto, che richiedeva un costo di realizzazione di quasi 700 milioni di euro, e quindi di complessa realizzabilità, con la soluzione senza tunnel, in superficiale esterna, che riduceva drasticamente il costo e anticipava la fine dei lavori; il 27 aprile 2018 la Commissione europea ha assunto la decisione positiva circa lo "State Aid SA.49335 (2017/N) and SA.49336 (2017/N) - Italy Italian Motorways investment plan", che prevede, fra le altre misure, di prorogare la concessione autostradale SIAS per la A4 Torino-Milano per consentire di finanziare gli investimenti necessari per il completamento dell'autostrada Asti-Cuneo (cross-financing) sulla base del tracciato alternativo per un importo di circa 350 milioni;

considerato che:

risulterebbe che il Governo non abbia ancora al momento concluso la negoziazione dell'atto integrativo che dovrà poi ancora essere sottoposto all'approvazione del CIPE, situazione che di fatto sta bloccando tutto l'iter e rischia di congelare il completamento dell'operazione descritta;

qualsiasi ipotesi alternativa al progetto attualmente al vaglio, che metta in discussione l'impianto approvato dalla Commissione europea, rappresenterebbe un passo indietro e introdurrebbe forti rischi per il completamento dell'opera;

la Regione Piemonte ha sollecitato il completamento dell'iter in oggetto;

da notizie raccolte risulterebbe che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti non abbia intenzione di presentare all'esame del CIPE il pacchetto di accordi convenuto con la Commissione europea sulla regolazione e lo sviluppo della rete autostradale del Nord-Ovest, in particolare in relazione all'autostrada Asti-Cuneo, soprattutto in merito al meccanismo di finanziamento dell'opera che non prevedeva oneri a carico della Stato e che vi sarebbe la volontà di voler declassare l'opera a strada a scorrimento veloce;

la posizione del Ministero fa riferimento alla ridefinizione del progetto richiesta nella XVII Legislatura e alla ricerca della soluzione migliore in termini di rapidità, efficienza e sostenibilità finanziaria, rispetto alla quale l'approvazione dell'Unione europea è un passaggio importante, ma preliminare;

rilevato che a parere degli interroganti:

un eventuale declassamento dell'autostrada a strada a scorrimento veloce comporterebbe la necessità da parte dello Stato di reperire le risorse necessarie alla sua realizzazione e manterrebbe il nodo dei termini della concessione il cui decorso formalmente partirà solo dal momento del completamento della stessa autostrada;

il tratto Roddi-Diga Enel del lotto 2.6, cioè quello non interessato da modifica del tracciato, potrebbe essere immediatamente cantierabile, non dovendo più essere sottoposto ad attività approvative già esperite, diversamente dal tratto sostitutivo che necessita invece di completamento della fase di riprogettazione e di approvazione,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tutto quanto descritto in premessa;

se non ritenga utile e necessario rendere noto ai cittadini, agli enti locali ed alle istituzioni interessate i tempi di definizione dell'atto integrativo e dell'invio dello stesso al CIPE, ed i tempi di avvio della realizzazione di un'opera così fondamentale per il territorio.

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