Interrogazione sui conflitti istituzionali creati dalla Lega

pubblicato il .

Adesione all'interrogazione PD relativa al conflitto istituzionale creato dalla Lega.

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-00065 (con carattere d'urgenza)
Pubblicato il 10 luglio 2018, nella seduta n. 19

Al Ministro della giustizia.

Premesso che:

in data 17 aprile 2018, il primo firmatario ha presentato, a sua prima firma, un'interrogazione a risposta scritta (4-00042) indirizzata al Ministro in indirizzo, successivamente trasformata in interrogazione a risposta orale (atto 3-00041) in data 26 giugno 2018;

a tutt'oggi, il Ministro non ha fornito alcuna risposta, nonostante sollecitazioni in tal senso rivoltegli, tramite la Presidenza del Senato, da parte di alcuni senatori del Gruppo del Partito il Democratico nel corso dei lavori dell'Assemblea;

premesso inoltre che:

in data 4 luglio 2018, alcuni esponenti della Lega hanno reso sconcertanti dichiarazioni in merito alle motivazioni della sentenza della Corte di cassazione sul sequestro di circa 49 milioni di euro (48.969.617 euro) disposto dal tribunale di Genova a seguito della condanna di Umberto Bossi a 2 anni e 6 mesi per truffa in danno dello Stato, che autorizza i magistrati a recuperare la somma "ovunque sia rivenuta";

secondo quanto riportato dal "Corriere della sera" del 5 luglio 2018, come da altri quotidiani, la Lega avrebbe sostenuto che questa sentenza "costituisce un gravissimo attacco alla democrazia, una sentenza politica senza senso giuridico per mettere fuori gioco per via giudiziaria il primo partito italiano" e per questo motivo, secondo quanto riportato da alcune agenzie ANSA del 4 luglio e da molti quotidiani, "intende chiedere un incontro al Capo dello Stato Sergio Mattarella";

queste dichiarazioni, finalizzate al "coinvolgimento", sommamente anomalo e improprio, del Capo dello Stato in una vicenda giudiziaria non solo risultano gravemente inopportune e offensive, ma sono prive di senso in quanto è impensabile fare riferimento al Presidente della Repubblica, nel suo ruolo di presidente del Consiglio superiore della magistratura, per intervenire contro una sentenza "sgradita" e contro l'indipendenza della magistratura;

secondo quanto riportato dal "Corriere della sera" del 5 luglio, il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Maritati, ha detto: "Si possono criticare le sentenze, ma non attaccare i giudici perché è in contrasto con il principio di separazione dei poteri", mentre il Consiglio superiore della magistratura ha espresso "seria preoccupazione" per parole e toni che vengono ritenuti "non accettabili";

considerato che:

la sentenza della Cassazione non può essere una sentenza "politica", come sostenuto dalla Lega, non solo in quanto "ossimoro", ma in quanto risale al 12 aprile 2018, quando la formazione dell'attuale Governo era ancora molto lontana;

con queste dichiarazioni si è tentato di macchiare l'onorabilità dei giudici della Corte di cassazione, attribuendo loro moventi politici, in assoluto e improvvido dispregio della funzione della magistratura e della sua indipendenza,

si chiede di sapere quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo, che più volte ha dichiarato di avere a cuore l'indipendenza della magistratura, in merito alle gravissime dichiarazioni di un partito che è parte rilevante dell'attuale Governo e che ha come capo politico il Ministro dell'interno, dal momento che tali dichiarazioni configurano un attacco pesante, inaccettabile e inaudito proprio al principio di indipendenza della magistratura dai condizionamenti del potere politico.

Nascondi modulo commenti

 10000 Caratteri rimanenti

Antispam Aggiorna immagine Case sensitive