Quali sono le intenzioni del Governo rispetto alle grandi opere infrastrutturali?

pubblicato il .

Adesione ad un'interrogazione del PD relativa alle non chiare intenzioni del Governo rispetto alle grandi opere infrastrutturali.

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-00077
Pubblicato il 11 luglio 2018, nella seduta n. 20

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Premesso che:

nel cosiddetto "contratto per il governo del cambiamento" sottoscritto da Lega e Movimento 5 Stelle un capitolo è dedicato a trasporti, infrastrutture e telecomunicazioni;

non vi sono riferimenti alle "grandi opere" infrastrutturali se non la preoccupante affermazione che "con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia";

tale impostazione sembra più in generale confermata dalle preoccupanti dichiarazioni del Ministro in indirizzo, che ha annunciato l'intenzione di rivedere le decisioni in merito ad alcune infrastrutture strategiche, usando a pretesto una "verifica su costi e benefici" già ampiamente realizzata in sede di decisione dell'investimento;

a riguardo, una grave preoccupazione suscitano le ispezioni già disposte e le iniziative annunciate che prefigurano il sostanziale blocco o l'allungamento dei tempi nella realizzazione di alcune grandi opere di rilevanza nazionale ed internazionale.
In particolare:
1) l'alta velocità Torino-Lione, che è un collegamento internazionale, che consentirà di connettere in modo più rapido il Nord del Paese al sistema europeo dell'alta velocità-alta capacità;
2) il terzo valico, che è il collegamento tra Genova, il più importante porto italiano, e l'Europa: un'opera già realizzata al 40 per cento, senza la quale Genova e l'Italia sarebbero condannati all'isolamento, anche in considerazione del fatto che i porti liguri hanno avuto nel 2017 un incremento di traffico e una crescita molto superiore rispetto a quelli del nord Europa; 
3) l'alta velocità ferroviaria Brescia-Padova, opera fondamentale, prevista e finanziata, con valutazione di impatto ambientale già predisposta nel tratto Verona-Padova e in via di conclusione nel tratto Brescia-Verona. Essa consentirebbe finalmente tempi civili nell'attraversamento del Nord Italia, in cui manca solo questo tratto e per il quale è "collo di bottiglia"; essa rappresenterebbe un grande vantaggio in termini ambientale a motivo della pesante riduzione del trasporto su gomma;
4)
l'alta capacità Napoli-Bari, che prevede la riqualificazione della linea attraverso sia interventi infrastrutturali differenziati per i diversi tratti di linea (velocizzazioni, raddoppio, varianti all'attuale tracciato) sia interventi tecnologici diffusi per il potenziamento e l'upgrading delle dotazioni della rete con apparati e sistemi di ultima generazione in grado di aumentarne capacità e velocità, migliorando i collegamenti regionali e quelli a lunga percorrenza; essa rappresenta inoltre parte integrante del corridoio europeo TEN-T scandinavo-mediterraneo;
5) le opere ferroviarie necessarie all'ammodernamento della rete in Sicilia, asset strategico essenziale allo sviluppo economico, turistico e territoriale della regione, in particolare tenendo conto delle necessità di potenziare la rete ferroviaria, assicurando il potenziamento dei "rami secchi", lo sblocco dei lavori di raddoppio fermi da troppo tempo e l'aumento del numero di corse;
6) la trasversale Tirreno-Adriatico cosiddetta Orte-Civitavecchia, che collega il porto di Civitavecchia con la rete di connessioni nazionali, in primo luogo l'autostrada del Sole, dotando il corridoio euro-mediterraneo intermodale, che da Barcellona giunge in Croazia, di un'ulteriore trasversale stradale, e permettendo altresì di sviluppare ulteriormente il ruolo del porto di Civitavecchia quale sbocco delle produzioni dell'area, industriali (acciaierie di Terni) ed agricole (in particolare dall'alto Lazio);
7) la Trans Adriatic pipeline, il gasdotto dedicato a trasportare gas naturale dalla regione del mar Caspio all'Italia e all'Europa, rafforzando così la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e la sicurezza del sistema gas italiano ed europeo;

l'opera è stata progettata tenendo conto dei risultati prodotti dall'analisi del contesto socio-economico e ambientale e nel massimo rispetto degli standard di sicurezza, consentirà di alleggerire la posizione di dipendenza europea dal mercato russo e di calmierare i prezzi scongiurando possibili aumenti in bolletta;

considerato che:

la velocità della ripresa economica e la competitività del nostro Paese dipende anche dalla realizzazione di investimenti pubblici e privati nel settore. Sulle grandi opere si misura la capacità di guardare al futuro e di dotare il Paese di un sistema connesso, capace di creare crescita e di evitare l'isolamento del Paese dal resto dell'Europa;

estremamente grave sarebbe la decisione di fermare la realizzazione di opere in corso di realizzazione o già finanziate, per le quali sono state impegnate e spese ingenti risorse economiche; in alcuni casi, oltretutto, si tratta di opere che investono la responsabilità internazionale del nostro Paese sulla base di accordi internazionali;

come per la Tav, anche il "no" al terzo valico causerebbe penali rilevanti: quelle per i mancati utili e quelle relative alle opere per ripristinare il territorio. Un costo complessivo per l'Italia di miliardi di euro, nonché di un ritardo della rete infrastrutturale,

si chiede di sapere:

quale sia la posizione del Ministro in indirizzo sul futuro delle grandi opere in Italia e se corrisponda al vero l'intenzione di ridiscutere le stesse con il rischio di penali e di non realizzare infrastrutture strategiche per il Paese, come la Tav, il terzo valico e la Tap;

se intenda chiarire quali siano le modalità di svolgimento delle verifiche sul rapporto tra costi e benefici delle opere infrastrutturali già avviate e se tale valutazione avverrà su tutte le grandi opere;

a chi saranno affidati gli incarichi per procedere alle valutazioni; se intenda affidare tali incarichi con procedure di evidenza pubblica oppure con incarichi a professionisti di fiducia; con quali tempi verranno effettuate tali verifiche;

se intenda coinvolgere in tale valutazione gli uffici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la struttura tecnica di missione ivi insediata;

se, in attesa dei risultati di tali valutazioni, i cui tempi sono del tutto ignoti, intenda comunque garantire la prosecuzione dei lavori in corso sulle opere oggetto di valutazione o se intenda interromperli;

in ragione della trasparenza, se intenda rendere noto a quanto ammontino gli oneri a carico del bilancio pubblico in caso di sospensione delle opere infrastrutturali ed in particolare per quelle su cui esistono accordi internazionali che impongono, in caso di mancata realizzazione dell'opera, il pagamento di tutte le somme spese dall'Unione europea e dagli altri Stati.


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