Fondi della Lega: interrogazione sull'associazione "Più voci"

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Dopo che il settimanale L’Espresso ha sollevato nei mesi scorsi il caso dell’Associazione ‘Più voci’ che, secondo le ricostruzioni giornalistiche, sarebbe stata usata dalla Lega per ricevere finanziamenti da destinare a società controllate dalla Lega stessa, al fine di evitare il passaggio di fondi sui conti correnti intestati al partito, i senatori del Pd Antonio Misiani, Franco Mirabelli, Monica Cirinnà e Alessandro Alfieri hanno rivolto su questo tema una interrogazione al Ministro dell’interno e al Ministro della Giustizia.
Nell’interrogazione, si mette in evidenza come ‘Più voci’ sia stata costituita da Giulio Centemero, tesoriere della Lega e da Alberto Di Rubbia e Andrea Manzoni, figure molto vicine a Matteo Salvini e come, sempre secondo le ricostruzioni de L’Espresso, sul conto dell’associazione siano transitati bonifici di diverse provenienze, anche a nome del costruttore Parnasi, coinvolto ora nell’inchiesta sullo Stadio della Roma, che sarebbero serviti a finanziare attività di comunicazione politica di emittenti e testate di proprietà della Lega.
E si chiede di sapere: “se il Governo non ravvisi in una tale gestione delle risorse del partito, quantomeno opaca, gli estremi di ipotesi di reato; se il Governo non ritenga palesemente inopportuno il fatto che Manzoni e Di Rubba nei loro attuali ruoli, rispettivamente, di direttore amministrativo del Gruppo parlamentare della Lega della Camera dei deputati e di revisore contabile del Gruppo parlamentare della Lega del Senato, ricoprano incarichi che comportano la gestione di finanziamenti privati, nella maggior parte dei casi di ignota provenienza. Ma anche quali siano le valutazioni del Governo in merito al doppio ruolo di Manzoni quale direttore amministrativo del Gruppo parlamentare della Lega della Camera dei deputati e amministratore unico della Fin Group, nonché cofondatore dell’associazione “Più voci” le cui finalità non propriamente trasparenti sono state dimostrate in premessa; quali iniziative urgenti il Governo ritenga doveroso adottare al fine di garantire una gestione del denaro pubblico assolutamente trasparente e rispettosa della normativa vigente in materia”.

Testo dell’interrogazione:

Al Ministro dell’interno e al Ministro della giustizia

Premesso che:

nell'autunno del 2015, è stata costituita un'associazione senza scopo di lucro, la Onlus "Più Voci" da tre commercialisti, Giulio Centemero, tesoriere della Lega, Alberto Di Rubba ed Andrea Manzoni, molto vicini a Matteo Salvini;

secondo una ricostruzione del settimanale "L'espresso" del 3 aprile 2018, a firma di Giovanni Tizian e Stefano Vergine, questa associazione sarebbe stata usata dalla Lega per ricevere finanziamenti da destinare a società controllate dalla stessa Lega, evitando così il deposito dei soldi sui conti correnti intestati al partito;

ciò si sarebbe reso necessario - secondo la ricostruzione de "L'espresso" - per aggirare il sequestro di 48 milioni di euro disposto dal tribunale di Genova a seguito della condanna di Umberto Bossi a due anni e sei mesi per truffa in danno dello Stato e continuare a ricevere finanziamenti evitando il deposito dei soldi sui conti correnti intestati al partito;

premesso inoltre che:

secondo una successiva ricostruzione del settimanale "L'espresso" del 3 giugno 2018, a firma degli stessi autori della precedente, l'associazione "Più voci" ha sede a Bergamo all'interno dello studio Dea Consulting, di proprietà di Alberto Di Rubba ed Andrea Manzoni, e sul suo conto corrente, tra l'ottobre del 2015 e l'agosto del 2016, sarebbero stati versati, con diversi bonifici, 313.900 euro da Esselunga, la catena di ipermercati, e dall'immobiliarista romano Luca Parnasi;

in particolare, secondo quanto riportato dal quotidiano “La Stampa” del 14 giugno 2018, Parnasi, tramite una sua società, nel 2015 avrebbe devoluto 250.000 euro all’associazione “Più voci”, ma “il finanziamento doveva restare segreto”;

secondo l'Espresso, i fondi raccolti da “Più voci” sarebbero stati girati successivamente a società della Lega: Radio Padania e Mc srl, società che controlla il quotidiano online "Il Populista";

in merito ai soldi ricevuti dall'associazione "Più voci", Centemero ha dichiarato all'Espresso che "I soldi ricevuti non sono stati trasferiti al partito o utilizzati in attività di carattere politico, come ad esempio la campagna elettorale" (...) "l’associazione, come da ragione sociale, stimola il pluralismo dell’informazione, perciò i progetti di sostegno sono stati indirizzati su Radio Padania e su Il Populista";

come fanno notare i giornalisti de "L'Espresso" non è facile cogliere la distinzione fatta da Centemero tra il finanziamento della campagna elettorale della Lega, che lui esclude sia avvenuto usando questi soldi, e il finanziamento dell’informazione realizzata dai suoi media. Radio Padania e Il Populista sono, infatti, testate attraverso cui la Lega fa campagna elettorale e non si capisce per quale strano motivo - a voler credere a Centemero - Esselunga e Parnasi non sono stati invitati a donare soldi direttamente a Radio Padania e a Il Populista;

in base al comma 7 dell’art. 10 del decreto legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, ciascuna persona fisica non può effettuare erogazioni liberali in denaro o comunque corrispondere contributi in beni o servizi, sotto qualsiasi forma e in qualsiasi modo erogati, anche per interposta persona o per il tramite di società controllate, in favore di un singolo partito politico per un valore complessivamente superiore a 100.000 euro annui. Il successivo comma 8 prevede un analogo tetto di 100.000 euro annui per le erogazioni liberali da parte di soggetti diversi dalle persone fisiche;

secondo il comma 4 dell’art. 5 del decreto legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, alle fondazioni e alle associazioni la composizione dei cui organi direttivi sia determinata in tutto o in parte da deliberazioni di partiti o movimenti politici, nonchè alle fondazioni e alle associazioni che eroghino somme a titolo di liberalità o contribuiscano al finanziamento di iniziative o servizi a titolo gratuito in favore di partiti, movimenti politici o loro articolazioni interne o di parlamentari o consiglieri regionali, in misura superiore al 10 per cento dei propri proventi di esercizio dell'anno precedente, si applicano le prescrizioni di legge in materia di trasparenza e pubblicità degli statuti e dei bilanci.

considerato che:

"È indagando sugli affari dei tre commercialisti - scrive "L'Espresso" - che si scopre una lista infinita di società. Una ragnatela che nasconde parecchie sorprese. Ci sono ad esempio sette imprese registrate presso lo studio Dea Consulting, di cui però è impossibile conoscere il reale proprietario (...)";

Centemero, tesoriere della Lega e fratello di Elena Centemero, più volte deputata di Forza Italia, è recentemente diventato deputato, mentre Manzoni e Di Rubba sono stati nominati, rispettivamente, direttore amministrativo e revisore contabile dei Gruppi parlamentari della Lega della Camera dei deputati e del Senato;

risalendo la "catena di controllo" delle sette imprese, fondate tra il 2014 e il 2016, si arriva a una fiduciaria italiana, a sua volta controllata da una holding del Lussemburgo dietro la quale si trova un'altra fiduciaria. Un complesso meccanismo - secondo la ricostruzione dell'Espresso - finalizzato a nascondere l'identità dei proprietari;

tutte le azioni delle sette società sono detenute dalla Seven Fiduciaria di Bergamo, a sua volta controllata da un'altra impresa di Bergamo, la Sevenbit;

fondata nel 2015 la Sevenbit ha circa trenta azionisti, ma il 90 per cento delle quote è della Ivad Sarl, con sede in Lussemburgo, fondata nel 2008 dallo stesso Lazzari;

la holding Ivad Sarl, dal 2015 appartiene alla società Prima fiduciaria, tra i cui azionisti c'è la Arc advisory company fondata nel 2006 da Lazzari;

il socio di controllo della Arc advisory company è la Ligustrum, una società immobiliare svizzera, con sede a Lugano;

alla domanda de "L'Espresso" sul motivo di tanta riservatezza e sull'esistenza di legami tra queste sette società e la Lega, Centemero, Manzoni e Di Rubba hanno risposto che le sette società non hanno alcun legame con la Lega, nonostante in una di esse l'amministratore sia Centemero e in un'altra Manzoni, il quale non solo è il direttore amministrativo del Gruppo parlamentare della Lega della Camera dei deputati, come ricordato, ma anche colui che guida la Fin Group, di proprietà della Lega;

la molteplicità di ruoli ricoperti riguarda - secondo la ricostruzione de "L'Espresso" - anche altre persone come Alberto Maria Ciambella, il notaio che ha registrato le sette società e ha firmato i rogiti con cui la Lega ha "sparpagliato" il suo patrimonio tra le varie sezioni regionali del partito, dotate di autonomia patrimoniale, con il supposto fine, come ricordato, di svuotare i conti correnti intestati al partito non più utilizzabili perché messi sotto sequestro;

considerato altresì che:

secondo "L'Espresso", quando fu costituita, la Arti Group Holding aveva tre azionisti: Alessandro Bulfon con il 49 per cento, Marzio Carrara con il 45 per cento e Alberto Di Rubba con il 6 per cento. Cinque mesi dopo, il 10 maggio 2018, Di Rubba ha venduto la sua quota a Carrara, che così ha ottenuto il controllo dell’azienda (51 per cento);

al momento della fondazione della Arti Group Holding, il 6 per cento di proprietà di Di Rubba valeva 10 mila euro. Cinque mesi dopo, Carrara ha pagato 1,1 milioni di euro;

secondo due fonti interne al partito consultate da "L'Espresso", proprio negli ultimi mesi la Lega ha affidato buona parte delle forniture di stampa, volantini e manifesti elettorali, a un’azienda di Costa di Mezzate, sempre in provincia di Bergamo, la Cpz, di proprietà di Carrara;
ed ancora, la Lega possiede un'azienda bergamasca, chiamata Non Solo Auto, che fornisce servizi di noleggio di autovetture, di proprietà di Di Rubba e Manzoni, i quali respingono qualsiasi ipotesi di conflitto di interessi poiché - come dichiarato a L'Espresso - non "hanno ruoli di responsabilità esecutiva, strategica né funzioni dirigenziali" all’interno della Lega, ma solo "attività tecniche di natura amministrativa";

rilevato che:

Manzoni è l’amministratore unico della Fin Group, la holding del partito creata, insieme a Pontida Fin, per gestire il patrimonio della Lega;

considerato infine che:

l'aggiramento del sequestro di 48 milioni di euro, disposto dal tribunale di Genova a seguito della condanna di Umberto Bossi a due anni e sei mesi per truffa in danno dello Stato, mediante la costituzione dell'associazione "Più Voci", e l'investimento illegale di milioni di euro in violazione, da parte della Lega, del divieto di investire la liquidità dei partiti e dei movimenti politici derivante dalla disponibilità di risorse pubbliche in strumenti finanziari diversi dai titoli emessi da Stati membri dell'Unione europea, disposto dalla legge 6 luglio 2012, n. 96, sono oggetto di un'interrogazione a prima firma del sen. Parrini (Atto n. 4-00042), pubblicata il 17 aprile 2018, in attesa di una risposta;

si chiede di sapere:

se il Governo non ravvisi in una tale gestione delle risorse del partito, quantomeno opaca, gli estremi di ipotesi di reato;

se il Governo non ritenga palesemente inopportuno il fatto che Manzoni e Di Rubba nei loro attuali ruoli, rispettivamente, di direttore amministrativo del Gruppo parlamentare della Lega della Camera dei deputati e di revisore contabile del Gruppo parlamentare della Lega del Senato, ricoprano incarichi che comportano la gestione di finanziamenti privati, nella maggior parte dei casi di ignota provenienza, e se tale commistione di ruoli e di evidenti contrapposte finalità non configuri una chiara ipotesi di conflitto di interessi;

quali siano le valutazioni del Governo in merito al doppio ruolo di Manzoni quale direttore amministrativo del Gruppo parlamentare della Lega della Camera dei deputati e amministratore unico della Fin Group, nonché cofondatore dell'associazione "Più voci" le cui finalità non propriamente trasparenti sono state dimostrate in premessa;

quali iniziative urgenti il Governo ritenga doveroso adottare al fine di garantire una gestione del denaro pubblico assolutamente trasparente e rispettosa della normativa vigente in materia.

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