Sbloccare il concorso per dirigenti penitenziari

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Svolgere nel più breve tempo possibile il concorso per i direttori di penitenziario. E’ quanto ho chiesto con un’interrogazione urgente rivolta al ministro della Giustizia.
Il concorso per 45 posti da dirigente di istituto penitenziario è stato indetto con bando pubblicato in Gazzetta ufficiale il 9 maggio 2020 e le domande presentate sono state 11.500. A causa della pandemia da Covid, c’è stato un primo rinvio al 21 settembre dell’avviso per l’espletamento delle prime prove, poi ulteriormente rinviato al 12 gennaio 2021. C’è una crescente necessità di personale dirigenziale nelle carceri, visto che i dirigenti sono solo lo 0,4 per cento del personale, contro l’1,9 della media europea e visto che, secondo l’associazione Antigone, solo in poco più della metà dei penitenziari ci sarebbe un direttore assegnato esclusivamente a quella struttura. Basti pensare che non si effettua un concorso dal 1996 e che la figura del direttore è fondamentale per lo svolgimento della vita nel carcere.

Testo dell’interrogazione:
 
Atto n. 3-01958 (con carattere d'urgenza) - Pubblicato il 7 ottobre 2020, nella seduta n. 262

Al Ministro della giustizia.

Fare luce sulle morti in carcere durante l'emergenza

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Sei mesi dopo la rivolta nelle carceri italiane nel periodo del lockdown da Covid, è sceso il silenzio sulla morte a marzo di tredici detenuti, cinque solo nel carcere di Modena, quattro trasferiti da Modena presso altri istituti, uno alla Dozza di Bologna e tre nell'istituto penitenziario di Terni. In particolare i detenuti sarebbero stati vittime di abuso di sostanze stupefacenti trafugate durante la rivolta. Credo che, al di là di tutto, lo Stato italiano debba chiarire, soprattutto per le famiglie delle persone decedute, cosa è accaduto. Va fatta luce sugli accadimenti di quei giorni e sulle eventuali responsabilità e per questo ho rivolto un'interrogazione al ministro della giustizia Bonafede.
In particolare è necessario appurare se siano state eseguite le visite mediche necessarie al nullaosta per il trasferimento dei detenuti verso altri istituti e se sia o meno in corso un'indagine del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria per chiarire come sia stato possibile che, nel carcere di Modena, i reclusi abbiano avuto accesso a metadone e psicofarmaci in quantità tali da risultare letali.

Testo dell'interrogazione:

Il Governo candidi Milano a sede del Tribunale dei Brevetti

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Con Alessandro Alfieri abbiamo chiesto - con una interrogazione - che il Governo candidi Milano a sede Del Tribunale Unificato dei Brevetti.
La sede era prevista a Londra, ma la Gran Bretagna ha appena approvato l'uscita dallo specifico accordo UE.
Il 10 settembre il Comitato Preparatorio TUB proporrà formalmente agli Stati membri di suddividere le funzioni svolte da Londra tra le sezioni di Parigi e Monaco di Baviera. Successivamente si aprirà una nuova fase in cui sarà possibile avanzare nuove candidature. E Milano ha tutte le carte in regola.
L'Italia è uno dei Paesi membri con il maggior numero di brevetti registrati, con 500 cause messe a ruolo ogni anno, di cui 224 solo a Milano (e di queste 200 di brevetti europei).
La Lombardia è la prima Regione per richieste di brevetti, con 10 mila domande l'anno e Milano ospita, in via San Barnaba, la sezione locale del TUB. In quella sede, già visitata dal PrepCom, potrebbe essere ospitato il personale della sede di Londra.
Proprio a Milano hanno sede 4700 multinazionali estere, un terzo di quelle ospitate in Italia, con 501 mila dipendenti e 236 miliardi di fatturato, integrate in un tessuto di piccole e medie imprese, 100 delle quali con un fatturato superiore al miliardo di euro.