Serve un patto forte per il futuro del Paese

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Intervento in Senato durante le comunicazioni del Presidente del Consiglio (video).

Presidente del Consiglio, noi voteremo la fiducia al suo Governo, al nostro Governo - voglio andare controcorrente - innanzitutto per quello che è stato fatto in questi sedici mesi: per come primi in Europa abbiamo affrontato la pandemia ma anche perché questo Governo ha restituito credibilità all’Italia in Europa, le ha riconosciuto un ruolo.
Questo è il Governo che ha ridotto le tasse sul lavoro, ha cambiato i Decreti Sicurezza, riaffermando i diritti umani e civili e oggi ha saputo organizzare una campagna vaccinale che ci vede all’avanguardia in Europa.
Parto da qui, non solo perché è giusto ma perché capisco che l’opposizione, che spesso è abituata ad agitare e a sottolineare soltanto i problemi, nasconda ciò che abbiamo fatto, ma non capisco - e lo dico davvero ai senatori di Italia Viva - come sia possibile per una forza che ha condiviso e sostenuto questi interventi, non riconoscerli e non rivendicarli con orgoglio.
Sono stupito che si parli con i toni che ho ascoltato di un’esperienza di Governo di cui si è stati protagonisti, misurandoci insieme con una tragedia sanitaria, economica e sociale senza precedenti. Per un anno lo abbiamo fatto.
Ci tengo a dire che, di fronte alla drammaticità della pandemia, inviterei a smettere di sbandierare e utilizzare come un randello il fatto che saremmo il Paese con più morti nel mondo.
Innanzitutto perché questo non è vero e secondariamente perché in quel dato c’è un peso preponderante del dato di una sola Regione, che è la Lombardia, dove la mortalità sia in rapporto alla popolazione, sia in rapporto ai contagi è tre o quattro volte più alta rispetto alle altre Regioni. Segno, questo, che chi non ha saputo fare non è solo e soprattutto stato il Governo.
Voteremo la fiducia anche perché nelle parole del Presidente Conte e nei suoi impegni abbiamo ritrovato una comune consapevolezza della necessità di un salto di qualità. La consapevolezza che non tutto è andato bene: non è vero che Conte ha detto che questo è stato il migliore dei Governi possibili.
C’è la consapevolezza che scontiamo ancora troppi ritardi e troppe lentezze; che serve un patto di Legislatura che ci consenta di dare una prospettiva al Paese e a fare le riforme.
Questo è ciò che anche il PD aveva chiesto.
Così come abbiamo ritrovato molte delle nostre proposte e osservazioni nel Recovery Plan presentato alle Camere e siamo sicuri che il piano migliorerà ulteriormente.
Questo Paese non meritava l’apertura di una crisi in piena pandemia.
La crisi non risolve neanche uno dei problemi che il senatore Renzi ha elencato.
Le persone che vivono tante incertezze, tante insicurezze di fronte alla pandemia e alle incognite sul futuro non capiscono: non capiscono una politica che discute di crisi politica e di distinguo, anziché di come unirsi per affrontare le emergenze della crisi.
Questo è un problema di tutti, non solo di chi ha aperto la crisi, perché evitare di allontanare i cittadini dalla politica e dalle istituzioni è compito di tutti ed è responsabilità di tutti.
Questa maggioranza è nata tra diversi, anche tra avversari ma è nata per evitare che l’Italia fosse portata lontano dall’Europa e la difesa della collocazione europea che ci ha consentito di ricostruire una credibilità in Europa è ancora un collante decisivo per la coalizione di Governo.
Non ne vedo altre in questo Paese di coalizioni con la stessa chiara e trasparente opzione europeista. Certamente non lo è il centrodestra, con buona pace di Forza Italia.
Non basta, o meglio non basta più quel collante.
Il nostro voto di oggi a favore, è il voto di una forza certo responsabile, che non si accontenta però della governabilità in sé stessa ma vuole, insieme al Presidente del Consiglio e alle forze di maggioranza, raccogliere l’opportunità che ci viene data per cambiare questo Paese, per superare i limiti atavici dell’Italia e della sua Pubblica Amministrazione, della giustizia civile e penale che vanno riformate subito.
Serve un patto di Legislatura per fare questo.
Abbiamo bisogno di una maggioranza politica, coesa, larga per affrontare le crisi economica e sociale che il virus ha prodotto - non certo il Governo, come qualcuno lascia intendere - non solo in Italia ma in tutto il mondo.
Serve una maggioranza politica per guidare il Recovery Plan e l’azione di Governo, per ridurre le diseguaglianze e non per favorire chi sta meglio; per non lasciare nessuno indietro e nessuno da solo, non per vaccinare prima il più benestante, come è stato proposto da un assessore lombardo; per difendere il lavoro, per pensare ad un’economia green, per innovare il Paese.
Serve un Governo capace di mettere più velocemente a terra i provvedimenti e i finanziamenti. So che su questo si è costruita una sintonia e un percorso comune.
Bene, quindi, riprendere i lavori per un patto di Legislatura ed è giusto chiedere da domani a chi vuole dare un contributo di unirsi, di esserci per dare un contributo al Paese.
È giusto chiedere a chi non pensa che antieuropeismo e sovranismo siano una strada che può dare un futuro a questo Paese, di essere parte di questa sfida.

Video dell'intervento»


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