Decreto Rilancio: aiutiamo imprese e famiglie

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Intervento in Senato durante la discussione del Decreto Rilancio (video).

Mi sono convinto ad intervenire nella discussione sul Decreto Rilancio perché penso non si possa accettare qualunque ragionamento che è stato fatto nell’Aula del Senato mentre, invece, è giusto che una riflessione venga fatta.
Nel corso della discussione ho sentito cose che credo non dovrebbero far parte del dibattito parlamentare. Ho sentito diversi esponenti delle forze di opposizione raccontare uno scenario in cui dalla loro parte ci sono quelli che lavorano mentre dalla nostra parte, la maggioranza, sarebbe fatta da sfaccendati, persone che non sanno cosa sia il lavoro, cosa vuol dire fare fatica.
Questo è stato detto in diversi in interventi.
È stato detto in altri interventi che questa maggioranza è fatta da persone abituate a vivere di notte, ad agire nell’oscurità, a non avere trasparenza.
Penso che questo non si possa accettare. E non si può accettare per una ragione che riguarda la nostra democrazia.
Qualcosa non ha funzionato: ci sono oggettivamente problemi di metodo; c’è un problema di come funziona il bicameralismo.
Non si può accettare, però, un’idea caricaturale della nostra discussione.
Credo che non sia utile al Paese se gran parte dell’opposizione sceglie questa cifra.
È la cifra di un’opposizione che preferisce sbeffeggiare; preferisce agitare i problemi anziché confrontarsi sul merito e contribuire a risolverli.
Credo che questo sia un problema.
L’opposizione ha sollevato tanti problemi di democrazia e io pongo questo problema: serve al Paese un’opposizione che agita i problemi, invece che cercare di risolverli?
È stato evocato dall’opposizione un futuro fosco e è stato raccontato un Paese che sta morendo di fame.
La realtà non è così.
Il Paese è messo male. Ci sono molte persone che stanno soffrendo.
Nessuno, però, sta morendo di fame a causa dei provvedimenti che il Governo ha messo in campo, compreso questo provvedimento di cui stiamo discutendo.
L’opposizione ha spiegato che questi provvedimenti - cassa integrazione e bonus di sostegno al reddito - sono assistenzialismo.
L’opposizione si decida e faccia capire cosa vuole.
Se dobbiamo stare vicini alle persone che soffrono e che rischiano di non poter mangiare perché il reddito è diminuito a causa del lockdown oppure dobbiamo fare altro, l’opposizione lo dica. Non si può dire tutto e il contrario di tutto.
Non si può dire che il Paese rischia di avere molte famiglie in condizioni drammatiche e poi spiegare che queste famiglie non vanno aiutate.
Sono stati evocati scenari drammatici rispetto alla nostra economia.
L’opposizione, però, è sempre pronta a cambiare opinione, a seconda di cosa conviene per fare un po’ di propaganda e alimentare le critiche al Governo. Si è visto anche oggi.
Sono colpito, ad esempio, dalle cose ascoltate in Senato sulla vicenda di Autostrade.
Ho sentito dire cose che sono il contrario di quello che è stato detto solo ieri.
Ieri è stato spiegato da molti che sono intervenuti in Senato oggi che bisognava trovare un compromesso; che bisognava trovare una soluzione che tutelasse l’interesse pubblico, il lavoro e quindi l’occupazione e, nello stesso tempo, si intervenisse per far pagare le responsabilità a chi le ha avute.
Oggi si dice che il provvedimento deciso non va bene esattamente per le stesse ragioni.
Non possiamo lavorare così.
Credo che siano giuste le critiche sul metodo e per il fatto che gran parte dei provvedimenti ormai possono essere discussi solo in una delle due Camere; non sono critiche nuove ma non è questo il punto.
Quando possiamo, confrontiamoci sul merito.
Il merito del Decreto Rilancio non è quello che è stato raccontato dalle opposizioni.
Ho sentito un solo intervento dell’opposizione richiamare una misura straordinaria e anticiclica come il superbonus del 110% sull’efficientamento energetico e sulla sicurezza.
Non ho sentito nessuno ricordare che già centinaia di migliaia di famiglie hanno richiesto il bonus vacanze.
Non ho sentito nessuno raccontare che chi ha subito la crisi potrà versare le tasse a settembre e non a luglio.
Non ho sentito nessuno raccontare e ricordare che con questo provvedimento vengono stanziati molti soldi a fondo perduto che stanno già arrivando alle aziende italiane, perché i Decreti sono già provvedimenti concreti.
Questo sta succedendo.
È un decreto-legge, non sono chiacchiere. Sono interventi concreti che si stanno già facendo. Questa è la verità.
Cassa integrazione, 600 euro, 1.000 euro per autonomi e partite IVA, reddito di emergenza, blocco degli sfratti: sono tutti provvedimenti che servono a evitare lo scenario, che qui tutti teniamo, di un Paese messo in ginocchio e di famiglie messe in ginocchio dalla crisi.
Crediti garantiti alle imprese, accelerazione dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione (12 miliardi), finanziamenti a fondo perduto per tutte le imprese: sono provvedimenti che dicono che noi vogliamo rilanciare l'economia di questo Paese, aiutare le imprese, che abbiamo un'idea di sviluppo del Paese che guarda al lavoro, all'ambiente, alla vivibilità delle città, ma soprattutto che in questo momento sente il dovere di stare vicino ai cittadini che sono in difficoltà e che soffrono.

Video dell'intervento»


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