Ordine del Giorno per sostenere Milano e i Comuni lombardi colpiti dall'emergenza

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Nei prossimi provvedimenti è necessario che ci siano misure per garantire ai Comuni di poter continuare a erogare i servizi ai cittadini e per poter investire sulla ripartenza quando il virus sarà sconfitto. Milano e i Comuni lombardi più colpiti dagli effetti della pandemia vanno sostenuti con provvedimenti concreti, sapendo che è interesse di tutto il Paese far ripartire questi territori e le loro economie ma anche che qui ci sarà più bisogno di vicinanza e protezione per chi è stato più colpito. Per questo abbiamo presentato l’Ordine del Giorno al Decreto Cura Italia di cui parla l’articolo del Corriere della Sera.

Testo dell’Ordine del Giorno:

A.S. 1766

ODG (G/1766/156/5) Testo 2

MIRABELLI, RICCARDI, LAFORGIA, COMENCINI, SERAFINI, ALFIERI, NOCERINO

La 5a Commissione permanente,

in sede di esame dell’A.S. 1766, di conversione del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19,

premesso che,

L’attuale e protratta situazione emergenziale derivante dalla diffusione del virus COVID-19 sta colpendo in modo assolutamente straordinario il Comune e la città metropolitana di Milano che dovrà quindi far fronte nel breve termine a un minor gettito e, più in generale, a minori entrate, di portata particolarmente significativa e mai riscontrata prima.

Ciò comporterà dunque, in assenza di un contributo straordinario statale, l’impossibilità per il Comune di Milano di chiudere in pareggio il bilancio in corso di approvazione.

Nel bilancio di previsione si stimano, ad esempio, 400 milioni di euro di entrate derivanti dalla vendita dei biglietti per il trasporto pubblico locale (autobus, tram e metropolitane), 55 milioni di euro dalla tassa di soggiorno, circa 80 milioni tra dividendi ordinari e straordinari di SEA, 60 milioni di gettito derivante da COSAP, circa 27 milioni dai nidi per l’infanzia e circa 4 milioni dal mondo della ristorazione. La lista potrebbe continuare. Per tutte queste voci si registrerebbe una decurtazione pari ad almeno l’80% delle entrate indicate in bilancio, corrispondenti ad un ammontare superiore a 500 milioni di euro in meno di entrate per il Comune.

Ritenendo necessario in questa situazione prevedere misure straordinarie per il comune e la città metropolitana di Milano per consentire la chiusura dei bilanci, continuare ad assicurare i servizi pubblici essenziali sul territorio e favorire una rapida ripresa e il rilancio di una realtà territoriale fondamentale per la crescita di tutto il Paese.

Impegna il Governo
ad introdurre, nel prossimo decreto utile per affrontare le conseguenze dell’emergenza COVID-19:

- misure di sostegno volte a consentire il rinvio del servizio del debito di tutti i mutui esistenti, ivi inclusi quelli concessi da CDP, alla scadenza del relativo piano di ammortamento, nonché fornire le risorse necessarie all’estinzione anticipata dei mutui ormai troppo onerosi favorendo un significativo risparmio di spesa, decurtare la quota di partecipazione del Comune di Milano per il fondo di solidarietà comunale per gli anni 2019, 2020 e 2021 ed introdurre misure che consentano maggiore elasticità finanziaria nella gestione della spesa per esempio dando la possibilità di ridurre al 60/70% l’accantonamento per fondo crediti di dubbia esigibilità per gli anni 2020 e 2021;

- misure analoghe in favore dei Comuni della Lombardia e delle zone più colpite dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, tali da garantire la continuità nell'erogazione di tutti i servizi di competenza degli enti locali, a partire da quelli sociali, la predisposizione di interventi adeguati in favore dei residenti, a partire da quelli in situazione di maggiore difficoltà socio-economica, e la ripartenza, in situazione di sicurezza sanitaria e con gradualità, delle attività economiche sospese in ragione dell'emergenza.

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Articolo del Corriere della Sera (file PDF):
Asili, trasporti e ambiente. Mossa trasversale al Senato per salvare i conti di Milano.
Dai mutui al fondo credili, risorse per mezzo miliardo.
 
La speranza arriva da un ordine del giorno bipartisan presentato al Senato dal vicepresidente dei senatori Pd, Franco Mirabelli, ma con le firme di esponenti dei Cinque Stelle, di Italia Viva, di Leu e anche di Forza Italia. Se dovesse essere accolto, anche solo in parte, permetterebbe al Comune di chiudere il bilancio in equilibrio garantendo tutti quei servizi necessari per la vita della città: dal welfare, ai trasporti, alla raccolta dei rifiuti, ai nidi e agli asili.
All'appello mancano 500 milioni, scrivono i senatori, 400 milioni di minori entrate dai biglietti di tram, bus e metrò, 55 milioni della tassa di soggiorno, 60 dalla tassa d'occupazione di suolo pubblico, circa 27 dai nidi per l'infanzia.
Senza parlare dei mancati dividendi Sea. Da qui la richiesta trasversale al governo di inserire nel prossimo decreto utile una serie di impegni economici per aiutare in particolare modo Milano ma in realtà tutto il territorio lombardo, il più colpito dall'emergenza coronavirus. In primis il rinvio del servizio del debito di tutti i mutui esistenti alla scadenza del piano di ammortamento, inclusi quelli concessi dalla Cassa depositi e prestiti. Ancora: fornire le risorse necessarie per estinguere i mutui troppo onerosi potendoli così rinegoziare a tassi più bassi. Inoltre, abbassare la quota di partecipazione del Comune al fondo di solidarietà comunale per un triennio, dal 2019 al 2021. Infine la possibilità di ridurre al 60-70 per cento gli accantonamenti per il fondo crediti di dubbia esigibilità per il 2020 e il 2021. Stesso impegno in favore dei comuni lombardi più colpiti dal coronavirus. «Il Governo sa che abbiamo depositato l'ordine del giorno - spiega Mirabelli, la cui firma è accanto a quella di Alessandro Alfieri (Pd), Simona Nocerino e Alessandra Riccardi (Cinque Stelle), Francesco Laforgia (Leu), Eugenio Comincini (Italia Viva) e Giancarlo Serafini (Forza Italia) - Ci sono tutte le condizioni per farlo approvare.
Subito dopo bisognerà tradurre in un decreto l'impegno economico».
«Se l'ordine del giorno venisse accolto sarebbe un'ottima partenza - commenta l'assessore al Bilancio, Roberto Tasca che nei giorni scorsi non aveva lesinato critiche al governo sui 400 milioni di fondi destinati ai comuni - e mi sentirei fiducioso di poter raggiungere l'equilibrio di bilancio. Il fatto che l'ordine del giorno sia bipartisan mi fa ben sperare». Anche Mirabelli è fiducioso che il documento venga accolto in tutte le sue parti. «Noi lavoriamo perché venga recepito integralmente - dice il senatore Pd che si attende un voto per fine o inizio settimana prossima - Tutte le proposte sono di buon senso.
L'importante è che il governo si impegni su questo documento». Andiamo allora a fare dei conti rudimentali di cosa vorrebbe dire per la casse del Comune vedere approvate alcune delle richieste contenute nell'ordine del giorno. Se dovesse essere rinviato il pagamento dei mutui in quota capitale e in quota interessi la cifra si aggirerebbe intorno ai 100-120 milioni.
Se dovesse essere bloccato il versamento al fondo di solidarietà comunale per tre anni, Palazzo Marino «risparmierebbe» 351 milioni. Il Comune versa annualmente 130 milioni incassandone di ritorno 13. Ultima voce: il fondo crediti di dubbia esigibilità che nel 2020 ha raggiunto la cifra monstre di 363 milioni di euro. Il risparmio della casse del Comune varierebbe tra i 109 e i 145 milioni. «Se queste operazioni dovessero andare in porto anche parzialmente saremmo sulla buona strada per avere un bilancio rispettoso dei vincoli, ma soprattutto - conclude Tasca - in grado di garantire i servizi essenziali per la città».

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