Ora più forti per le sfide del futuro

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Editoriale pubblicato da AreaDem.

I risultati elettorali del 20 e del 21 sono stati certamente positivi. Senza trionfalismi e a prescindere dalle fosche previsioni che avevano per settimane riempito gli editoriali, da questa tornata esce certamente un PD più forte e un Governo che può fare ciò che deve: utilizzare le risorse europee per disegnare il futuro del Paese guardando prima di tutto ai giovani senza, nel frattempo, rinunciare a garantire la salute degli italiani e a stare vicino a chi subisce e subirà purtroppo ancora le conseguenze della crisi.
Gli elettori hanno premiato a tutti i livelli chi ha governato, i sindaci e i presidenti di regione uscenti che hanno fronteggiato l’emergenza Covid tutelando le persone.
È un voto che ha premiato la responsabilità e che ha dimostrato una domanda di stabilità e che ha punito chi, come Salvini, non ha saputo interpretare questa nuova fase segnata da due fattori: il Covid che ha prodotto una domanda di protezione e di coesione e un nuovo positivo e inedito protagonismo europeo per cui innanzi tutto il PD si è battuto con successo.

Costruire una speranza per il futuro

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Intervento svolto all'incontro nazionale di Area Dem a Cortona (video).

Capita raramente, anche a chi fa politica tutto l’anno, di trovare una sede come Cortona in cui ragioniamo di politica guardando al Paese e al mondo; in cui parliamo di ciò che deve fare il nostro partito ma parliamo anche dei temi, sappiamo approfondirli e costruiamo contributi.
Io credo che questa sia una ricchezza che mettiamo a disposizione di tutto il PD.
Ascoltando i vari interventi e discutendo con le persone presenti, ho registrato che siamo tutti contenti che non ci sia più Salvini al Governo.
Questo non vuol dire che stiamo facendo il “Governo della paura” anche se un po’ di paura l’avevo e credo che sia logico che avessimo un po’ paura di un Governo che rischiava di consegnare il Paese ad un’idea di democrazia molto diversa da quella che abbiamo noi, in cui il rapporto è giocato tra il leader e il popolo; in cui agli organismi intermedi di garanzia vengono lanciati solo improperi.
Trovo gravissimo che un deputato leghista, in questi giorni, abbia offeso gravemente il Presidente della Repubblica, a cui mandiamo la nostra solidarietà.

Dobbiamo metterci a disposizione del Paese e ascoltare

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Intervento all’incontro nazionale di AreaDem a Cortona (Video dell’intervento).

Credo che la discussione di questi giorni sia stata importante.
Ho ascoltato molte cose che condivido, tra cui il percorso indicato nella relazione di Marina Sereni e l’analisi del prof. Magatti e di Piero Fassino sulle ragioni della sconfitta elettorale.
Ho trovato grande sintonia anche rispetto alle agende illustrate da Gentiloni e Martina.
Voglio provare a dire alcune cose perché vorrei che nel prossimo congresso, che spero si faccia presto, si prendano le decisioni giuste, si traggano le conseguenze delle analisi che abbiamo sentito e si metta in positivo una riflessione che abbiamo fatto in questi giorni a Cortona e anche in altre sedi.
Dobbiamo cominciare a dire in positivo cosa non va ma anche cosa dobbiamo fare e penso che questo sia il compito delle piattaforme che verranno presentate al congresso.

Il Governo Lega-M5S e il ruolo del PD

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Lo scambio della campanella tra Gentiloni e Conte è stato un momento triste, anche perché penso che abbiamo consegnato un Paese migliore, dopo 5 anni di Governi guidati dal PD.
Il Paese è migliorato da tanti punti di vista, tutti i dati economici lo confermano e abbiamo fatto riforme importanti, molte delle quali non hanno ancora avuto una ricaduta concreta sulla vita delle persone ma nei prossimi anni dimostreranno di esser state efficaci e utili per l’Italia.
In questi anni abbiamo messo in campo diverse squadre di Governo che hanno saputo dedicarsi al Paese.
Non è stato solo un problema di comunicazione ciò che ci ha impedito di veder valorizzato tutto il lavoro che abbiamo fatto.
Abbiamo presentato tutte le riforme realizzate come qualcosa che potesse avere una sorta di valore risolutivo per tutti i problemi dell’Italia mentre, invece, i cittadini ancora non avevano visto le ricadute concrete di ciò che era stato fatto e dei dati macroeconomici positivi.