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La situazione nelle carceri e le norme riguardanti i detenuti per fronteggiare l'emergenza

Intervista a Radio 3 (video).

Penso che il tema della sovrappopolazione carceraria vada affrontato.
Chi pensa che si possa risolvere l’emergenza di questi giorni senza mettere mano alle carceri, senza mettere mano al fatto che ci sono celle in cui si trovano 6 persone in 10 metri quadrati (mentre noi stiamo attenti a mantenere il metro di distanza anche in famiglia), sbaglia.
È evidente che intervenire per ridurre la popolazione carceraria in questo momento è un tema assolutamente decisivo, poi ci stanno i controlli sanitari, le regole sui colloqui e tutto ciò che il Governo sta prevedendo di fare, però questo è il tema principale.
Il decreto è un primo passo, secondo me non sufficiente.

Nelle carceri bisogna ridurre la popolazione. E si deve fare di più.

Articolo pubblicato su Huffington Post.

Tutti gli operatori, i magistrati di sorveglianza, i garanti regionali e comunali ci stanno dicendo che la situazione nelle carceri italiane è esplosiva. Le rivolte degli scorsi giorni sono state sedate, ma la tensione e la paura negli istituti sta diventando sempre più alta. Le preoccupazioni di contagio, le condizioni igieniche, l’impossibilità di comunicare coi familiari se non telefonicamente, stanno rendendo insostenibile per i detenuti, ma anche per agenti e operatori, la situazione. Di fronte a questa situazione gravissima le norme introdotte dal decreto “cura Italia” sono un primo passo, ma certamente insufficiente. Leggo che la Lega, innanzi tutto, pensa sia possibile risolvere questo dramma chiudendo le celle e dando le mascherine agli agenti. Purtroppo non è così. E non sono neppure sufficienti le misure, giuste, previste per sanificare le carceri, sostenere il lavoro e aumentare il numero degli agenti di custodia, creare presidi sanitari all’interno, attrezzare le carceri per consentire più contatti telefonici o via Skype con i familiari.

No a indulto o amnistia ma è sbagliato militarizzare le carceri

Intervento in Senato sulla vicenda della rivolta nelle carceri (video).

Il Gruppo Partito Democratico esprime la più sentita solidarietà, il sostegno e la vicinanza agli agenti della Polizia penitenziaria, che sono in questi giorni e in queste ore impegnati in un difficile ruolo; agli operatori, che pure in carcere stanno cercando di lavorare per attenuare le tensioni; ai direttori, che sono di fronte a un compito molto difficile, spesso con strumenti limitati.
È evidente che gli atti compiuti in questi giorni sono gravi ed ingiustificabili; vanno puniti con grande fermezza gli autori delle devastazioni. Dico di più al Ministro della Giustizia: penso che vada anche verificato fino in fondo se ci sia stato un disegno destabilizzante su tutto il territorio nazionale per diffondere le rivolte ed individuare chi ha guidato questo progetto. Difficile pensare che in trenta carceri ci sia stata contemporaneamente una rivolta senza che ci fosse un disegno, non so di quale tipo, però coordinato.