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Emilia Grazia De Biasi: passione, dialogo, etica della responsabilità

Intervento svolto al convegno organizzato dal Gruppo PD al Senato e della Fondazione Nilde Iotti in Senato in ricordo di Emilia De Biasi.

Ringrazio il Partito Democratico e la Fondazione Nilde Iotti.
Credo che lo dovessimo ad Emilia De Biasi un appuntamento come questo. Credo, infatti, che sia giusto ricordare Emilia De Biasi in Senato, dove ha lavorato gli ultimi cinque anni, in una sede prestigiosa - forse una delle più prestigiose - perché credo che lo meriti.
Con Emilia De Biasi ho fatto una lunghissima strada politica, a partire dal Consiglio Comunale di Milano fino al Senato.
Ricordare Emilia De Biasi non è semplicissimo.
Emilia De Biasi era molte cose, alcune delle quali sono contenute nel libro che la racconta e la ricorda.
Forse, però, dimentichiamo troppo spesso che Emilia De Biasi era molto legata a Milano; era molto milanese, molto innamorata della sua città e ci teneva molto ad essere protagonista di quello che succedeva a Milano, di quello che faceva il partito milanese ma anche di ciò che accadeva in alcuni ambienti che per lei erano di casa.
Emilia De Biasi è stata per lungo tempo il riferimento per il partito e non solo sulla cultura; amava moltissimo il teatro e ha sempre avuto una grande attenzione alle istituzioni culturali milanesi: ha sempre lavorato per promuoverle e valorizzarle, come sapeva lavorare lei, con grande passione e determinazione.

Responsabilizzare i gestori delle piattaforme informatiche per prevenire pericoli

Intervento in Senato in dichiarazione di voto sulle modifiche al codice penale in materia di istigazione alla violenza, all'autolesionismo e al suicidio (video).

Il Partito Democratico voterà convintamente a favore del presente disegno di legge, che in Commissione abbiamo contribuito a definire e migliorare. È un provvedimento che copre un vuoto legislativo in un momento in cui si moltiplicano gli episodi di autolesionismo, i rischi di autolesionismo tra i minori provocati da fenomeni generati dall'imitazione, dalle sfide, operati spesso utilizzando la rete e i social.
È giusto punire chi istiga atti di violenza o autolesionismo, dobbiamo partire da questo; dall'altra parte è giusto, come fa il presente disegno di legge, responsabilizzare i gestori delle piattaforme informatiche, prevedendo la necessità di mettere in campo tutte le misure tecnologiche possibili per oscurare e rimuovere i contenuti pericolosi, ma soprattutto prevedendo l'immediata rimozione dei contenuti segnalati dagli stessi minori, dai genitori o delle autorità.
Si interviene su un fenomeno particolarmente pericoloso, in cui spesso pagano i più deboli, il prezzo lo pagano i più piccoli. È un fenomeno che si produce violando le regole minime di comportamento. Noi invece interveniamo non violando le libertà, ma con equilibrio, mettendo in campo strumenti di repressione, ma soprattutto di prevenzione.
Col voto di oggi - lo ripeto - colmiamo un vuoto, colmiamo una lacuna e guardiamo all'interesse dei minori.

Una legge importante per difendere il patrimonio culturale del Paese

Intervento in Aula al Senato da Relatore della legge che punisce i reati contro il patrimonio culturale (video).

Il testo che discutiamo oggi è stato approvato in Commissione Giustizia in sede redigente, interviene sul testo approvato alla Camera dei Deputati in prima lettura e si propone di riformare le disposizioni penali a tutela del patrimonio culturale, che oggi sono contenute prevalentemente nel Codice dei beni culturali, inserendole nel Codice Penale.
L'obiettivo della proposta di legge è quello di operare una profonda riforma della materia, ridefinendo l'assetto della disciplina nell'ottica di un tendenziale inasprimento del trattamento sanzionatorio per prevenire e reprimere i reati contro i beni culturali.
In particolare, l'articolo 1 modifica il Codice Penale, inserendo tra i delitti il titolo VIII-bis, rubricato "Dei delitti contro il patrimonio culturale", composto da 19 nuovi articoli.
Prima di consegnare la Relazione, mi soffermo solo sue tre questioni che sono state oggetto del lavoro della Commissione Giustizia e delle modifiche che la Commissione ha apportato al Disegno di Legge della Camera dei Deputati.
Innanzitutto, nel lavoro in Commissione Giustizia, è stata aggiunta tra le condotte che sono punite nel primo articolo di questo provvedimento quelle di chi si impossessa di beni culturali appartenenti allo Stato in quanto rinvenuti nel sottosuolo o nei fondali marini. Questi comportamenti sono puniti con la reclusione da due a sei anni, prevedendo un aumento di pena tra i quattro e i dieci anni per chi commette il reato essendo in possesso di una concessione di ricerca.