mirabelli

Chiederemo il voto sull'incardinamento del DDL Zan: il Parlamento può affrontare l'emergenza e questa legge di civiltà

Intervista dell'Ansa.

Torna alla carica domani il Pd, insieme a M5s, LeU, Iv e Autonomie, per chiedere l'incardinamento della legge Zan contro l'omotransfobia in Commissione Giustizia del Senato. Lo conferma il senatore dem Franco Mirabelli, Vicepresidente dei senatori del Pd che si prepara all'ufficio di presidenza della Commissione convocato per domani alle 14 quando una decisione si dovrà prendere.
"Conto nella correttezza del Presidente di Commissione, Ostellari che credo non abbia l'interesse a strascinare questa vicenda oltre questo punto. - spiega Mirabelli - Si tratta di una legittima richiesta da parte della maggioranza dei gruppi della Commissione. Nel caso contrario chiederemo la convocazione della Commissione già nella giornata di domani al massimo nella mattinata di giovedì per poter votare e finalmente incardinare il disegno di legge".

La questione dei diritti civili non può essere secondaria

Per impedire che la legge già approvata dalla Camera che punisce l’omotransfobia sia definitivamente approvata anche al Senato, in questi giorni stanno intervenendo i leader di Lega e Fratelli d’Italia utilizzando argomenti che nulla hanno a che fare col merito del disegno di legge.
La tesi sostenuta, buon ultimo anche dal Presidente della Commissione Giustizia del Senato Ostellari, che dovrebbe invece avere un ruolo di garanzia, è quella che ci sarebbero problemi più importanti da affrontare e che non interessa agli italiani tutelare le persone LGBT.
In realtà, per questo è ancora più importante che da mercoledì si inizi a discutere del provvedimento.
La questione dei diritti civili non può essere secondaria per nessun Governo e tanto meno per il Parlamento e sarebbe grave se fosse davvero divisiva.
Di questo stiamo discutendo.

Bisogna investire sulla Sanità territoriale

Intervento in Tv a 7Gold (video).

Il tema della medicina territoriale si è posto con grandissima forza nella sua drammaticità in questa pandemia. È evidente che c’è un rapporto stretto tra la capacità di mettere in campo servizi territoriali e la capacità di assistere e guarire le persone.
Dove, come in Lombardia, in anni precedenti si è fatta la scelta di dismettere la sanità territoriale, non è un caso che abbiamo avuto un tasso di mortalità più alto durante i momenti più drammatici dell’emergenza, all’inizio della pandemia. Tutte le Regioni possono essere misurate rispetto a questa capacità.
È evidente che adesso su questo aspetto bisogna investire. Questa deve essere una lezione. È chiaro che la Sanità territoriale deve essere ricostruita in tutto il Paese e deve essere potenziata.