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Approvata dal Parlamento la Relazione sui beni confiscati alle mafie

Intervento in Senato in dichiarazione di voto della Risoluzione con cui è stata recepita la Relazione della Commissione Antimafia inerente i beni confiscati alla criminalità organizzata:

Signor Presidente, inizio il mio intervento ringraziando il Presidenti del Senato e la Presidente della Camera per aver accolto l'invito a svolgere nelle due Aule la discussione della relazione prodotta dalla Commissione antimafia sui beni confiscati.
Ritengo che già questo sia un fatto molto importante, un segnale di valore, anche perché credo che poche altre volte sia stato consentito alla Commissione parlamentare antimafia di portare all'esame delle Assemblee documenti e temi inerenti al proprio lavoro. A mio avviso, ciò deve essere riconosciuto. Spero peraltro che questa non sia l'ultima volta, perché ritengo che un coinvolgimento pieno di tutto il Parlamento sui temi della lotta alla criminalità organizzata sia importante.

Intervento in Assemblea Nazionale

Penso che lo straordinario risultato elettorale che abbiamo avuto lo scorso 25 maggio dica non tanto che abbiamo avuto una vittoria straordinaria e quindi ci possiamo sedere ma, al contrario, che l’importanza di questo risultato stia nel fatto che indica che ciò che non era scontato e che ci siamo riproposti di costruire in questo Paese è possibile da realizzare: è possibile restituire credibilità alla politica, alla possibilità di cambiare e di fare riforme da cui da anni si parla.
Questo PD e questo Governo hanno segnato una rottura vera con il passato agli occhi dei cittadini.
Abbiamo messo in campo una proposta che ha dato sostanza ad un progetto politico.
Abbiamo spinto tanti italiani delusi a riprovare a credere nel cambiamento.
Abbiamo messo in campo una politica e un’azione di governo che ha dato il messaggio che non si ferma di fronte ai santuari e alle resistenze ma può fare davvero le riforme.

Senato e riforme: un po' di chiarezza e qualche opinione

Articolo pubblicato da L'Unità (file PDF).

Visto il clamore suscitato dalle recenti vicende che hanno coinvolto il gruppo del PD al Senato mentre si sta discutendo delle riforme costituzionali e, in particolare, quelle del bicameralismo e del Titolo V, credo sia utile provare a rimettere i diversi passaggi nella loro reale dimensione per evitare che si perdano di vista le priorità e le conseguenze concrete delle scelte fatte e da fare.
Sia chiaro, si può non condividere la proposta di riforme in campo o la scelta fatta dal gruppo di non delegare più Corradino Mineo a rappresentarci in I Commissione nel momento in cui si sta cominciando a votare sugli emendamenti, ma non esiste un problema di violazione delle regole, né siamo di fronte ad una scelta autoritaria che vuole tappare la bocca al dissenso interno.