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Riforma della Giustizia: o c’è il giusto processo o noi del PD non votiamo

Articolo pubblicato da Il Riformista (file PDF).

Con la Legge “Spazza-corrotti” il Governo precedente ha introdotto la norma che prevede che dal 1 gennaio 2020 dal grado d’Appello sia bloccato l’istituto della prescrizione, che quindi resterebbe in vigore solo per il primo grado di giudizio.
La prescrizione è certamente uno strumento imperfetto, che ha consentito non arrivassero a sentenza alcuni processi, ma è anche lo strumento con cui fino ad ora si è cercato di dare concretezza al principio costituzionale che garantisce ai cittadini una durata ragionevole del processo.
L’Art.111 della Costituzione prescrive che la decisione definitiva intervenga in tempi, appunto, ragionevoli, cioè determinati, per non abbandonare la vicenda giudiziaria e l’iter processuale ad una sorta di sine die. Ciò a tutela sia dell’imputato che della vittima del reato. L’imputato ha il diritto di non essere soggetto ad un procedimento di durata indefinita e di essere giudicato entro un lasso di tempo congruo. La vittima ha diritto a ricevere un’adeguata tutela da parte dell’Ordinamento. Se non c’è questa garanzia, si profila il rischio dell’ingiustizia.

Il sindaco di Sesto è indegno di rappresentare la città

Sesto San Giovanni è città medaglia d’oro della Resistenza e la senatrice Liliana Segre ogni anno va nelle sue scuole a raccontare la tragedia della Shoah perché non si dimentichi e perché non si ripeta.
Rifiutare, come fa il sindaco, la cittadinanza a Liliana Segre e sostenere che deve bastarle il fatto di essere senatrice a vita è offensivo e inaccettabile.
Un sindaco che ha anche concesso una sala pubblica a Casa Pound, ha disertato la manifestazione nel Giorno della Memoria al Monumento ai Deportati nel Parco Nord e sta sfrattando l’archivio della Associazione Nazionale Ex Deportati (ANED), non è degno di rappresentare una città medaglia d’oro della Resistenza.
Chi cerca di cancellare la Storia offende Sesto e il suo tessuto democratico.

Le priorità per il Governo sono la lotta ai mutamenti climatici, la transizione ambientale dell'economia, lo sviluppo sostenibile

Intervento in Senato durante la discussione del decreto legge sul clima (video).

Penso che il decreto-legge sul Clima che stiamo esaminando sia importante, un primo passo sicuramente, ma un passo sostanziale. Con questo provvedimento si avvia infatti un percorso che l'attuale Governo ha messo al centro della propria azione. La lotta ai mutamenti climatici, la transizione ambientale dell'economia, lo sviluppo sostenibile sono priorità per questo Governo, una sua ragione fondante, la scelta più evidente di discontinuità con il passato.
Con questo decreto-legge, e le tante norme contenute nel disegno di legge di bilancio - su cui tornerò - proprio su questo punto diamo concretezza al nostro impegno. Dobbiamo rispondere a una situazione reale; agli effetti dell'inquinamento, dei mutamenti climatici, del dissesto idrogeologico. Lo dobbiamo ai ragazzi e alle ragazze che chiedono futuro, che ci chiedono di difendere il Pianeta, che ci chiedono di cambiare tutto.
Abbiamo bisogno di assumere il tema della sostenibilità, dello sviluppo sostenibile come questione centrale, come compatibilità necessaria e ineludibile: sostenibilità ambientale, sociale, economica.