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Che errore la sfiducia a Bonafede, le opposizioni senza argomenti aspettano solo questo regalo

Intervista di La Repubblica.

Franco Mirabelli, capogruppo Pd in Commissione giustizia, lei crede che Italia Viva voterà la mozione di sfiducia al ministro Bonafede?
«Penso di no. Italia viva ha approvato gli ultimi due decreti del Governo sui mafiosi in carcere durante la pandemia e non vedo perché ora debba togliere la fiducia al ministro, dando così forza a un’opposizione a corto di argomenti. Una destra capace solo di presentare mozioni di sfiducia strumentali».
Se passa la mozione c`è la crisi di Governo?
«Vedremo. Ma nessuno capirebbe perché. Le due mozioni contro Bonafede si contraddicono l’una con l’altra. Per il centrodestra il Guardasigilli ha scarcerato troppo durante la pandemia, per +Europa troppo poco. Le faccio notare che 30 senatori di Forza Italia hanno firmato il documento proposto da Emma Bonino».
Perché allora Renzi minaccia di votarla? Per visibilità?
«Mi pare che l’intendimento di Italia Viva sia quello di riaprire la discussione sui temi della Giustizia, a partire dalla prescrizione. Cosa che sta a cuore anche a noi».
Nel merito come giudica Bonafede sul caso Di Matteo e sulle scarcerazioni?
«Sono due vicende non collegate tra loro. Sul caso Di Matteo non credo alla narrazione secondo la quale Bonafede non promosse Di Matteo, sulla base di minacce mafiose. Nessuno sul punto, pe altro, lo ha smentito».

Da Milano un esempio per la Giustizia e la Legalità

Intervento svolto al tavolo Giustizia e Legalità dell'evento Milano Italia del PD Milano.

Credo che lo spirito dell’iniziativa dei tavoli di “Milano Italia” sia quello di individuare il contributo che Milano può dare rispetto ad alcune questioni.
Farò, quindi, alcune osservazioni.
Il coronavirus è stato un fattore totalmente inedito e ha prodotto molte cose.
Su tutto il tema della Giustizia, che è una materia sensibile, ci siamo trovati a dover fronteggiare l’emergenza e a intervenire da subito con diversi decreti.
In questa situazione emergenziale, la nostra attenzione è stata quella di cercare di evitare il più possibile di modificare l’ordinamento con decreti e abbiamo anche resistito su questo ma abbiamo introdotto comunque norme nuove e anche modalità di funzionamento che, una volta finita l’emergenza, dovranno essere approfondite.
Si continua a spiegare che la ripartenza deve essere veloce e si deve fare in fretta, quindi, sicuramente c’è il tema della rapidità da coniugare con i ritmi dei cittadini e questo riguarda anche la Giustizia.
Già prima del coronavirus avevamo ragionato sulla necessità delle riforme della Giustizia penale e civile proprio per assicurare ai cittadini tempi rapidi di definizione delle diverse cause e dei diversi procedimenti e oggi è ancora più necessario.

Bene gli arresti dei mafiosi ma confermano che la ripartenza può essere occasione per infiltrazioni

Un grande grazie alla DDA di Palermo e alle forze della Guardia di Finanza per l’operazione di questa mattina che ha portato all’arresto di oltre 90 affiliati alle cosche dell’Arenella e dell’Acquasanta. Ma, purtroppo, ciò che emerge è la conferma insieme del radicamento delle mafie a Milano e al Nord e della loro capacità di insediarsi nell’economia legale, acquisendo aziende, fornendo servizi e condizionando i mercati.
Gli arresti di oggi, infatti, confermano gli allarmi lanciati in queste settimane da tante Procure sul rischio che la ripartenza possa diventare una opportunità di arricchimento per la criminalità organizzata.
Occorre togliere spazio alle mafie aiutando concretamente le famiglie e le imprese, come sta cercando di fare il Governo con il decreto che sarà promulgato in queste ore.
Ma non basta, occorre mettere in campo strumenti di prevenzione, controllare i flussi finanziari, la provenienza dei capitali e coinvolgere, come stanno facendo le Prefetture, tutte le associazioni del commercio e dell’impresa per monitorare ogni anomalia e rendere sempre più efficaci i controlli per la certificazione antimafia.
In questa fase e di fronte a questi rischi quella delle misure per monitorare e prevenire le infiltrazioni nell’economia legale deve essere la priorità assoluta per la Commissione Antimafia.