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Nelle audizioni sulla legge Zan viene narrato un Paese inesistente

Oggi, ore 13 nuova sessione delle audizioni sul disegno di legge Zan.
Abbiamo ascoltato 5 “esperti”, tutti rigorosamente contro il disegno di legge. Legittimo, anche se le scelte operate dal Presidente tradiscono la sua palese volontà di contrastare il disegno di legge approvato alla Camera dei Deputati. Meno accettabile è la dichiarazione dell’avvocato che a un certo punto prende atto della unanimità dei 5 auditi per proporre loro in piena audizione di organizzarsi politicamente per contrastare l’approvazione della legge e l’imperante cultura prodotta dalla lobby Lgbt. Ancora più imbarazzanti ho trovato le affermazioni di chi ha segnalato come l’omosessualità sia di ostacolo allo sviluppo sostenibile e alla transizione ecologica visto che non possono fare figli.
Oltre a ciò sarebbe meglio se i “diversi” nascondessero la propria sessualità senza la necessità di esibirla e chiedere diritti che non gli spettano. D’altra parte anche il Vicedirettore della Verità aveva sottolineato il peso della lobby gay che si organizza per garantire al mondo lgbt di poter lavorare e rivendicare i propri diritti.

Recovery Fund: un'occasione storica di rilancio per l'Italia

Intervento svolto alla videoconferenza organizzata dal PD di Cologno Monzese (video).

Colgo l’occasione di questa iniziativa per ricordare Guglielmo Epifani, che lascia un grande vuoto.
Epifani era una persona sobria, gentile, un uomo di grande cultura, che è stato un patrimonio del sindacalismo ma anche della sinistra italiana.
Nonostante fosse una persona schiva, credo che Epifani abbia lasciato il segno in molti aspetti della legislazione sul lavoro del nostro Paese, nel sindacato e in molto nella vita di tanti di noi.
Personalmente, se oggi mi occupo di antimafia è perché Epifani, nella scorsa Legislatura, quando era ancora Segretario del PD, mi chiese di fare il Capogruppo del partito nella Commissione Bicamerale Antimafia; mi diede fiducia e di questo gli sarò sempre riconoscente.
Di Epifani si è parlato poco in questi anni, anche del ruolo che ha avuto prima nel sindacato e poi nel PD, in quella sua breve gestione.

Il referendum sulla Giustizia è contro le riforme

Il Parlamento in queste settimane sta lavorando sulle riforme del processo penale, civile e del CSM. C’è la straordinaria opportunità di fare finalmente gli interventi necessari per una giustizia efficiente, che funzioni, che risponda ai cittadini e alle aziende in tempi ragionevoli, che garantisca meglio il rispetto dei diritti e delle garanzie. Fare queste riforme che sono parte integrante del PNRR è un impegno che si sono assunte tutte le forze che sostengono il governo Draghi.
Proporre oggi i referendum sulla giustizia rischia di rimettere indietro le lancette dell’orologio e riportarci al clima che da almeno 20 anni ha impedito in Italia la ricerca di risposte e soluzioni alle tante cose che non funzionano, preferendo il conflitto manicheo, utile solo per la propaganda, tra giustizialisti e garantisti, partito dei magistrati e partito contro i magistrati, eliminando ogni possibilità di incontro e confronto.
Per noi è il tempo delle riforme, di sostenere il lavoro del Ministro Cartabia, non quello delle bandierine da piantare.
È forse l’ultima occasione per cambiare e riformare la giustizia; sprecarla per interessi di bottega sarebbe imperdonabile.