m6

Dopo Expo, Milano riferimento mondiale per la ricerca con lo Human Technopole

Articolo pubblicato da L'Unità.

Sette centri di ricerca, trentamila metri quarti destinati ad ospitare quella che vuole e può diventare una straordinaria occasione per la nostra città e per il nostro Paese. Questo in estrema sintesi e il progetto che Matteo Renzi ha presentato recentemente al Piccolo Teatro e che non solo sarà localizzato nell'area di Expo al posto dei capannoni dei Paesi che si stanno dismettendo, ma concretamente darà continuità proprio sui contenuti di Expo: nutrire il Pianeta, quindi l'alimentazione, la salute, la lotta alla malnutrizione e alla povertà. A chi era legittimamente preoccupato che il dopo Expo potesse coincidere solo con una speculazione edilizia nell'area e a chi, al contrario, ha temuto tempi biblici per la definizione degli interventi sul sito con conseguente degrado, le istituzioni milanesi, insieme al Governo, rispondono con lo “Human Technopole", una sorta di silicon valley che vuole attirare ricercatori da tutto il mondo per studiare e produrre nuove idee e nuove tecnologie che abbiano come obbiettivo migliorare la vita delle persone: salute, genetica, nanotecnologie per invecchiamento e alimentazione.

I diritti per le coppie con la legge sulle unioni civili

Articolo pubblicato sul mensile Zona Nove.

Nel 1989 la Danimarca fu il primo Paese europeo a riconoscere alle coppie omosessuali diritti e doveri simili a quelli che regolano le relazioni matrimoniali. Da allora praticamente tutti i Paesi europei hanno seguito la stessa strada. Il nostro Paese era rimasto l'ultimo, se si escludono i Paesi balcanici e dell'ex Unione Sovietica, a non dare alcun riconoscimento alle migliaia di coppie omosessuali che esistono in Italia.
Il 25 febbraio il Senato dopo una lunghissima discussione ha finalmente, dopo vent'anni di tentativi, approvato una legge che dà riconoscimento giuridico alle coppie omosessuali garantendo loro gli stessi diritti e doveri previsti dal nostro codice per i coniugi, con l'esclusione delle norme che regolano le adozioni e il principio di fedeltà. Non è un matrimonio a tutti gli effetti perché la nostra Costituzione prevede che sia riservato esclusivamente a coppie eterosessuali, ma è comunque un passo avanti importantissimo nella battaglia per i diritti civili: sarà un ufficiale di Stato civile a sancire, di fronte a due testimoni, l'unione; da quel momento in poi i partner potranno assumere il cognome l'uno dell'alto; la legge parla esplicitamente di "vita familiare"; sono garantiti i doveri reciproci di assistenza e i diritti sociali, alla reversibilità della pensione e all'eredità; è codificata la procedura per la separazione e la rottura dell'Unione.

Il voto sulle Unioni Civili, le candidature per Milano e il lavoro in Antimafia

Intervista di Klaus Davi per il programma KlausCondicio (video).

Un paio di domande sulla situazione politica: avrà letto i commenti di Roberto Speranza sui giornali in cui chiede il congresso del Partito Democratico sulla vicenda di Verdini. Cosa pensa della richiesta dell’onorevole Speranza?
Trovo la polemica di Speranza assolutamente incomprensibile. Abbiamo votato e approvato in una condizione difficilissima una legge che dà il riconoscimento giuridico alle coppie omosessuali e alle unioni civili, dopo tantissimi anni di vuoto e in cui ci si provava senza riuscirci. Credo, quindi, che sia il momento di festeggiare un risultato che era presente nel programma elettorale del PD e che molte persone attendevano da tanto tempo.
La polemica è, dunque, assolutamente autoreferenziale e pretestuosa. Abbiamo votato con la fiducia un provvedimento, la maggioranza aveva i numeri anche da sola, si sono aggiunti i voti di ALA e credo che questo non comporti alcun problema, nel senso che quando una legge è giusta, se la votano in tanti, dovremmo essere contenti.