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Per la DIA Expo è un modello contro le infiltrazioni mafiose. Un riconoscimento che azzera le polemiche

La relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia resa pubblica in questi giorni recita "Per quanto attiene al controllo delle procedure di affidamento ed esecuzione degli appalti pubblici, il successo del modello Expo, che ha visto la Dia volano delle attività di supporto alle autorità prefettizie, deve rappresentare un’eredità di metodo e di professionalità da non disperdere, che potrebbe essere mutuata per la gestione di altri grandi eventi." Si fa poi riferimento ai numerosi accessi ai cantieri e alle oltre cento tempestive interdettive che hanno efficacemente contrastato le infiltrazioni della criminalità in appalti considerati molto appetibili dalle mafie.
Questo risultato, già conosciuto dalla Commissione Antimafia e dalla stressata ANAC, è merito del lavoro degli investigatori ma anche della collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti senza la quale non avrebbero potuto funzionare le misure di prevenzione messe in atto.

È necessario che il Direttorio M5s chiarisca in Antimafia le vicende di Quarto

Articolo pubblicato sull'Huffington Post.

Domani all'Ufficio di presidenza della Commissione antimafia chiederò a nome del Pd di continuare ad approfondire la vicenda della presenza della camorra nel Comune di Quarto e di audire in questo contesto i dirigenti nazionali del M5s che hanno seguito quelle vicende. Credo sia giusto spiegare perché.
Il dubbio fondato che il direttorio dei 5 Stelle abbia nascosto per mesi ciò che stava succedendo a Quarto è la principale ragione di una richiesta che non affonda le radici in una volontà propagandistica, né nella volontà di continuare a tenere viva una vicenda che ha già segnato la fine della presunta verginità del M5s. Una commissione come l'Antimafia che ha il compito di indagare soprattutto sui rapporti tra criminalità organizzata e politica ha il dovere di capire cosa è successo a Quarto e di capire perché è successo.

Le ragioni del SI alla Riforma Costituzionale

Articolo pubblicato sull'Huffington Post.

L'approvazione definitiva al Senato della riforma costituzionale rappresenta certamente un fatto storico.
Dopo trent'anni di discussioni, in cui tutte le parti politiche hanno tentato di cambiare la seconda parte della Costituzione per rendere il nostro sistema istituzionale più moderno ed efficace per i cittadini, il Parlamento finalmente lo ha fatto.
I 180 senatori che hanno votato la riforma hanno dato al Paese un messaggio importante e positivo che fa bene alla nostra democrazia.
In questi anni la crisi della politica, la distanza tra cittadini partiti e istituzioni sono cresciute. Solo dimostrando la volontà di cambiare e di cambiare mettendo prima in discussione se stessi, il Parlamento e la politica possono ricostruire quel rapporto forte tra cittadini, Stato e democrazia di cui il Paese ha bisogno.