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Intervento sulle libertà religiose e i Ministri di Culto

Intervento in Senato (video).

Con una interrogazione del 9 luglio 2013 avevamo già posto all'attenzione del Ministero dell'interno la necessità di porre rimedio a una situazione che di fatto oggi impedisce a diverse Chiese e confessioni religiose di ottenere il riconoscimento dei propri Ministri di Culto.
Con quella interrogazione si faceva presente che ad oggi i limiti posti da una interpretazione del Consiglio di Stato per la nomina dei Ministri di Culto rendeva e rende più difficile la conclusione dei percorsi in corso per la sottoscrizione di accordi e convenzioni tra Stato e confessioni religiose.
Non solo, tutto ciò ha avuto e ha un effetto negativo sulla possibilità per molte Chiese di operare e svolgere la propria missione in questo Paese e riduce gli spazi di libertà, rischiando di contraddire un diritto costituzionale fondamentale, come è appunto quello di poter praticare la propria fede per tutti i cittadini italiani.

La spinta innovativa del Pd

Articolo pubblicato su L’Unità (file PDF).

La discussione nel Pd dopo il risultato elettorale se vuole essere utile e costruttiva per noi ma soprattutto per il Paese non può, sbagliando e dando una lettura tutta autoreferenziale del voto, essere utilizzata per scaricare genericamente ogni responsabilità sul Segretario o sul Governo, dimenticando che i processi di cambiamento e di rinnovamento messi in atto possono naturalmente segnare errori, limiti ma soprattutto incontrare resistenze. Il dibattito è utile se affronta alcuni temi che diventano ancor più fondamentali dopo la Brexit che ci impone di assumerci fino in fondo e con equilibrio la responsabilità di dare futuro e stabilita al Paese e all’Europa.
Voglio provare a indicarne tre.
Come giustamente ha subito sottolineato Matteo Renzi, il voto dei ballottaggi non può essere archiviato come un voto di protesta. C’è stato sicuramente anche questo, soprattutto nel comportamento degli elettori di centrodestra che hanno premiato in massa - e non ricambiati - i candidati dei 5 stelle.

Polo oncologico nella Terra dei Fuochi

Quali iniziative intende assumere il Governo per dare risposte immediate e concrete all’emergenza delle comunità campane della Terra dei Fuochi, alla luce dei risultati delle analisi dell’Istituto Superiore di Sanità che mostrano un incremento delle patologie tumorali in quella zona?
E come intende agire il Governo in merito alla vicenda del “Polo Oncologico Pluri-Territoriale” - previsto dalla Legge finanziaria della Regione Campania approvata lo scorso aprile e che doveva essere alloccato presso l’Ospedale “Sant’Alfonso Maria dei Liguori” di Sant’Agata dei Goti (struttura sanitaria nuova e attrezzata per tale esigenza) - e di fatto accantonato dal Commissario governativo per il Piano di rientro dal disavanzo del Settore sanitario?
Questo è il centro delle questioni di un’interrogazione urgente depositata a mia firma in Senato per far luce su quanto avvenuto in merito alla previsione di costruire un polo oncologico pluri-territoriale nella Terra dei Fuochi e sul come intervenire al fine di dare risposte immediate ai cittadini di quelle zone.