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I partiti non possono ridursi a comitati elettorali

Intervento a Radio Anch'io - RadioUno (audio della trasmissione).

In Campania continueremo a fare ciò per cui stavamo lavorando. Stiamo cercando di fare le liste del PD pulite e pretendiamo da tutti i nostri alleati in quei territori la stessa trasparenza e pulizia, facendoci aiutare. Abbiamo, infatti, chiesto e annunciato che tutte le nostre liste verranno verificate dieci giorni prima dalla Prefettura e questo serve a dare credibilità alle liste e alla politica e serve a mandare il messaggio che stiamo lavorando affinché le persone che andranno a votare trovino liste in cui ci siano candidati onesti.
Al di là di della vicenda di Stefano Graziano che ha assunto rilevanza nazionale ma di cui occorre attendere gli esiti della magistratura, sappiamo che la pressione della criminalità organizzata in quei territori è fortissima sia sulla politica che sull’impresa e le infiltrazioni ci sono. Il PD è l’unico partito che ha un radicamento sul territorio che non è stato azzerato in quei territori.
Noi possiamo fare due cose: o lavoriamo per pulire le liste o rinunciamo a presentarle di fronte ai rischi di infiltrazione. Io credo che il dovere di una forza politica sia quello di alzare le misure di prevenzione e presentarsi alle elezioni.

Candidati controllati uno per uno

Intervista di Lorenzo Iuliano pubblicata da Il Mattino (PDF)

Domani saranno esattamente due mesi dalla sua nomina a commissario del dilaniato partito democratico della provincia di Caserta. Il senatore milanese Franco Mirabelli, 56 anni, bocconiano e capogruppo in commissione Antimafia, è chiamato ad affrontare la nuova grana dell`inchiesta che investe un personaggio di primo piano come Stefano Graziano. E allora via alle contromisure. Mirabelli annuncia la «road map» della legalità verso il voto amministrativo e sgombra il campo da ogni tentativo di strumentalizzazione, ribadendo con forza che «Caserta non finirà per essere la Quarto del Pd, non faremo come i Cinque Stelle».
Senatore, che rischio corre il partito sotto i riflettori di questa nuova indagine?
«Gli stessi rischi che correva anche prima, innanzitutto quello di essere omologato in un quadro politico, come quello casertano, in cui per la stragrande maggioranza dei cittadini la politica è qualcosa da tenere lontano, che si associa a corruzione e malaffare. Lo sforzo che stavamo già facendo e che continueremo a fare è di costruire credibilità, a partire dalle liste che presenteremo, che dovranno dare la massima garanzia di legalità agli elettori. E poi ci ripromettiamo di cambiare il partito».

Stiamo facendo pulizia. Almeno ci proviamo

Intervista di Roberta D'Angelo pubblicata da Avvenire (PDF)

Le elezioni si avvicinano, una parte della magistratura polemizza con il Pd, gli avversari se la ridono e gli scandali si susseguono. Ma il senatore dem Franco Mirabelli, capogruppo democratico in Commissione Antimafia e da due mesi commissario del partito a Caserta, replica pacato: «Noi proviamo ad arrivare prima della magistratura. Che la situazione fosse complicata lo so bene, se no non ci sarebbe stata la necessità di mandare da Milano il commissario. Eravamo consapevoli dei rischi che ci sono nella zona».
Ma la vicenda di Graziano alla vigilia del voto getta altro fango sul Pd. È arrivato troppo tardi?
In realtà oggi il Pd è l’unico partito che si assume la responsabilità di provare a cambiare le cose. Penso che sia troppo facile fare come i 5 Stelle che non si presentano per evitare infiltrazioni. Penso che la politica debba avere la responsabilità di governare, sapendo che è evidente che sta emergendo un quadro oscuro, grazie alle indagini.
Non solo a Caserta….