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M5S parla ma ha sempre votato contro le leggi anti-corruzione

Intervento a SkyTg24.

E’ una strumentalizzazione evidente il tentativo di cercare di coinvolgere il vicesegretario del Pd sul caso Lodi.
Non si capisce la ragione per cui, secondo alcune forze politiche tra cui M5S, il membro del CSM Fanfani non avrebbe potuto dire che, secondo lui, la misura degli arresti cautelari per Uggetti era eccessiva mentre oggi l’altro membro del CSM Morosini può dire che bisogna fermare Renzi.
Per M5S Fanfani non poteva parlare mentre Morosini sì perché dice cose che condividono anche loro.
Questa è la legislatura in cui si sono fatte più leggi contro la corruzione a cui M5S ha sempre votato contro ed è insopportabile che adesso ci vengano a dare lezioni sulla legalità.
In questa legislatura è stata istituita l’ANAC con Presidente Cantone, è stato ripristinato il reato di falso in bilancio, è stata fatta la legge anticorruzione, stabilito il reato di autoriciclaggio, il nuovo codice sugli appalti per regole più chiare e trasparenti. Sono tutte norme votate in questa legislatura e a cui M5S ha sempre votato contro.

Risoluzioni sulle politiche europee

Intervento in Senato in qualità di Relatore, durante la discussione dei documenti:

Illustro le risoluzioni presentate e approvate in 14a Commissione su due importanti documenti, il primo dei quali è l'affare assegnato relativo alla Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2015, prodotto dal Governo.
La discussione su questa relazione ha consentito a tutte le Commissioni permanenti del Senato di esaminare i contenuti di rispettiva competenza, non appena il Governo ha provveduto a presentarla alle Camere.

I partiti non possono ridursi a comitati elettorali

Intervento a Radio Anch'io - RadioUno (audio della trasmissione).

In Campania continueremo a fare ciò per cui stavamo lavorando. Stiamo cercando di fare le liste del PD pulite e pretendiamo da tutti i nostri alleati in quei territori la stessa trasparenza e pulizia, facendoci aiutare. Abbiamo, infatti, chiesto e annunciato che tutte le nostre liste verranno verificate dieci giorni prima dalla Prefettura e questo serve a dare credibilità alle liste e alla politica e serve a mandare il messaggio che stiamo lavorando affinché le persone che andranno a votare trovino liste in cui ci siano candidati onesti.
Al di là di della vicenda di Stefano Graziano che ha assunto rilevanza nazionale ma di cui occorre attendere gli esiti della magistratura, sappiamo che la pressione della criminalità organizzata in quei territori è fortissima sia sulla politica che sull’impresa e le infiltrazioni ci sono. Il PD è l’unico partito che ha un radicamento sul territorio che non è stato azzerato in quei territori.
Noi possiamo fare due cose: o lavoriamo per pulire le liste o rinunciamo a presentarle di fronte ai rischi di infiltrazione. Io credo che il dovere di una forza politica sia quello di alzare le misure di prevenzione e presentarsi alle elezioni.