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Milano e i suoi modelli di legalità

Intervento alla Festa dell'Unità di Milano.

In questi anni, grazie alle inchieste della magistratura e al lavoro delle Commissioni Antimafia milanese e parlamentare (in cui ci si è concentrati molto sull’analisi della presenza delle mafie al Nord), abbiamo capito un po’ meglio non solo che la mafia c’è ma anche che è molto aggressiva e che fa di tutto per non farsi vedere, per cui si crea anche una distanza tra la percezione scarsa che ha l’opinione pubblica del pericolo e la realtà della situazione.
C’è, inoltre, una criminalità organizzata molto diversa dagli stereotipi che spesso abbiamo in mente. Non c’è, infatti, soltanto una mafia che dà l’assalto agli appalti pubblici. Come mostrano le inchieste riguardanti Lombardia ed Emilia, la criminalità è insediata al Nord non solo per riciclare il denaro ma prevalentemente perché vuole penetrare nell’economia legale, vuole entrare nelle imprese e governarle, cercando così di condizionare il mercato. Questo è avvenuto in Emilia, in Lombardia e in molte altre realtà.
È importante che al dibattito su questi temi, quindi, partecipi anche Assolombarda e non solo per ciò che sta facendo rispetto alla situazione ma anche perché dà il segnale che la lotta alla mafia non può essere un compito delegato soltanto alla magistratura, alle forze dell’ordine o alla politica.

Una lezione a chi preferisce le guerre tra poveri

Articolo pubblicato da HuffingtonPost.

Questa mattina sono andato a trovare i ragazzi ospiti dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) per minori gestito da Villa Amantea a Trezzano sul Naviglio e Buccinasco, grazie alla decisione dei due sindaci di mettere a disposizione di questo progetto due beni confiscati alle mafie.
Due case utilizzate dalle famiglie ‘ndranghetiste come base per i loro traffici ora ospitano giovani che sono arrivati dall'Africa e sono senza famiglia.
Due famiglie, una senegalese e una italiana, vivono con loro.
Ho trovato ragazzi con tanta voglia di studiare, lavorare, costruirsi un futuro. Preoccupati per "le carte", che soffrono l'incertezza e i tempi lunghi delle commissioni per il riconoscimento del diritto di asilo.
Il tempo trascorso con loro ha aiutato a capire la loro determinazione: studiano, imparano, vogliono decidere del proprio futuro. Mi ha aiutato ad apprezzare il coraggio e l'amore di chi ha scelto con gratuità di rinunciare a molto per vivere con loro, di chi si commuove quando viene chiamato "mamma" e "papà".

Il terremoto, la ricostruzione e la prevenzione

Intervento alla trasmissione Omnibus di La7 (video).

In questi giorni difficili c’è stata una grande prova positiva da parte delle istituzioni del nostro Paese e anche da parte della politica. Credo, infatti, che questa volta la politica sia riuscita a dare un bell’esempio, facendo, finalmente, prevalere un interesse generale - e in particolare delle persone che stanno soffrendo in queste giornate - e questo abbia contribuito a dare un segnale importante: la politica ha fatto un passo indietro rispetto alle polemiche e si sta facendo carico dei bisogni del Paese.

In merito alle discussioni intorno alla scelta di nominare Vasco Errani come Commissario all’emergenza post-terremoto, credo che, ad una settimana di distanza dal sisma, sia anche abbastanza fisiologico che qualunque argomento possa essere utilizzato per dar voce alle polemiche. Ritengo, però, che Vasco Errani, nella gestione del terremoto dell’Emilia, abbia dimostrato una grande capacità che oggi può essere messa al servizio del nuovo evento che stiamo vivendo e l’indicarlo come Commissario è anche un segnale importante in questo senso, perché non si può ricominciare sempre da capo.