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La riforma del Terzo Settore

L’aula del Senato ha approvato la legge delega sul Terzo Settore con cui si introducono regole chiare e tutele per il no-profit.
Questa la sintesi del provvedimento:

TERZO SETTORE. Diventa un soggetto giuridico. Finora se ne parlava dal punto di vista sociologico o economico. Associazioni di volontariato, cooperative sociali, fondazioni, associazioni di promozione sociale, ecc. diventano un’unica famiglia, con caratteristiche comuni riconosciute per legge, pur rimanendo soggetti con una loro specificità e diversi modelli organizzativi.

LEGGE DELEGA. Una volta giunto il definitivo assenso dalla Camera, il Governo entro un anno approverà i decreti legislativi. Avremo un Testo unico, un Codice del terzo settore, con evidenti vantaggi in termini di semplificazione e di superamento di contraddizioni tra le diverse leggi oggi in vigore.

ASSOCIAZIONI E FONDAZIONI. Più informazioni e trasparenza, a cominciare dagli atti costitutivi e dagli statuti, per garantire i terzi e in particolare i creditori. Favorite le trasformazioni e le fusioni. Rendicontazioni in forma semplificata per le piccole realtà.

VOLONTARIATO. Vengono riconosciuti e favoriti lo status di volontario e le organizzazioni di volontariato, promossi programmi per sensibilizzare i giovani nelle scuole.

Primarie e partecipazione elementi fondanti del PD

Intervento in conferenza stampa per la presentazione del disegno di legge per regolamentare le primarie.

Siamo molto orgogliosi di far parte di un partito che fa delle primarie e della partecipazione un elemento fondante, però non siamo gelosi: anzi, pensiamo che le primarie possano essere un’occasione da proporre e da incentivare per tutta la politica italiana.
A Milano abbiamo recentemente fatto le primarie con cui abbiamo scelto il candidato sindaco. Si tratta del quarto candidato sindaco del centrosinistra scelto con le primarie ma sono molti anni che a Milano si scelgono i candidati con le primarie ed è sempre avvenuto senza ombre, nel pieno rispetto delle regole – molto simili alle stesse riproposte nel disegno di legge – e sempre con l’accettazione del risultato da parte di tutte le parti in campo e credo che questo abbia dato credibilità al centrosinistra, a prescindere poi dall’esito elettorale, e abbia incentivato la partecipazione e abbia garantito trasparenza e chiarezza agli elettori. Le primarie sono questo: portare fuori dalle stanze chiuse e spesso impenetrabili le decisioni sulle coalizioni e sulle scelte che si fanno per le candidature.
Una proposta di legge come quella che presentiamo oggi che regolamenta e incentiva le primarie, nel caso venisse approvata, sta dentro ad una serie di proposte che già avevamo avanzato nel corso della legislatura e che sono volte alla necessità di ricostruire un rapporto tra i cittadini e la politica in Italia.

Disegno di legge sulle primarie

Le primarie rappresentano un momento fondamentale per la partecipazione democratica dei cittadini. Per questo abbiamo presentato un disegno di legge (testo in PDF) volto a istituzionalizzarle, stabilendone alcuni criteri per regolamentarle:
Le primarie sono pubbliche e riguardano le cariche elettive monocratiche.
I partiti non hanno l'obbligo di farle, ma se non le fanno non possono concorrere ai benefici del due per mille.
I modelli indicati sono tre: primarie aperte (possono votare tutti gli aventi diritto) semiaperte (votano i cittadini che si registrano ad un albo di sostenitori) chiuse (votano solo gli iscritti).
I partiti che organizzano le primarie ed i candidati sottoscrivono una sorta di patto di lealtà. Chi non riconosce i risultati, subisce una sanzione monetaria.
Possono votare solo gli aventi diritto alle consultazioni elettorali.
Questa è la sintesi della proposta di legge PD (testo scaricabile in PDF) - a firma Parrini, Fanucci, Marcucci, Mirabelli - presentata alla stampa e depositata sia alla Camera dei Deputati che in Senato.

Testo del DDL Disciplina delle elezioni primarie per la selezione dei candidati alle elezioni inerenti cariche monocratiche elettive (PDF)»