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Liste pulite, il Pd vara la task force

Intervista di Lorenzo Iuliano per Il Mattino ed. Caserta

Liste pulite, si mobilita la commissione antimafia. L’organismo presieduto da Rosy Bindi è pronto a scegliere i Comuni più a rischio e ad approfondire le verifiche sui candidati alle prossime amministrative, anche andando oltre il codice di autoregolamentazione varato e che portò al famoso elenco di «impresentabili» alle Regionali 2015. Per evitare le stesse polemiche di allora c’è un piano che vede tra gli autori il capogruppo Pd in Antimafia, il senatore milanese Franco Mirabelli, che è anche commissario del Pd casertano. Non ci sarà Caserta nell’elenco dei centri sorvegliati speciali, come spiega Mirabelli: «In questo primo gruppo di Comuni verranno compresi quelli sciolti per infiltrazioni criminali o quelli in cui si è insediata la commissione di accesso, anche senza scioglimento». Come a Roma o come a Trentola Ducenta in provincia. Se andrà al voto, come ad oggi è previsto, questo centro sarà super attenzionato.
Ma non basta. «Stiamo studiando un’altra serie di criteri – fa sapere Mirabelli – per individuare altri Comuni in aggiunta, coinvolti in inchieste di diverso tipo, come Caserta, che investono il tema della responsabilità dei partiti». Quali contromisure si potranno prendere in questo caso è presto per dirlo, ma Mirabelli prova ad accelerare proprio in Terra di Lavoro.

Da dirigenza Rai parole importanti, mai più serate come quella di ieri

Abbiamo ascoltato e apprezzato le parole della presidente della Rai Monica Maggioni e del direttore generale Campo Dall’orto in merito all’intervista a Riina jr andata in onda ieri sera a Porta a Porta. Mi sembra abbiano compreso che le critiche che sono giunte da tutte le forze politiche ed in particolare dai membri della commissione Antimafia non fossero critiche volte a colpire la liberà di stampa che va assolutamente tutelata. Ma proprio per questo, e per la tutela di una corretta informazione crediamo che il servizio pubblico radiotelevisivo non possa e non debba intervistare un soggetto come il figlio di Totò Riina in quel modo, in quel contesto e in quella trasmissione. Le considerazione fatte dai dirigenti della Rai mi sono sembrate importanti e costituiscono una seria riflessione sulla funzione del servizio pubblico. Mi sembra che sia emerso chiaro da queste considerazioni l’impegno a fare in modo che interviste come quella di ieri sera non si ripetano più. La mafia è una tragedia che esiste, che condiziona pezzi importanti della vita economica e politica del nostro Paese, non è solo un pezzo di storia da raccontare. Fare informazione sulla mafia è assolutamente necessario ma servono contenitori e e giornalisti consoni alla delicatezza del tema. Questo è quello che chiediamo e ci sembra che questa esigenza sia stata ben compresa dai dirigenti della Rai.

Video dell'intervento»
Video della Commissione Antimafia»

Milano, due idee diverse su come si governa una città

Articolo pubblicato da L'Unità (file PDF).

Nelle campagne elettorali, come quella che stiamo vivendo a Milano in vista delle elezioni amministrative di giugno, spesso prevale la propaganda ed è difficile riconoscere le differenze reali che esistono tra gli schieramenti e i candidati. Ma ci sono almeno tre vicende che sono avvenute in queste settimane che forse è giusto analizzare per chiarire meglio cosa separa Beppe Sala da Stefano Parisi e lo schieramento che ha governato la città in questi anni dal centrodestra. Sono tutte vicende che riguardano o tirano in ballo il grande tema della sicurezza dei cittadini e della legalità.

La prima. In queste ultime settimane si stanno moltiplicando sui treni di Trenord con una frequenza preoccupante episodi di aggressione sulle carrozze in particolare contro donne sole o anziani. Ovviamente la condanna è e deve essere unanime, così come la richiesta di maggiori garanzie di sicurezza sui treni. Purtroppo, altrettanto ovviamente Lega e “cespugli vari” si sono impegnati a dare la colpa al Governo, a Renzi ecc. ecc. Speculando, come al solito, sulle paure.
Eppure, se si guardano i fatti, ci si accorge che ciò che accade sui treni della Regione non accade nelle metropolitane, o accade più raramente nelle metropolitane. E qui c'è una differenza.