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Gli emendamenti alla Riforma del Codice Antimafia

RISORSE AI COMUNI PER GESTIRE I BENI CONFISCATI E CHIAREZZA SUGLI AMMINISTRATORI GIUDIZIARI

Oggi abbiamo depositato alcuni emendamenti alla riforma del Codice Antimafia. Li trovate qui di seguito. Alcuni di essi chiariscono passaggi importanti della legge: si dà la delega al Governo per stabilire il valore dei beni affidati agli amministratori giudiziari - al di sopra del quale scatta il divieto di cumulo di più di tre beni per amministratore - e la conferma che tutte le aziende confiscate devono avere parità di accesso ai fondi gestiti da Invitalia, chiunque sia l'amministratore nominato dal magistrato per le misure di prevenzione.
Quelli più significativi sono i tre che intervengono sulle risorse per i Comuni per la gestione dei beni confiscati. Tra questi, vi è il togliere dal Patto di Stabilità le spese effettuate dai Comuni per intervenire sui beni confiscati con le manutenzioni straordinarie necessarie per metterli a disposizione della collettività e creare un fondo di 40 milioni a cui i Comuni possano accedere per finanziare le manutenzioni ordinarie e straordinarie di cui gli immobili confiscati a loro assegnati hanno bisogno.

Lotta alle mafie: appello a imprenditori e Ordini Professionali

Intervento sul Corriere della Sera (file PDF).

Credo cche l'inchiesta coordinata dalla DDA di Milano, che ha portato a undici arresti, meriti qualche riflessione ma non tanto perché alcune ditte coinvolte hanno allestito quattro padiglioni ad Expo. Anzi, le infiltrazioni in aziende coinvolte nella costruzione di padiglioni non devono far dimenticare lo straordinario lavoro fatto da tutte le istituzioni, col contributo decisivo di ANAC e riconosciuto da tutti (antimafia, forze dell'ordine, magistratura), per impedire che i grandi appetiti della criminalità organizzata su Expo trovassero soddisfazione.
Credo, invece, che sia importante riflettere sul livello di presenza e infiltrazione delle mafie nell’economia e nelle imprese, soprattutto al Nord, perché questo continua ad essere un tema sottovalutato mentre serve prendere atto che siamo di fronte ad un fenomeno consolidato e di cui non è percepita la pericolosità ma che è in grado di inquinare l'economia e la concorrenza e, quindi, la nostra stessa convivenza.

La maggioranza la vogliamo coesa

Intervista di Fabio Massa pubblicata su Affaritaliani.

Senatore Mirabelli, come sta andando la campagna per il sì?
La raccolta firme è finita. Il dato più importante è che sono state raccolte più firme del necessario. E’ evidente che ci sono realtà come Milano dove siamo stati impegnati per un tempo molto lungo in campagna elettorale, e abbiamo dato un contributo inferiore ad altre realtà.
Poche firme, insomma.
Abbiamo la consapevolezza che per Milano il referendum e la vittoria del sì ha un valore in più rispetto alle altre parti del Paese. Per una realtà come la nostra proiettata in Europa con un profilo internazionale, il tema di avere istituzioni più efficienti ed efficaci e dare risposte è essenziale. A Milano è più importante che altrove. Da qui deve arrivare un segnale ancora più forte e per questo la vittoria del sì deve essere ancora più significativa.