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La maggioranza la vogliamo coesa

Intervista di Fabio Massa pubblicata su Affaritaliani.

Senatore Mirabelli, come sta andando la campagna per il sì?
La raccolta firme è finita. Il dato più importante è che sono state raccolte più firme del necessario. E’ evidente che ci sono realtà come Milano dove siamo stati impegnati per un tempo molto lungo in campagna elettorale, e abbiamo dato un contributo inferiore ad altre realtà.
Poche firme, insomma.
Abbiamo la consapevolezza che per Milano il referendum e la vittoria del sì ha un valore in più rispetto alle altre parti del Paese. Per una realtà come la nostra proiettata in Europa con un profilo internazionale, il tema di avere istituzioni più efficienti ed efficaci e dare risposte è essenziale. A Milano è più importante che altrove. Da qui deve arrivare un segnale ancora più forte e per questo la vittoria del sì deve essere ancora più significativa.

Lettera aperta al PD di Caserta

Care democratiche e cari democratici,
Grazie a tutte e a tutti, per il lavoro fatto in questi mesi. Abbiamo ottenuto risultati importanti e positivi alle elezioni amministrative, penso ai successi di Caserta, Marcianise, Capua e Sessa, abbiamo raccolto migliaia di firme per il Referendum costituzionale e avviato sabato la campagna per il SI con una bellissima e partecipata iniziativa insieme a Maria Elena Boschi.
Questi risultati, frutto del grande impegno e della passione di tante e tanti iscritti e militanti del Pd, non meritano di essere vanificati da polemiche strumentali alimentate da giornali nazionali, come il Fatto quotidiano, o da testate locali. Mentre tentiamo di fare finalmente politica e di recuperare credibilità qualcuno torna ad alimentare l'idea che il PD casertano sia un partito che si divide tra amici e nemici della camorra, dilaniato dalle correnti, senza alcuna speranza di ritrovarsi unito, così come invece abbiamo dimostrato di volere e potere essere sabato scorso. Sembra quasi che dia fastidio, in questa terra, che il Pd esista, o almeno che dimostri di sapere e potere far politica.

La responsabilità politica della violenza

Articolo pubblicato sull'Huffington Post.

C'è stata in questi mesi una sempre maggiore escalation di episodi di violenza, dal terrorismo, alle stragi negli Stati Uniti, a quelli che hanno come protagonisti gli ultras agli europei di calcio, agli incidenti provocati dai Black Bloc in Francia, fino all'omicidio a sfondo razziale dell'altro giorno a Fermo.
Sembra un mondo impazzito in cui tutto ciò alimenta paure e spinge a chiudersi. Sembra di essere impotenti di fronte a questi orrori.
Vicende diverse, con matrici diverse che però, forse, hanno un elemento comune nel venir meno della politica a governare i conflitti.
Se si guarda ai successi dei partiti xenofobi, populisti e antieuropei ma anche al successo di Trump negli USA, viene da pensare che viviamo in un mondo in cui una parte della politica ha rinunciato a governare i conflitti, anzi, preferisce esasperarli per produrre e cavalcare le paure.
Da qui deriva anche la scelta di utilizzare linguaggi violenti che stanno imbarbarendo il confronto politico.