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Caso tessere PD a Caserta solo una bega interna al partito

Intervista di Thomas Mackinson pubblicata da Il Fatto Quotidiano.

Il Pd nazionale lo aveva mandato giù per garantire “trasparenza nel tesseramento”. Ma alla prima candelina da commissario provinciale di Caserta il senatore milanese Franco Mirabelli deve imbracciare l’estintore. E forse lo terrà anche più a lungo del previsto, vista la situazione e le imminenti elezioni amministrative. E’ successo che anche lì, come a Napoli e in altre realtà del sud, è scoppiata una grana per presunte “gravissime irregolarità” nelle operazioni di tesseramento terminate il 28 febbraio, giusto un anno da ché Mirabelli, come un Vercingetorige, è stato catapultato dal profondo Nord alla Terra dei Fuochi. Si era insediato da una manciata d’ore e già assicurava tutti “a Caserta si respira aria di antimafia”. Di sicuro è riuscito nell’impresa di riconquistare Caserta e altri Comuni al Pd “anche facendo pulizia”, dice. “Nel 2015 si era creato un problema serio: il tesseramento era fatto con iscrizioni contingentate e in un solo giorno ma fu un disastro: poche tessere, l’assalto delle truppe cammellate, molti che non si sono potuti iscrivere”.
Sembra che non sia andata meglio quest’anno.
Non è così. La vicenda di Caserta non ha nulla a che fare con quella di Napoli. Non si ha notizia di pacchetti di tessere, di pagamenti cumulativi o infiltrazioni. Qui c’è una questione tutta politica di alcuni ex segretari che fanno una battaglia contro il loro attuale segretario.

Le norme per taxisti e commercio ambulante

Articolo pubblicato da L'Unità (file PDF).

In queste settimane, durante la discussione in Parlamento sul Decreto Milleproroghe, in tante città, da Roma a Milano, sono state organizzate diverse manifestazioni, scioperi e mobilitazioni da parte di alcune categorie, in particolare taxisti e ambulanti.
Per quanto riguarda i taxi, il blocco del servizio durato due o tre giorni ha spesso penalizzato cittadini e città. Telegiornali e media in generale si sono molto occupati degli effetti delle proteste e, dall'altra parte, le istituzioni stesse si sono preoccupate di trovare soluzioni per evitare ulteriori disagi ai cittadini.
In realtà, su entrambe queste vicende - mercati e taxi - si confrontano due idee molto diverse su quali debbano essere le priorità alla base delle scelte normative quando si parla di servizi pubblici.
Semplificando, ma non troppo, il confronto è tra chi privilegia l'attenzione alla qualità e alla accessibilità dei servizi per i cittadini e chi, invece, protegge i pur legittimi interessi di chi li fornisce anche a scapito dell'efficienza dei servizi stessi.
Resto sulle due questioni che sono state affrontate in queste settimane ma è evidente che il tema è più generale e sempre complicato da affrontare, dato il grande potere che ha chi può interrompere servizi indispensabili per il funzionamento delle città.

Con Renzi per rilanciare il progetto riformista di centrosinistra e guardare al futuro

Il congresso del PD deve diventare un’opportunità per il partito, ma può diventarla anche per il Paese.
Dopo la sconfitta nel referendum costituzionale e la dolorosa fuoriuscita di alcuni, si tratta per noi di resistere alla tentazione di trasformare la discussione in una semplice conta interna con la testa rivolta indietro e impegnarci a guardare avanti e immaginare il futuro che vogliamo per questo Paese. Sia chiaro, le difficoltà di oggi non devono e non possono farci abbandonare una scelta: quella di sostenere un necessario progetto riformista vero e profondo di cambiamento della politica italiana, di valorizzazione dei talenti del Paese e di ricostruzione di un rapporto, ormai logoro, di fiducia tra i cittadini e le istituzioni. L'idea che Matteo Renzi ha rappresentato e rappresenta, che ha segnato positivamente i mille giorni del suo Governo e continua a essere il cuore del Governo Gentiloni, resta valida: è l'unica in campo che può dare prospettive ai giovani e all'Italia.
La sconfitta della Riforma Costituzionale non può essere sottovalutata, quella proposta di modernizzazione del Paese era, e deve restare, il cuore del nostro progetto. Ma, al tempo stesso, dobbiamo superare le timidezze che ci impediscono di valorizzare le tante cose importanti fatte dai nostri Governi in campo economico, sociale, sul terreno dei diritti e del funzionamento della Pubblica Amministrazione.