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Novità sul riordino del settore dei giochi

Intervento svolto alla presentazione del libro "Giocati dall'azzardo".

Sul gioco ci sono spesso discussioni troppo ideologiche che mirano più a suscitare bassi istinti piuttosto che a capire quali sono i bisogni e le cose da fare.
Dobbiamo ricordare che, in Italia, Tremonti fece la scelta di moltiplicare i punti di gioco, uscendo dagli spazi appositi e portando le macchinette nei locali pubblici come bar e tabaccherie, basandosi sul principio - rivelatosi sbagliato - di combattere l’illegalità in questo modo. Ovviamente, l’obiettivo di contrastare l’illegalità non si è verificato anche perché nel frattempo le mafie si sono infiltrate tra i gestori e si sono comunque dedicate al settore del gioco, utilizzando anche canali pubblici per riciclare il denaro.
Le inchieste hanno poi dimostrato che l’ipotesi di Tremonti di combattere l’illegalità liberalizzando in quel modo il gioco, quindi, era errata e il documento che il Sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta porterà alla Conferenza Stato-Regioni parte da questa considerazione: non è vero che legalizzando tutto si può togliere di mezzo la criminalità.

All'Italia serve cambiare per diventare un Paese migliore

Articolo pubblicato su HuffingtonPost

In questi anni si è sicuramente allargata la distanza tra i cittadini e la politica: è entrato in crisi il rapporto tra i cittadini e le istituzioni e anche la credibilità stessa delle istituzioni. Su questo hanno pesato la lentezza con cui si riescono a dare risposte ai cittadini, le mille complicazioni burocratiche e una politica costosa che appare lontana dai bisogni delle persone e che è spesso autoreferenziale.
Tutto ciò rischia di indebolire la qualità della nostra democrazia.
Per questo, di fronte a una vera e propria crisi delle nostre istituzioni, in questa legislatura ci siamo impegnati a riformare la seconda parte della Costituzione.
Non si tratta in alcun modo di mettere in discussione i valori e i principi che sono contenuti nella prima parte, che sono sacri e immodificabili.

Risposte della Raggi in Antimafia non soddisfacenti

Le risposte ai quesiti posti dai commissari che oggi il sindaco Raggi ha dato in Commissione Antimafia sono state tutt'altro che soddisfacenti e confermano il giudizio che già avevamo dato.
Su Ostia non esiste ad ora un orientamento dell'amministrazione capitolina per aggredire i nodi su cui si è costruita in quella realtà una illegalità diffusa che ha coinvolto anche le istituzioni: non c'è un'idea su come affrontare il tema delle spiagge libere, dei chioschi e degli stabilimenti balneari illegali. Tema su cui la Raggi, può e deve intervenire subito, senza scaricare su altri il problema e che si aggiunge alle carenze di personale che non consentono al X municipio di funzionare e su cui la sindaca ha solo espresso generiche buone intenzioni.
Sui rifiuti la sindaca non è riuscita a spiegare come lei riesca a conciliare un giudizio molto negativo sulle politiche dei rifiuti a Roma con la scelta di un assessore che ha ricoperto ruoli importanti nella società di gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.