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Finalmente la legge contro i reati ambientali

Dopo quasi vent'anni, martedì in Senato abbiamo approvato definitivamente la legge che finalmente punisce i delitti contro l'ambiente.
L’assenza di una legge che prevedesse le specifiche tipologie di reati ambientali ha consentito in questi anni che i grandi disastri ambientali di cui è stato vittima il nostro Paese - dai morti dell'eternit di Casale uccisi dall'amianto a quelli della Terra dei fuochi - non trovassero un colpevole e le giuste condanne.
Oggi con questa legge fortemente voluta dal PD e dal Governo e approvata da una maggioranza ampia e trasversale pone fine a questo scandalo. È un'altra norma importante, per anni auspicata, come altre in queste stesse settimane che si concretizza in una legge con questo Governo.
Chi parla di noi e di Matteo Renzi come capaci solo di annunci, prima o poi, dovrà ammettere che dalla riforma elettorale, a quella sul lavoro fino a questa legge, sono tante le cose concrete realizzate da questo Governo. La legge appena approvata introduce nel codice penale il nuovo titolo VI-bis, dedicato appunto ai "delitti contro l'ambiente.

Sono così individuati i reati di:
- inquinamento ambientale (art. 452-bis), che si realizza qualora qualcuno, abusivamente, cagiona una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili delle acque, dell'aria, di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo nonché di un ecosistema e della biodiversità, ed è punito con la reclusione da due a sei anni e la multa da 10mila 100mila euro.

Sull'immigrazione finalmente l'Europa batte un colpo

Nei giorni scorsi il sottosegretario Gozi è venuto a riferire sui risultati delle ultime riunioni svoltesi in Europa e all'ONU sul tema delle politiche di accoglienza dei profughi e del governo dell'immigrazione. Finalmente si discute e si decide dopo troppi ritardi, superando gli egoismi nazionali, consapevoli che serve uscire da una assurda contrapposizione tra due estremi: "accogliamoli tutti" oppure "chiudiamo ogni varco e pensiamo a difendere i nostri confini". Queste due idee, entrambe sbagliate, confondono i profughi che scappano dalle guerre e dalle dittature con chi cerca di entrare clandestinamente per ragioni economiche.
Forse siamo finalmente di fronte ad una svolta in Europa rispetto alle questioni che riguardano l’immigrazione e le politiche per il Mediterraneo. Il rammarico è quello espresso anche da Federica Mogherini intervenendo ad Expo e cioè che si sia dovuto attendere che ci fossero tragedie come quelle che si sono verificate recentemente per costringere l’Europa ad affrontare in maniera concreta il tema dell’immigrazione.
Ora si sta costruendo un’operazione europea che lavori per un governo di unità nazionale in Libia che consenta di combattere gli scafisti e le mafie che li organizzano (anche potendo intervenire lì da dove partono), organizzi il riconoscimento degli aventi diritto di asilo in loco creando un corridoio che li porti in Europa senza dover salire sui barconi e definisca un piano di accoglienza di cui si faccia carico ogni Paese europeo, dando la disponibilità ad accogliere un numero condiviso di profughi, senza rinunciare a salvare chi rischia la vita in mare.

Aprire il Nuovo Teatro Beccaria alla città

Il Ministro della Giustizia valuti l'opportunità di aprire alla cittadinanza il teatro costruito dentro all’IPM Cesare Beccaria di Milano.
L'IPM Cesare Beccaria di Milano ha da tempo ha avviato un importante progetto teatrale che coinvolge, oltre ai detenuti, numerosi giovani studenti ed ha recentemente completato la ristrutturazione del teatro interno all’istituto, grazie ai finanziamenti privati e al lavoro di detenuti e associazioni, e attualmente è in corso un ulteriore intervento, studiato con gli agenti di custodia, per l'adeguamento della struttura alle norme di sicurezza necessarie per consentire l'apertura ad un pubblico esterno.
L’eventuale apertura del teatro dell'istituto penitenziario minorile alla cittadinanza, oltre ad avere grande importanza dal punto di vista educativo e sociale, contribuirebbe ad attenuare l'idea del carcere come una istituzione separata e totalizzante, rendendo tale luogo un punto di produzione culturale aperto e accessibile a tutti e, inoltre, andare ad arricchire l'offerta culturale della città di Milano.
Essendo stato ampiamente riconosciuto il valore del progetto del Beccaria così come la qualità artistica del lavoro svolto fino ad ora è importante aprire questa struttura al pubblico, valorizzandola, e non far perdere questa opportunità per i giovani detenuti.