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Avanti con la modifica del Codice Antimafia

Oggi è la prima Giornata nazionale in ricordo delle vittime della mafia che il Parlamento ha istituito quest'anno dopo che, per tanti anni, Libera aveva scelto questa data per rinnovare il proprio impegno contro le mafie anche in memoria delle vittime. Per il Parlamento questa giornata deve significare rinnovare il proprio impegno contro le mafie.
In questa legislatura è stato fatto molto: dal reato di voto di scambio (inteso come voti in cambio di favori), all'introduzione del reato di autoriciclaggio, alla reintroduzione del falso in bilancio, fino alla legge anticorruzione.
Molto resta ancora da fare e dobbiamo impegnarci a farlo in questa legislatura.
La modifica del Codice Antimafia con le riforme sulla gestione dei beni confiscati e la nuova legge sui testimoni di giustizia sono obbiettivi concreti e perseguibili.
La giornata di oggi deve essere un’occasione per riaffermare e rafforzare questa volontà, che spero sia di tutto il Parlamento.

Solidarietà a Don Ciotti e al Vescovo di Locri

Le scritte "Più lavoro meno sbirri" e "Don Ciotti sbirro” apparse sui muri dell'Arcivescovato di Locri, a poche ore dal duro discorso contro le mafie del Presidente Mattarella in Calabria in occasione della celebrazione della XXIII Giornata della memoria e dell'impegno contro le mafie, rappresentano il tentativo evidente della ‘ndrangheta di ribadire la propria forza e il proprio radicamento in quel territorio.
Quelle scritte offendono lo Stato e appaiono minacciose nei confronti di Don Luigi Ciotti e dello stesso Vescovo di Locri che proprio ieri ha denunciato il tentativo delle mafie di utilizzare le manifestazioni religiose per affermare il proprio controllo.
Una iniziativa così esplicita e così diretta da parte della ‘ndrangheta merita una risposta forte da parte dello Stato e di tutta la società civile.
A don Ciotti e al Vescovo di Locri non facciamo mancare vicinanza e solidarietà.

Presentazione della mozione Avanti Insieme

Intervento di presentazione della Mozione congressuale "Avanti, insieme" (video).

Prima di illustrare la mozione congressuale di Matteo Renzi, occorre fare alcune premesse ad essa collegate.
Innanzitutto, la mozione congressuale è frutto del lavoro che è stato fatto al Lingotto di Torino e questo va valorizzato perché la scelta di ripartire di lì indica il volersi agganciare alle ragioni di fondo per cui, dieci anni fa, è stato fatto il Partito Democratico. Deve essere chiaro, quindi, che la candidatura di Matteo Renzi si collega direttamente alle ragioni per cui è nato il PD come partito di centrosinistra, a vocazione maggioritaria, capace di mettere in campo un progetto per il Paese, guardando al futuro, con il contributo delle grandi culture politiche del passato e che avrebbe poi dovuto costruirsi una propria cultura.
Rispetto alle critiche affiorate spesso in questi anni in merito alla gestione del PD in solitaria, inoltre, è evidente che il Lingotto è stato un elemento di discontinuità, in quanto lì è stata valorizzata molto la partecipazione: non si è andati a Torino per presentare la mozione, infatti, ma la mozione ma per costruirla.