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In Lombardia abbiamo un problema, non ci facciamo capire

Intervista di Giambattista Anastasio pubblicata da Il Giorno (file PDF).

Lo ammette senza troppi giri di parole Franco Mirabelli. Il senatore PD riapre quella «questione lombarda» presentatasi più volte nelle ultime tornate elettorali, a partire dalle Regionali del 2013, quando l’allora candidato governatore del centrosinistra, Umberto Ambrosoli, superò Maroni in quasi tutti i capoluoghi lombardi ma perse la partita per il voto contro dell’altra Lombardia, che non vive in città.
Mirabelli, l’unica consolazione per il PD si chiama di nuovo «Milano», qui i Sì superano, anche se di poco, i No.
Milano si è rivelata più sensibile nei confronti di una riforma pensata per far crescere il Paese, per ridare slancio all’economia, per aumentare la competitività del Sistema Italia e la nostra credibilità internazionale. A Milano siamo riusciti a farci capire e i milanesi ci hanno ripagato con la loro partecipazione e il loro sostegno.

E’ un voto politico

Intervista di Lorenzo Iuliano pubblicata da Il Mattino edizione Caserta (file PDF).

Il senatore Franco Mirabelli, commissario provinciale del Partito democratico, ha seguito lo spoglio casertano da lontano, nella sede lombarda dei democrat, ma attaccato a telefoni e web. «È evidente – commenta – che siamo di fronte a un voto molto politico, che l’alta partecipazione è il frutto di una politicizzazione fortissima, per cui si è votato di fatto su altro, rispondendo più a logiche di partito che ai contenuti della riforma. Ed è altrettanto evidente che il Pd era in pratica solo di fronte a uno schieramento vastissimo, che va da SEL a Grillo, da Forza Italia alla Lega. Con queste premesse si spiega anche il risultato, ora dobbiamo riflettere».
Mirabelli considera lo stop anche un’occasione persa per Caserta: «Caserta e l’intero Mezzogiorno potevano essere protagoniste di una nuova stagione, perché la modifica del Titolo V della costituzione, ad esempio, avrebbe potuto migliorare le risposte che lo Stato è in grado di dare ai cittadini casertani su sanità e welfare.

Perché voto Sì

Voto SI con convinzione, non solo perché questa riforma l'ho votata tre volte e non voglio prendere in giro i cittadini ma, soprattutto, perché credo che l'unico modo per restituire qualità alla nostra democrazia e battere l'antipolitica sia quello di realizzare un sistema istituzionale più credibile, meno costoso e meno burocratico.
Voto SI perché non è vero che i governi avrebbero più poteri, anzi si ricostruisce la distinzione tra potere esecutivo e potere legislativo, dopo che in questi anni tutti i governi hanno abusato di decreti legge e leggi delega, lasciando al Parlamento solo la possibilità di ratificare ciò che è deciso nel Consiglio dei Ministri.
Voto SI perché il Senato delle Regioni le dovrà rappresentare e i suoi membri saranno indicati dai cittadini, come è scritto nella riforma e non come raccontano quelli che senza argomenti devono inventarseli.
Voto SI perché vorrei che i malati di fibrosi cistica o di epatite C abbiano l'assistenza non solo in alcune Regioni.