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Rieleggere Mattarella al Quirinale non è stata una sconfitta

La prima della Scala il 7 dicembre aveva salutato il Presidente Mattarella con 10 minuti di applausi e la richiesta di restare al Quirinale. Dopo e prima di quell’evento sono state tantissime le manifestazioni spontanee di sostegno all’ipotesi di una rielezione del capo dello Stato. È il segno dell’apprezzamento e della riconoscenza di tutta la comunità nazionale per chi, in una fase tanto difficile della vita del nostro Paese, ha saputo essere riferimento per tutti, ha saputo guidarci con equilibrio guadagnandosi l’affetto degli italiani. È, quindi, una buona notizia la rielezione del Presidente avvenuta sabato 29 gennaio con un numero di voti altissimo, secondo solo a quello che elesse Sandro Pertini.
La permanenza di Sergio Mattarella al Quirinale rafforza le istituzioni e garantisce la continuità del lavoro di Draghi e del suo Governo in un momento ancora difficile per il Paese, in cui le ragioni che hanno portato a costruire un Governo di unità nazionale ci sono ancora tutte: dalla pandemia, alle riforme necessarie per aver i soldi del PNRR, ai progetti per utilizzarli, fino alla necessità di far fronte agli aumenti dovuti al rincaro delle bollette e all’inflazione che rischiano di creare nuovi problemi sociali e di allargare le diseguaglianze.

Le riforme della Giustizia: impariamo a conoscerle meglio

Intervento alla videoconferenza organizzata dal circolo PD di Baggio sul tema “Giustizia chi? Le riforme della Giustizia: impariamo a conoscerle meglio”

Sulla Giustizia in questi mesi abbiamo lavorato bene con la Ministra Cartabia, così come avevamo lavorato bene con il Ministro precedente, su alcune questioni che hanno portato a realizzare riforme importanti e necessarie per il Paese.
La riforma del processo civile e la riforma del processo penale erano due delle condizioni che erano state poste dall’Europa per elargire i fondi previsti dal PNRR.
Queste due riforme, infatti, sono assolutamente necessarie se vogliamo mettere il nostro Paese non solo all’altezza dei bisogni e delle necessità dei cittadini ma anche rendere il nostro Paese attrattivo.
È evidente, infatti, che difficilmente un investitore viene volentieri in un Paese in cui la giustizia civile e la giustizia penale hanno tempi lunghissimi, perché poi rischia di dover stare fermo per molto tempo a causa di queste eccessive lentezze.
Inoltre, dobbiamo riuscire a garantire ai cittadini una giustizia capace di dare giudizi rapidi e corretti, in cui siano salvaguardati gli interessi di chi si ritiene vittima di reati o di abusi e anche delle persone accusate.
Le due riforme - del processo civile e penale - sono già state approvate in entrambi i rami del Parlamento e stanno cominciando a funzionare.