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La Legge Zan parla di diritti e libertà, non toglie qualcosa a nessuno

Intervento in Senato sulla Legge Zan (video).

Colleghi, ho ascoltato con attenzione il dibattito svolto in quest'Aula, sentendo spesso parlare di cose che non c'entrano con il disegno di legge Zan.
Ora sento il collega Balboni dire che questa è una legge contro la famiglia.
Ho ascoltato senatori spiegarci che questa legge serve a regolare la transizione.
Non è vero.
Ho sentito persone spiegarci che questa legge serve a consentire ai maschi di andare a giocare nei campionati femminili.
Non c'entra nulla.
Ho sentito tantissime cose dette a prescindere dal contenuto della legge.
Il provvedimento in esame ha un obiettivo: tutelare le persone che sono più esposte alle discriminazioni per la loro condizione e le loro scelte di vita.
Questa è la legge Zan.
Questa legge serve a non lasciare sole queste persone, riconoscendo loro un pieno diritto di cittadinanza.
È una legge che parla di diritti e libertà, non una legge che toglie qualcosa a qualcuno.
Questa è la legge Zan; questo è ciò di cui stiamo parlando; questo è il testo approvato alla Camera dei Deputati da una larga maggioranza.

Legge Zan: modifiche non sostanziali sì ma no a stravolgimenti

Modifiche non sostanziali si, stravolgimenti no. Questa è al posizione del Pd che vuole approvare una legge di civiltà.
Abbiamo vissuto una lunga fase in cui ci sono state forze politiche che hanno cercato di evitare che il testo arrivasse in Aula, proponendo centinaia di audizioni e migliaia di emendamenti.
Invece ora grazie al nostro impegno e alla nostra determinazione.
Non è certo la legge Zan che introduce il concetto di identità di genere, contenuto già in sentenze della Corte costituzionale e in atti del Ministero della Giustizia.
Francamente non mi pare questo il problema.
Con Zan nella sua interlocuzione con le forze politiche e noi in Aula al Senato valuteremo quali possono essere i temi su cui può essere possibile trovare convergenze per allargare la maggioranza al fine di approvare il testo al più presto.
Il punto fondamentale per noi rimane lo stesso: tutelare e non lasciare sole tutte le persone che, per le loro scelte, possono essere discriminate. Il fine è affermare che lo Stato tutela le persone più deboli e che hanno fatto scelte che le espongono a discriminazioni.
Il senso vero della legge è questo, poi sui dettagli si può discutere. Ma deve esserci l’impegno della politica per approvare il disegno di legge Zan.

Accertare i fatti avvenuti alle manifestazioni ma i colpevoli sono i violenti

Intervento in Senato nella discussione sulle comunicazioni della Ministra degli Interni riguardanti i fatti avvenuti durante le manifestazioni contro il green pass (video).

Ringrazio la Ministra dell’Interno per la sua relazione puntuale ed esauriente. D’altra parte i suoi detrattori hanno dovuto parlare di rave, di immigrati, di Linus e di altre amenità perché difficilmente è possibile smentire ciò che la Ministra ha detto.
Voglio partire da un dato che è stato citato anche nella relazione della Ministra dell’Interno. Dall’inizio della pandemia, nel nostro Paese si sono svolte oltre 5.700 manifestazioni di piazza, di cui 3.700 solo quest’anno. Quasi tutte le manifestazioni si sono svolte senza problemi, garantendo la possibilità e il diritto di manifestare a tutti, senza che questo comportasse violenze o danneggiamenti.
Se confrontiamo questi dati con ciò che è avvenuto in molti altri Paesi, a partire ad esempio dalla Francia, dove la gestione delle piazze è stata molto più complicata e gli incidenti molto più frequenti, forse dobbiamo essere riconoscenti alle forze dell’ordine e a tutti gli apparati dello Stato che hanno saputo gestire al meglio e con equilibrio situazioni spesso difficili.
Non lo dico per non affrontare o per minimizzare ciò che è successo, per nascondere l’assalto alla CGIL o i recentissimi episodi di Trieste e di Milano.