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Quando c’era Berlinguer

Intervento alla proiezione del film "Quando c'era Berlinguer" (video).

Il film “Quando c’era Berlinguer” dice tutto per chi ha vissuto quegli anni, per chi era in piazza al funerale, per chi ha vissuto quella stagione.
Credo che questo film sia l’occasione di ripensare, rielaborare, ritrovare la grandezza di una stagione e la grandezza di un uomo che, fino all’ultimo, ha dimostrato di avere una dedizione straordinaria e anche coraggio.
Si associa poco la parola coraggio alla figura di Enrico Berlinguer ma credo che non sia giusto perché in quegli anni ci voleva un grande coraggio per andare a Mosca a fare un discorso in cui si spiegava al Movimento Comunista Internazionale e ai capi del Partito Comunista sovietico che la democrazia era un valore universale e che stavano sbagliando. Tanto è vero che Berlinguer un attentato lo ha subito anche se lo si ricorda poco, eppure, nonostante questo, non si è fermato.
Il film ripercorre bene le tappe.
Vorrei sottolineare alcune cose che sono anche nel film.
Enrico Berlinguer fu una persona straordinaria; era il capo del più grande partito comunista dell’Occidente ed esercitava questa funzione con grande disponibilità, con umiltà, timidezza; sempre parlando di “noi”. Berlinguer non diceva mai “io penso”, anche quando faceva gli strappi più radicali o quando andava in televisione a dire “noi ci sentiamo più protetti e pensiamo di costruire un socialismo moderno e al sicuro sotto l’ombrello della Nato”, lo diceva usando il “noi” perché sapeva di essere il capo di quella che adesso chiameremmo una “comunità” e che sapeva essere una grande storia politica.

Le riforme del PNRR: Giustizia

Intervento svolto agli Incontri Riformisti a Eupilio (video).

Credo che sia importante fare una riflessione sul rapporto tra PNRR e Giustizia perché il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è una straordinaria opportunità per il nostro Paese; sia per superare un dibattito perennemente astratto e ideologico sulle questioni della Giustizia - e il fatto che siamo dentro ad un Governo di unità nazionale può aiutare in questo senso - ma, soprattutto perché abbiamo bisogno di mettere in campo una Giustizia che funzioni meglio. Questo è un bisogno vitale per il Paese.
Serve una Giustizia più rapida, più giusta e più equa.
Sicuramente il mal funzionamento della Giustizia è uno dei grandi problemi che impedisce al Paese di poter crescere; è una di quelle questioni patologiche che, anche in momenti di crescita, ha sempre un po’ rallentato l’Italia rispetto ad altri Stati.
Su questo il PNRR e, complessivamente, l’Europa, con le condizioni che ha posto per attingere alle risorse, costituisce una grande opportunità.
Sicuramente c’è un tema che riguarda il funzionamento della Giustizia: oggi “la macchina” non funziona, è inefficiente; il personale è insufficiente. Questo determina lungaggini inaccettabili sia sul processo civile che su quello penale ed è inaccettabile.
La riforma di Orlando ha migliorato la situazione sulla riforma della Giustizia civile e sui tempi per i processi civili ma nel Paese funziona tutto ancora a macchia di leopardo: ci sono attese rapide per avere una sentenza in Tribunali come quello di Milano mentre per arrivare allo stesso tipo di sentenza in un Tribunale del Centro-Sud ci sono attese decennali.

Passione e dialogo, il ricordo di Emilia De Biasi

Intervento a Radio Immagina (audio).

Con Emilia De Biasi abbiamo attraversato un pezzo di storia.
Io e lei facciamo parte di quella che Cuperlo ha chiamato “generazione con la valigia”.
Siamo stati del PCI; siamo stati dentro il travaglio della Svolta e poi abbiamo scelto convintamente di costruire il Partito Democratico.
Siamo stati insieme nelle istituzioni, dal Comune di Milano fino al Senato, nella scorsa Legislatura.
Emilia De Biasi era una donna con una grande energia e una grande passione; a volte era anche una donna dura nei giudizi; non era semplice ma aveva una grande passione e una grande capacità di studiare.
Emilia De Biasi era una donna colta; si è occupata per molti anni di donne e di cultura. Su questo ha dato un contributo molto forte all’elaborazione politica nel PD e prima nei DS, nel PDS. Emilia De Biasi, infatti, è stata anche protagonista delle fasi in cui si sono scritti i programmi e i progetti di quei partiti sulle donne e sulla cultura.
Emilia De Biasi è diventata, poi, Presidente della Commissione Sanità del Senato e anche lì si è appassionata ed è diventata subito un punto di riferimento; ha messo al centro la scienza e ha fatto battaglie importanti, prima tra tutte quella su Stamina e sul riconoscimento delle professioni mediche.
Credo che Emilia De Biasi vada ricordata per tutte queste cose e credo che abbia dato un contributo forte in questo.