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La Legge di Bilancio 2020

Intervento svolto al Giambellino (video).

Penso che sia importante cercare di conoscere ciò che si sta facendo e che si vuole fare per raccontarlo fuori.
La Legge di Bilancio di quest’anno è stata complicata da fare.
Il PD era arrivato al Governo solo da pochi mesi quando ha dovuto lavorarci e prima ancora si era dovuto lavorare per presentare il Documento Economico Finanziario su cui la Legge di Bilancio andava costruita.
La manovra economica, inoltre, doveva avere un segno diverso rispetto alle idee del Governo giallo-verde.
L’imperativo era quello di disinnescare le clausole di salvaguardia per evitare l’aumento dell’IVA e questo obiettivo già valeva quanto una finanziaria perché 23 miliardi sono una cifra alta e trovarli non era semplice.
Quei 23 miliardi erano il frutto delle scelte del Governo precedente, che aveva deciso di andare a debito per finanziare il reddito di cittadinanza e Quota 100.
Un altro peso era dato dal fatto che la finanziaria fatta dal precedente Governo aveva sbagliato in maniera considerevole le stime di crescita: l’ipotesi iniziale era dell’1,5%, poi avevano calcolato che fosse dell’1% ma in realtà è stata dello 0,1% e questo ha implicato meno entrate su cui contare per pagare i servizi e il funzionamento dello Stato.

Dare ai detenuti più possibilità di telefonare a casa

Articolo del Correre della Sera (file PDF).

Una telefonata non accorcia la pena. Ma può migliorare almeno un po' la vita. Specie se una legge allungasse almeno un po' la telefonata. Con questo pensiero se n’erano tornati a casa prima di Natale, dopo una mattina di incontro con un gruppo di detenuti di San Vittore, tre parlamentari di maggioranza e opposizione. E così adesso, mentre il resto della politica è tutto preso a parlare di prescrizione sì o no, cioè di chi in prigione non si sa ancora se andrà o meno, loro hanno deciso di occuparsi di quei circa 6o mila tra uomini e donne che in prigione nel frattempo già ci stanno. E hanno presentato al Senato un disegno di legge per cambiare di una riga l’art. 39 dell`ordinamento penitenziario, che finora consente ai detenuti una telefonata di dieci minuti alla settimana: la proposta è di autorizzarne una al giorno, e per la durata di venti minuti. Naturalmente a chi non abbia mai varcato i cancelli di un carcere potrebbe sembrare – per usare un termine in voga – roba buonista da condir via con un «che pretendono questi».

Una telefonata al giorno può migliorare la vita in carcere

Qualche mese fa con alcuni altri parlamentari siamo stati invitati ad un incontro a San Vittore con le persone detenute del reparto chiamato “la nave”, quello amministrato dall’azienda sociosanitaria territoriale degli ospedali San Carlo e San Paolo.
Abbiamo ascoltato per due ore richieste e testimonianze sulla condizione carceraria. In particolare, ci hanno raccontato dell’assurdità di un regolamento penitenziario che consente ai detenuti solo una telefonata a settimana, senza alcuna registrazione e, giustamente solo verso pochi numeri autorizzati.
Non ci sono ragioni, con questi limiti, per non consentire la possibilità di avere più contatti con le famiglie.
Certamente, poter salutare i figli la mattina prima che vadano a scuola o avere notizie quotidiane della salute dei propri genitori anziani e malati, aiuterebbe ad alleviare le sofferenze di persone detenute e loro famigliari.
Per questo abbiamo presentato un progetto di legge per consentire ai detenuti comuni di poter telefonare ai propri affetti una volta al giorno.