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Sconfitto l'assalto al Governo

Intervista della Discussione.

On. Mirabelli, Palazzo Madama in 160 bocciano la mozione del centrodestra contro il Guardasigilli, 158 quella della Bonino. A favore votano rispettivamente 130 e 124 parlamentari. Il PD ha salvato Bonafede anche per responsabilità di Governo?
Abbiamo votato con convinzione contro le mozioni per ragioni di merito e di metodo. È evidente il tentativo delle opposizioni di usare un tema tanto importante e tanto delicato come quello della giustizia per provare a far cadere il governo scommettendo sulle differenze che convivono in una maggioranza di coalizione. Tentativo fallito. La maggioranza ha risposto in modo coeso. Certo, in un momento così difficile per il Paese dispiace che l’opposizione non abbia ritenuto di concentrarsi sui problemi concreti.
Nessun’ombra per voi su Bonafede?
Bonafede ha chiarito ogni punto e la vicenda Di Matteo è stata ormai sviscerata in ogni sua parte. Ci sono stati limiti nella gestione del DAP che ha creato una serie di problemi ma noi, mentre Salvini presentava mozioni di sfiducia, abbiamo messo subito in campo due decreti che stanno già funzionando per impedire la scarcerazione di altri detenuti per reati di mafia.
Avete però chiesto a Bonafede un cambio di passo rispetto al passato, cosa vuol dire?
È chiaro a tutti che oggi Bonafede è ministro di un Governo diverso di quello giallo verde e che la discontinuità con quello precedente deve essere maggiore di quanto sia stata finora.

Mozioni di sfiducia strumentali ma Bonafede apra una discussione sulla Giustizia

Intervento in Senato durante la discussione delle mozioni di sfiducia al Ministro della Giustizia (video).

Dico subito che voteremo con convinzione contro le mozioni in discussione oggi; lo faremo per ragioni di merito e di metodo. È infatti evidente il tentativo delle opposizioni di usare un tema tanto importante e tanto delicato, come quello della giustizia, per provare a far cadere il Governo, scommettendo sulle differenze che convivono in una maggioranza di coalizione.
La strumentalità di tutto ciò è evidente: ci sono e ci saranno senatori di centrodestra che voteranno o addirittura hanno firmato mozioni tra loro contrapposte e inconciliabili, pur di provare a far cadere il Governo. Scopriremo oggi che sulle carceri si può essere contemporaneamente per il giustizialismo, si può essere per il "buttiamo via la chiave", ma si può anche essere garantisti e attaccare il Governo per aver tenuto troppe persone in carcere. Tutto legittimo, giudicheranno gli italiani.
Ma per noi un'opposizione che, in questo momento tanto grave per il Paese, sceglie questa strada, la strada delle mozioni di sfiducia individuali, prima nei confronti del Ministro dell'Economia e ora nei confronti del Ministro della Giustizia, è un'opposizione senza argomenti, che, come se fossimo in una situazione normale, preferisce tentare di logorare il Governo piuttosto che aiutare a rispondere ai problemi urgenti dai cittadini.

La sfiducia a Bonafede avrebbe conseguenze sul Governo

Un voto da parte di forze di maggioranza di una delle due mozioni di sfiducia a Bonafede non sarebbe comprensibile. Non ci sono ragioni per farlo. Tutte e due le mozioni sono talmente strumentali, volte più a far cadere il governo che ad affrontare questioni di merito, che davvero non capisco che remore ci siano.
Ci sono due mozioni assolutamente contrapposte sugli argomenti che chiedono la sfiducia, che saranno tutte e due votate da tutta l'opposizione e che sono contrarie l'una dell'altra, appare evidente la strumentalità. Non capisco che dubbi ci sono.
Vedremo quello che accadrà, ma non posso pensare che una delle forze di maggioranza, che sostiene il governo, possa sfiduciare un ministro senza che ci siano conseguenze sul piano politico.
Spero che nessuno speri di sfiduciare il ministro della Giustizia sulla base della telefonata di un magistrato ad una trasmissione televisiva.
Non abbiamo nessuna ragione di dubitare della ricostruzione fatta dal ministro, non ci sono né colpevoli né innocenti.
C'è un tema che riguarda gli arresti domiciliari di troppi detenuti per reati di mafia.
Non è stata una scelta del ministro, non è frutto di scelte della maggioranza, è la conseguenza di una gestione del Dap che non è stato in grado di interloquire con la Dda né di fornire ai magistrati di sorveglianza agli arresti domiciliari.