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La Legge di Bilancio e il Governo

Intervento svolto agli Incontri Riformisti 2019 a Eupilio (video).

Questa è la prima volta che siamo al Governo del Paese senza essere la maggioranza all’interno della coalizione di Governo.
Questo, ovviamente, impone delle conseguenze pratiche molto evidenti ma impone anche un modo di pensare un po’ diverso alla situazione politica.
Andando in giro nei circoli, spesso, nella nostra discussione si ha l’idea che questo punto non lo abbiamo chiaro: continuiamo a pensare di essere egemonici, come lo siamo stati nelle ultime esperienze di Governo.
La forza egemone, che ha il doppio dei parlamentari delle altre forze che compongono la maggioranza, è il Movimento Cinque Stelle.
Questa situazione comporta una serie di conseguenze.
Dentro a questo quadro, stiamo facendo una manovra economica che non era semplice da fare ma che credo che stia raggiungendo i macro-obiettivi che ci eravamo dati.
Innanzitutto, l’obiettivo di evitare l’aumento dell’IVA, per cui si sono dovuti trovare 23 miliardi per congelare le clausole di salvaguardia e si tratta di molti soldi e lo si è fatto senza tagliare risorse in altri settori dove in passato si è spesso andati ad attingere, come scuola, sanità e Comuni.

M5S non può dettare l'agenda del Governo: intesa politica o non si va avanti

Intervista di Affaritaliani.

"Le elezioni regionali sono appunto elezioni regionali. E' chiaro che hanno una grande importanza, prima di tutto perché determinano il governo di quelle Regioni. E' evidente che per noi l'Emilia Romagna riveste un ruolo di particolare importanza e sono convinto che non perderemo. E' chiaro però che una sconfitta aprirebbe una fase di riflessione al nostro interno, anche se questo non vuole dire che il voto del 26 gennaio sia un referendum sul Governo". Lo afferma ad Affaritaliani.it Franco Mirabelli, vice capogruppo del Partito Democratico al Senato.
Voto regionale a parte, dal Pd arriva un messaggio molto importante ai 5 Stelle e a Luigi Di Maio: "Dopo l'approvazione della manovra ci sarà un passaggio decisivo per il futuro del Governo e capiremo se questa alleanza può avere una prospettiva", spiega Mirabelli. "Per raggiungere un'intesa politica è importante che i 5 Stelle intendano fare non tanto un contratto, che per noi non è la soluzione, bensì mettere in campo un'idea di Paese e di riforme per i prossimi tre anni nell'interesse dei cittadini. Il futuro del governo dipende da questo punto e non dalle elezioni regionali del 26 gennaio".

Il PD dopo Bologna, il Governo e la Legge di Bilancio

Intervento svolto al circolo PD di Affori.

L’incontro di Bologna per il PD è stato un appuntamento importante. Non è vero che è stata una svolta per arretrare sulle posizioni della vecchia sinistra. È stata una mobilitazione a cui ha partecipato molta gente e dove si è articolata una discussione con interlocutori diversi, non esclusivamente del PD, per confrontarsi sull’agenda che serve al Paese e su cui una sinistra riformista si deve impegnare.
Abbiamo ascoltato molti contributi e abbiamo anche dato un segnale di ripresa e di recupero della volontà di interloquire con i corpi intermedi, in discontinuità con il recente passato. Raramente, infatti, abbiamo costruito dei momenti in cui fossero presenti i tre Segretari dei sindacati confederali, il Presidente di Confindustria e una parte importante dei soggetti organizzati del Paese. Per questo credo che l’appuntamento di Bologna sia stato importante e questo è stato riconosciuto anche dai relatori, come hanno esplicitato nei vari interventi. Credo, quindi, che da questo punto di vista abbiamo dato un bel segnale, manifestando una volontà di apertura e di confronto e di voler provare - insieme a tanti altri - a ricostruire un progetto politico e una proposta alternativa a quella dei sovranisti.