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Al Senato si lavora alla discussione dei provvedimenti del Governo per mettere in sicurezza il Paese e farlo ripartire

Articolo pubblicato su Zona Nove.

Vanno avanti al Senato i lavori per l'approvazione dei decreti emanati dal Governo per fare fronte a questa emergenza senza precedenti che, oltre a causare morte e sofferenza, rischia di creare seri danni al tessuto sociale e al sistema produttivo del Paese.
Il primo decreto varato dal Governo, votato in questi giorni al Senato è sicuramente uno dei più importanti giunti in Aula perché introduce i primi provvedimenti necessari ad affrontare questa emergenza che ha cambiato e cambierà le nostre vite e le relazioni interpersonali.
È un primo passo deciso per affrontare sia la crisi economica e sociale sia sanitaria che la pandemia, ormai estesa a tutto il globo, che in poco più di un mese sta rischiando di mettere in ginocchio l'Italia.
Questo primo provvedimento ha imposto scelte coraggiose e ci permette di tracciare la strada e di stabilire le priorità da perseguire per portare fuori il Paese da questo incubo sociale, sanitario ed economico.

Da Regione Lombardia scelte scellerate sulle Rsa

Intervista di TPI.

Il caso delle RSA lombarde approda in Parlamento, con un’interrogazione urgente presentata dagli esponenti lombardi del PD. La richiesta rivolta al ministro della Salute Roberto Speranza è di esprimersi su quanto sta accadendo in Lombardia e, in particolare, sulla discussa delibera della Giunta lombarda che ha disposto il collocamento nelle RSA dei pazienti COVID dimessi dalla terapia intensiva. “A creare l’esplosione di casi e vittime nelle RSA lombarde potrebbe aver contribuito anche la deliberazione della Regione Lombardia n. XI /2906 dell’8 marzo 2020, con la quale si è chiesto alle RSA, di ampliare «la ricettività dei pazienti» per ospitare i casi meno gravi di persone infettate, e liberare così alcuni posti letto negli ospedali”, si legge nelle premesse del documento. Oltre a un giudizio di adeguatezza su quella che i firmatari definiscono “una scelta scellerata”, l’interrogazione chiede a Speranza di esprimersi in generale sulla congruità delle “indicazioni fornite alle RSA da parte della Regione Lombardia o dalle rispettive ATS” e quali verifiche voglia eseguire in merito.

Sulle carceri potevamo fare di più

Sulla Giustizia condividiamo e abbiamo condiviso i provvedimenti contenuti nel decreto precedente, trasferito nel Decreto Cura Italia.
In una fase difficilissima come questa abbiamo garantito al meglio il funzionamento dei servizi essenziali e urgenti della Giustizia, tutelando gli operatori e non pregiudicando i diritti di alcuno.
Come il Ministro sa, avremmo voluto modificare ulteriormente le norme sulle carceri, per ridurre la sovrappopolazione e consentire anche in carcere quel distanziamento necessario per evitare la diffusione del virus.
Abbiamo un po' migliorato il testo, estendendo la possibilità di garantire la licenza fino al 30 giugno a tutti i detenuti che godono della semilibertà e migliorando il decreto sull'applicazione dei braccialetti.
Siccome però è una bugia dire che c'è il "liberi tutti", resta una nostra preoccupazione che la scelta degli arresti domiciliari con i braccialetti comporti che questi apparecchi siano insufficienti e che i tempi di attivazione siano troppo lunghi per ridurre il numero delle persone istituzionalizzate, come dovremmo fare, per salvaguardare meglio la salute dei detenuti, ma anche degli agenti e degli operatori.