mirabelli

Ci sono le condizioni per riformare la giustizia

Intervento a Omnibus (video).

Sulle riforme della Giustizia credo che il Parlamento farà il suo lavoro. Credo e spero che le forze politiche di maggioranza rispondano positivamente all’appello che ha fatto Draghi.
Noi siamo in una condizione straordinariamente positiva rispetto alla possibilità di fare delle riforme della Giustizia che servono al Paese e non si è mai riusciti a fare perché non si esce da una contrapposizione anche ideologica che dura da troppo tempo e che ha radici anche in pezzi della storia di questo Paese.
L’Europa vincola il Recovery Fund alle riforme della Giustizia. C’è un Governo di larghe intese. C’è una buona proposta di riforma sia per il processo civile che penale fatta dal Ministro Cartabia. Credo, quindi, che questa volta ci siano le condizioni.
Penso che i referendum rischino di portare indietro la discussione, alla contrapposizione tra giudici e politici, che guarda tutta al passato e non a quello che serve al Paese. Al Paese servono le riforme che rendono i processi non solo più giusti ma anche più rapidi. Queste sono le riforme che servono ai cittadini e quello che dobbiamo fare, non ritornare sul terreno della contrapposizione tra la politica e la magistratura che qualcuno, anche tra i giornali, ha tutta la voglia di rinverdire, cercando di mettere la magistratura – che errori ne ha commessi e la vicenda Palamara lo dimostra – sempre sul banco degli accusati. Io penso che il tema sia fare le riforme.

La Legge Zan riguarda la vita delle persone, le tattiche vanno chiuse

Intervento in Senato durante la discussione per la calendarizzazione della legge Zan (video).

Il Presidente della Commissione Giustizia ha raccontato la sua versione, che devo dire è abbastanza forzata se non fantasiosa.
Visto che il Presidente in questi giorni, in queste settimane, in questi mesi ha una sorta di idiosincrasia sul voto, non tiene conto che quest’Aula ha già votato per la calendarizzazione in Aula del disegno di legge Zan. Oggi il Presidente Ostellari ci ha impedito di votare in Commissione Giustizia, dove la maggioranza avrebbe ribadito la volontà di discutere in Aula questo provvedimento.
Questo è un provvedimento importante: serve a proteggere le persone.
Non è possibile fare la mediazione che propone Ostellari perché dei diritti umani e dei diritti civili qui in Senato c’è una parte che non se ne interessa.
Il disegno di legge Zan è un provvedimento importante che riguarda diritti umani e diritti civili, non altre cose e serve a proteggere delle persone deboli per la propria condizione e per la propria natura, che spesso vengono discriminate e spesso subiscono violenze.
Non è opportuno che su questo si facciano giochini politici e strategie.

Cosa c’entra il Ddl Zan con i bambini?

Intervista di INews24.

Otto mesi dopo il voto della Camera, il ddl Zan approda oggi in Senato. Senza un accordo tra le forze della maggioranza si rischia però un ulteriore e forse definitivo rinvio; quali sono gli umori a poche ore dalla discussione?
“Innanzitutto questo ddl è arrivato in aula solo perché abbiamo insistito affinché potesse arrivarci, bypassando una Commissione in cui il presidente Ostellari ha rallentato in ogni modo il disegno di legge approvato alla Camera. Ora si va in aula e credo francamente che ognuno sarà nelle condizioni di esprimersi ed assumersi la propria responsabilità, anche perché parliamo di una legge che serve a proteggere delle persone fragili, spesso discriminate per le loro scelte di vita o semplicemente per la loro natura”.
La strada sembra comunque in salita, anche oggi infatti Salvini ha polemicamente chiesto di “non usare i bambini per fare politica”; vuole rispondere?

“Salvini non sa di cosa parla, lui fa solo propaganda. La parola ‘bambini’ non esiste nel testo, e se si riferisce alla possibilità che nelle scuole si possa insegnare, con il consenso dei genitori e degli insegnanti, la tolleranza e il valore delle diversità, allora personalmente credo che questa sia solo una cosa utile per il Paese”.