mirabelli

Lavoriamo per allargare il consenso sulla Legge Zan

Intervento a SkyTg24.

Credo che dobbiamo avere grande rispetto per la discussione che c'è stata nei Cinque Stelle. Chi si augurava l'implosione dei Cinque Stelle credo che non tenesse conto dell'interesse del Paese non di M5S. L'implosione della forza che oggi ha la maggioranza relativa in entrambe le Camere non avrebbe aiutato il percorso che il Governo Draghi ha avviato, che he ancora molti passi da fare, come nel caso delle riforme della Giustizia, per dare tutte le garanzie necessarie rispetto alla concretezza dei progetti per ottenere i finanziamenti del Recovery Fund e tutto va fatto entro il 2023.
Comunque la si pensi, credo che dobbiamo essere contenti del fatto che si sia avviato un percorso in M5S che porterà finalmente il Movimento ad avere uno Statuto, che mancava e questo ha condizionato molto la loro vita.

La legge Zan è stata approvata alla Camera dei Deputati, ha un proprio percorso parlamentare che non coinvolge il Governo.
Noi, ad oggi, possiamo rivendicare il fatto che dopo 8 mesi in cui si è fatto di tutto per evitare e impedire che il disegno di legge andasse avanti con il proprio percorso legislativo, siamo riusciti a portarlo fuori dalla Commissione Giustizia e adesso a portarlo in Aula. È un provvedimento importante per molte persone, come ha spiegato la senatrice Masini nel suo intervento in Senato, che serve a proteggere molte persone.

Emendamenti alla Legge Zan? Noi no. Vedremo quelli di altri. Ma la Lega è inaffidabile

Intervista del Corriere della Sera.

Franco Mirabelli, lei in commissione Giustizia del Senato è il capogruppo per il Partito democratico. Come vede la strada del disegno di legge Zan?
«Come partito stiamo valutando lo scenario».
E cosa vedete nello scenario?

«Come prima cosa non possiamo che essere contenti dei nostri risultati».
Quali?

«Intanto siamo riusciti a portare il testo di legge in Aula e a non lasciarlo morire in commissione come la Lega avrebbe voluto e come ha cercato di fare per ben otto mesi».
E poi?

«Poi siamo riusciti a far iniziare il dibattito nel merito del disegno di legge, a stabilire un termine congruo per la presentazione degli emendamenti. Adesso andiamo a vedere come sono fatti questi emendamenti».
Dunque siete disposti ad apportare delle modifiche al testo?

«Il Pd ha come obiettivo di approvare la legge così com'è. E non saranno certo gli emendamenti della Lega un terreno di confronto».
I leghisti stanno dicendo che vogliono cercare un testo condiviso.

«E come si può credere dopo tutto l’ostruzionismo che hanno fatto? Noi non possiamo trattare con la Lega, con il partito che in tutto questo tempo ha dimostrato di non volere la legge e che è d’accordo con Orbàn e con il premier polacco».

Depositata la proposta per una Commissione di Inchiesta sulla violenza nelle carceri

Dopo i gravissimi fatti di Santa Maria Capua a Vetere, le inaudite violenze sui detenuti e le diverse inchieste aperte sui pestaggi avvenuti in alcuni istituti di pena, da Modena a Monza, e dopo le recenti statistiche pubblicate sui media che registrano un aumento delle violenze contro gli agenti di custodia, è evidente che ci sia nei penitenziari italiani un clima preoccupante di cui vanno indagate le ragioni.
Per questo abbiamo depositato la proposta di istituire in Senato una commissione di inchiesta monocamerale sulla violenza nelle carceri.
Occorre che il Parlamento approfondisca le ragioni di una situazione troppo diffusa che grava su tutte le persone che vivono il carcere: lavoratori, detenuti, volontari.
Serve indagare su troppe vicende che hanno avuto anche esiti luttuosi.