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E' agghiacciante l'idea di società e di umanità di Salvini che emerge dalla vicenda di Voghera

Trovo agghiaccianti le parole di Salvini di queste ore, trovo spaventosa l’idea di società e di umanità che descrivono.
Un uomo ha sparato e ucciso un altro uomo. È una tragedia, prima dei giudizi dovrebbe prevalere il cordoglio per la vittima, il dolore di fronte a una tragedia. Invece no! Nel mondo leghista viene prima il bisogno di difendere uno che è dei loro, di giustificarlo a prescindere, di presentarlo come una vittima o come un eroe.
Sparisce la cosa più importante: che è morta una persona, invece ci si affanna a raccontarla come un pregiudicato, mentalmente instabile, uno straniero, come se quella vita valesse meno.
Ma che idea di Paese e di convivenza ha chi implicitamente spiega che se un laureato, legittimamente armato, spara ad un barbone di origine marocchina che disturba, deve avere per forza ragione?
Laurea, censo e appartenenza politica lo mettono in una condizione di superiorità morale che lo giustifica.
Sono sicuro che chi ha ucciso oggi sta soffrendo, ha meno certezze di Salvini e forse si è pentito di girare armato e di aver impugnato quella pistola.
Ma il leader leghista sceglie di giustificare, spiegare anziché riflettere su cosa c’è di sbagliato nell’idea della sicurezza fai da te che tanto gli piace ma che provoca tragedie e disegna una società in cui c’è più paura, meno sicurezza e la vita vale di più o di meno a seconda della storia delle persone. 


Si è preso atto che la situazione delle carceri è drammatica e va indagata

Intervento in Senato durante la comunicazione della Ministra della Giustizia sulle vicende avvenute nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (video).

Ringrazio la Ministra della Giustizia Cartabia per la relazione che ha svolto in Senato, che fa un’analisi spietata ma vera della situazione delle carceri del nostro Paese.
Grazie anche perché, di fronte a fatti gravissimi come quelli di Santa Maria Capua Vetere, di cui abbiamo sentito e visto, il Governo, la Ministra e il Presidente del Consiglio hanno dato un segnale molto forte.
Penso che la presenza in quel carcere e la forza con cui si è sostenuta quell’iniziativa sia una cosa importante e non solo, perché credo che dimostri la volontà del Governo, del Parlamento e delle Istituzioni di fare piena luce e di fare giustizia su ciò che è successo.
Noi vogliamo fare piena luce su quanto è successo a Santa Maria Capua Vetere ma anche su altre vicende che sono aperte.
Ci sono ancora i 13 morti che ci sono stati durante le rivolte su cui serve chiarezza.
Penso che questa iniziativa e l’aver acceso con tanta forza questo faro possa e deve essere anche un’occasione per un sussulto, per mettere mano in fretta e concretamente alla situazione delle carceri.
Certamente, dobbiamo impostare riforme più complessive ma credo che servano anche misure a breve da mettere in campo.
Il Parlamento deve fare la sua parte: abbiamo chiesto e proposto una mozione per istituire una commissione di inchiesta proprio sulle violenze nelle carceri, perché credo che non possiamo ignorare ciò che è successo e non possiamo aspettare che risucceda.

Bene che il M5S non sia imploso, ora correggiamo la riforma della Giustizia

Intervista del Dubbio.

Senatore Mirabelli, qual è la posizione del Pd sulla riforma della giustizia?
Noi sosterremo sicuramente sia la riforma del processo civile che di quello penale, perché contiene moltissime nostre proposte e quindi la appoggeremo con la consapevolezza che la riforma è necessaria per il Paese e perché è garanzia di accedere ai fondi del Pnrr.
Avete chiesto però delle modifiche come ha fatto anche il Movimento 5 Stelle. C'è una strategia comune?
C'è ancora uno spazio perii lavoro parlamentare sulla base della preoccupazione espressa da molti magistrati, dal momento che la scelta fatta sulla prescrizione, e da noi condivisa, potrebbe portare troppi processi a non concludersi. Credo ci sia spazio per dialogare e risolvere la questione senza intaccare in alcun modo il senso di una riforma che deve trovare l'equilibrio tra la necessità di una ragionevole durata dei processi e il rischio che non si arrivi a sentenza.
La riforma è stata approvata da tutti i ministri, perché non avete parlato di queste modifiche prima?
Alcune questioni sono venute fuori in seguito ma mi pare evidente che migliorare un testo condiviso nella sostanza da tutti i ministri sia parte di una normale dialettica parlamentare. In quel testo abbiamo dovuto tutti rinunciare a qualcosa. Noi sul tema della mediazione, dei riti e delle pene alternative abbiamo ottenuto molto, ma volevamo di più. La questione è quantomai attuale dopo la discussione aperta su Santa Maria Capua Vetere. Cercare in Parlamento di migliorare su questo non significa minare una riforma giusta e necessaria. Continueremo a cercare di fare qualche passo in avanti col dialogo.