mirabelli

Per una buona legge sul fine vita

Intervento svolto ad un convegno dell'Associazione Luca Coscioni (video).

Il testo sul fine vita che è arrivato al Senato credo che sia il testo di una legge possibile; forse la legge possibile. Non è scontato perché i rapporti di forza su questi temi al Senato sono molto diversi rispetto alla Camera dei Deputati, lo dimostrano vicende come quelle riguardanti la legge contro l’omotransfobia.
Il punto prioritario mi sembra quello di evitare che ci sia una palude o che la discussione non si apra neanche.
Faremo la prima riunione delle Commissioni 2° (Giustizia) e 12° (Sanità) congiunte, in cui si dovrà lavorare alla legge. Mi pare comunque che ci sia una volontà comune; in Commissione Giustizia, questa legge è stata indicata come una delle due priorità da portare a termine (l’altra è la legge sull’ergastolo ostativo), che sono le due leggi che devono prendere atto delle sentenze della Corte Costituzionale. Conto, quindi, sul fatto che inizierà la discussione.
Non penso che la discussione si possa approcciare dicendo che questo è il testo e deve uscire così com’è. Non si può fare, innanzitutto perché bisogna valutare seriamente tutte le ipotesi di modifica e tutti i suggerimenti che vengono anche dalle associazioni che hanno fatto la battaglia su questi temi da tempo e che hanno fatto il massimo dell’approfondimento sul tema.

Carcere: dalla Ministra assenso alle proposte PD su proroghe alle norme di emergenza e più formazione

La Ministra Cartabia oggi nell'Aula del Senato, nel corso del Question Time, ha in sostanza assentito con la necessità di prevedere misure per intervenire sulle condizioni di vivibilità delle carceri dovute al sovraffollamento, che il Covid ha reso ancora più difficili.
Come Pd abbiamo chiesto al Governo di prorogare oltre il 31 dicembre 2022 le misure assunte per la pandemia, prevedendo dunque ancora permessi premio e detenzione domiciliare per chi è in regime di semilibertà e sconti di pena per i meritevoli.
Tutto questo è urgente contro il sovraffollamento e per ridare dignità sia ai detenuti che a chi nel carcere lavora. La sperimentazione positiva dell’uso di Skype e altri sistemi per comunicare resa necessaria di fronte alla pandemia non va abbandonata, anzi utilizzata per rendere più frequenti i rapporti coi famigliari e servono investimenti per l'istruzione e la formazione in carcere.
L'Italia è stata condannata negli anni varie volte dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per le condizioni di invivibilità dei penitenziari dovuta alla mancanza di spazi. Anche ora nelle nostre carceri sono presenti 54.615 detenuti nonostante una capienza effettiva di 47.736 posti.

Battersi per la pace significa stare a fianco delle vittime e di chi difende il proprio diritto ad esistere come popolo, nazione e democrazia

Articolo pubblicato sul mensile Zona Nove.

La speranza che l’aggressione russa all’Ucraina terminasse in pochi giorni non si è realizzata.
La guerra dura ormai da oltre un mese e coinvolge in modo disumano e inaccettabile la popolazione civile: meno appaiono efficaci le operazioni militari sul terreno e più Putin ha scelto di bombardare le città, accanirsi sui civili, uccidere a sangue freddo civili indifesi, terrorizzare persone inermi lasciandole in molte città senza acqua, cibo e al freddo.
Non credo esista nessuna giustificazione per le migliaia di morti civili e i milioni di profughi che sono frutto di una volontà di dominio e di potere che fa scomparire ogni principio di umanità e di pietà.
Si può discutere tutto, se ci fosse qualcosa che si poteva fare e non si è fatto per evitare la guerra - e ci sarà tempo per farlo - ma oggi, di fronte all’orrore che ci coinvolge e ci riguarda, è evidente che c’è un aggressore e un popolo aggredito, che battersi per la pace non può significare accettare la prepotenza di chi vuole togliere diritti e libertà ma significa stare a fianco delle vittime e di chi difende il proprio diritto ad esistere come popolo, nazione e democrazia.