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Mantenuto l'impegno con i detenuti della Nave di San Vittore

Ieri in Commissione Giustizia del Senato abbiamo concluso il lavoro sui Decreti Giustizia.
Sono molto contento che sia stato approvato il mio emendamento che consente ai padri e alle madri detenute di poter telefonare tutti i giorni ai propri figli minorenni e a tutti di poter sentire quotidianamente i propri congiunti nel caso siano ricoverati in ospedale.
È una richiesta che ci avevano fatto i detenuti della “Nave” di San Vittore a Milano, che ci avevano voluto incontrare proprio per raccontarci questo problema. Quello della frustrazione di non poter augurare “buona scuola” ogni mattina ai figli e di dover aspettare tre o quattro giorni per poter avere notizie dei propri parenti che sono in ospedale.
Avevamo preso un impegno e grazie a quasi tutta la Commissione e al Governo, ma soprattutto ai volontari della Nave, che hanno organizzato quell’incontro, siamo riusciti a mantenerlo.
Si è fatta una bella cosa che dimostra che la politica può e deve rispondere anche ai bisogni degli ultimi, quelli che non hanno potere contrattuale, ma che meritano - anche chi ha sbagliato - di avere un’opportunità e di vivere in modo degno anche la detenzione, senza dover cancellare i propri affetti.

Rilanciare l’economia e, assieme, ridurre le diseguaglianze

Articolo pubblicato da Zona Nove.

Con la possibilità di muoversi liberamente tra le diverse Regioni in tutto il territorio nazionale si segna un altro passo avanti verso il ritorno ad una condizione di normalità. Normalità rispetto alla possibilità di spostarsi, incontrarsi e lavorare.
Ma l'impegno di oggi deve essere soprattutto quello di proteggere le persone dalla crisi economica che, purtroppo, sarà una conseguenza della pandemia e far ripartire al più presto il Paese, la capacità di crescere della nostra economia, i settori più penalizzati dalla crisi. Su questo versante non si tratta di tornare al passato: questi mesi hanno cambiato profondamente i comportamenti, i consumi, lo stesso modo di muoversi, studiare e lavorare.
Si tratta di pensare a scelte che da una parte valorizzino i talenti del nostro Paese investendo sull’innovazione, il digitale, l'ambiente, il territorio, la ricerca, in una parola il futuro e dall'altra abbiano come obbiettivo quello di ridurre le diseguaglianze che la crisi rischia invece, senza interventi significativi, di allargare penalizzando i più deboli.
Proteggere le persone, quindi, e non lasciare nessuno da solo ma anche provare a disegnare il futuro del nostro Paese: questo è il compito non solo del Governo ma di tutta la politica.
Dare speranza è una condizione fondamentale per accelerare la ripresa.

Bene inserire le norme sulle telefonate dei detenuti nel Decreto Giustizia

È molto importante che il merito di un mio DDL riguardante l’ampliamento della possibilità, per i detenuti comuni, di contatti telefonici con i propri familiari sia diventato il testo di un emendamento che, come Relatore, ho presentato al Dl Giustizia in discussione al Senato.
Nell’emendamento si prevede la possibilità di chiamare ogni giorno i figli minorenni e quelli maggiorenni se portatori di handicap.
Sempre il detenuto comune potrà chiamare una volta al giorno il coniuge, il convivente, la parte dell’unione civile, i fratelli e le sorelle se ricoverati. Sono esclusi da queste norme i detenuti al regime del 41 bis e quelli condannato per il 4 bis, a cui è concessa una telefonata a settimana.
Mi sembrano scelte di buon senso e di civiltà visto che fino ad oggi per i detenuti comuni era prevista una telefonata a settimana.
Sono convinto che queste norme, una volta approvate, contribuiranno a rendere più degna la vita dei detenuti nelle carceri italiane.

A.S 1786
Emendamento
Art. 2
I RELATORI

Dopo l’articolo 2 inserire il seguente:

«Art. 2-bis