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Come fare la rigenerazione urbana

Intervento alla videoconferenza organizzata dal PD Milano (video).

Ringrazio Mario Oro, Responsabile Dipartimento Trasformazioni Urbane PD Milano metropolitana; Chiara Braga, Responsabile Transizione ecologica, sostenibilità e infrastrutture Segreteria Nazionale PD; Arianna Censi, Vicesindaca Città Metropolitana di Milano; Alessandro Maggioni, Presidente Confcooperative Habitat; Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale Legambiente, per l’incontro sulla rigenerazione urbana.
La rigenerazione urbana sta diventando un tema che, dalle discussioni dei convegni, si sta traducendo in una reale possibilità di interventi legislativi concreti.
In particolare, ora che il Ministero ha finalmente chiarito il suo interessamento e la sua volontà di intervenire e spingere per la definizione e l’attuazione della legge sulla rigenerazione urbana, penso che nelle prossime settimane questo dibattito potrà davvero arricchirsi e misurarsi concretamente con la definizione del testo di legge che stiamo discutendo in Commissione Ambiente e di cui sono Relatore al Senato.
Il testo su cui stiamo lavorando è frutto della sintesi tra molti testi diversi, presentati da tutto lo schieramento politico; è stato già discusso a livello generale, sono stati presentati gli emendamenti e adesso la discussione entrerà nel vivo.

Ricordare Livatino per dire che le istituzioni non dimenticano chi ha saputo rappresentarle bene

Intervento in Senato per la commemorazione di Rosario Livatino (video).

Vogliamo ricordare Rosario Livatino. È stato proclamato beato il 9 maggio: non è una data casuale, è lo stesso giorno in cui il nostro Paese ricorda il rapimento Moro e l’omicidio di mafia di Peppino Impastato, due delle pagine più dure e più dolorose della vita del nostro Paese.
La Chiesa beatifica Livatino e, con un ennesimo gesto forte, in Sicilia conferma l’impegno dei cattolici contro le mafie e la distanza da quei mondi che spesso cercano, invece, di usare la religione per crearsi consenso sociale.
Rosario Livatino è stato il più giovane dei tanti magistrati martiri vittime delle mafie, ucciso con terribile determinazione e in disprezzo della vita umana in una vera e propria esecuzione perché, come recita la sentenza di condanna dei mandanti e degli esecutori del delitto, perseguiva le cosche laddove si pretendeva un trattamento lassista se non compiacente.
Livatino, quindi, era un uomo che faceva il proprio dovere. Aveva perseguito e fatto condannare gli uomini della Stidda. Aveva avuto il coraggio di applicare in modo innovativo ed efficace le misure di prevenzione.

La normativa antimafia come strumento per liberare i territori dalla pressione mafiosa

Intervento alla tavola rotonda “La normativa antimafia come strumento per liberare i territori dalla pressione mafiosa” nell’ambito del convegno “Il mutamento della mafia: i Fondi europei e le terre libere” organizzato dal Liceo Meli di Palermo (video).

Ringrazio per l’invito al convegno e il Liceo Meli di Palermo, che ha promosso questa iniziativa che credo sia molto importante.
Ringrazio anche Giuseppe Antoci per il lavoro che ha fatto e i risultati che ha prodotto. Penso, infatti, che bisogna essere riconoscenti ad Antoci, non soltanto nei Nebrodi ma complessivamente, perché ha dimostrato che si possono affrontare le mafie, con l’intelligenza, mettendo in campo misure efficaci.
Voglio fare alcune osservazioni.
È evidente che, anche dal punto di vista dell’antimafia, stiamo verificando che in questi anni è in atto un mutamento dell’azione politica delle mafie. C’è il tentativo evidente da parte delle mafie di abbassare l’allarme sociale che provocano - lo dimostrano molte inchieste, non soltanto siciliane ma su tutto il Paese - e inoltre aggrediscono l’economia legale. Le mafie, infatti, utilizzano i proventi delle attività criminali per aggredire l’economia legale. Questo non significa che aggrediscano l’economia legale solo per arricchirsi.