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In piazza per chiedere un cambiamento nella sanità in Lombardia

Oggi in Piazza Duomo a Milano in tanti e distanziati a chiedere a Regione Lombardia un cambiamento: la presa d’atto del tragico fallimento della sanità lombarda di fronte al Covid e agire di conseguenza.
Non è stata sfortuna se in Lombardia ci sono stati così tanti contagi e un tasso di mortalità altissimo, il più alto d’Europa in rapporto alla popolazione e ai contagi.
“L’eccellenza lombarda” non ha tutelato i cittadini; ha lasciato soli troppi malati.
Una politica seria deve partire da qui: capire cosa non ha funzionato perché non ricapiti. Negare il problema, dire che è stato fatto tutto giusto, non solo è ridicolo ma anche colpevole.
Un sistema sanitario tanto avanzato e celebrato ha fallito per come è stato concepito, perché i fondi che dovevano servire per i Pronto Soccorso e le terapie intensive sono stati indirizzati altrove, come ha dimostrato l’inchiesta su Maugeri e San Raffaele e perché Maroni ha cancellato la sanità territoriale e chi è venuto dopo ha solo gestito l’esistente.
I lombardi non meritano una classe dirigente che, per difendere se stessa, rischi di farci rivivere la tragedia che abbiamo vissuto negando i problemi.

Una legge che aiuta a far ripartire la Giustizia e dà forza alla lotta alle mafie

Intervento in Senato in dichiarazione di voto della Conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, recante misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l'introduzione del sistema di allerta Covid-19 (video).

Voteremo, ovviamente, la fiducia al Governo su questo provvedimento. Quello che stiamo per votare è un provvedimento positivo ed importante, che aiuterà a far ripartire la macchina della giustizia dopo la lunga pausa imposta dalla pandemia, darà più forza alla lotta contro le mafie e consentirà, con una norma primaria, di sostenere uno strumento importante per combattere il Covid-19 come l'APP Immuni.
Voglio dire subito, come già riconosciuto anche da diversi interventi delle opposizioni, che la legge di conversione che stiamo per votare è frutto del contributo di tutti. Sono state votate decine di emendamenti che hanno migliorato e arricchito il testo del decreto. Molti di questi sono stati presentati dalle opposizioni e dalle minoranze e ciò va a merito dello spirito costruttivo che ha guidato il lavoro in Commissione Giustizia, ma anche della disponibilità del Governo a valorizzare i contributi del Parlamento.

Solo il garante nazionale ha incontri riservati con detenuti al 41 bis

In merito ad alcune notizie di agenzie apparse oggi preciso che l’emendamento presentato come Relatori all’art 2 del Dl 28 del 2020 in materia di giustizia serve a precisare che solo il garante nazionale può avere colloqui riservati con i detenuti al 41bis.
Dal testo dell’emendamento risulta molto chiaro che solo il garante nazionale 'accede senza limitazione alcuna all'interno delle sezioni speciali degli istituti incontrando detenuti ed internati sottoposti al regime speciale di cui al presente articolo e svolge con essi colloqui visivi riservati senza limiti di tempo, non sottoposti a controllo auditivo o a videoregistrazione e non computati ai fini della limitazione dei colloqui personali'.
I garanti regionali invece possono solo avere colloqui visivi esclusivamente videoregistrati con questi detenuti mentre i garanti comunali possono accedere esclusivamente in visita accompagnata negli istituti dove si trovano i detenuti al 41 bis, solo per verificare le condizioni di vita carceraria e non possono avere colloqui visivi.

Testo dell'emendamento:

A.S 1786
Emendamento

Art. 2