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Rigenerazione Urbana: la sfida per il futuro delle nostre città

Intervento alla videoconferenza organizzata dal PD di Castegnato (BS).

Credo che il tema della rigenerazione urbana sia assolutamente centrale: lo era già prima della pandemia e dopo lo è diventato ancora di più.
Rigenerazione urbana non deve solo voler dire riuso di ciò che non è più utilizzato o intervento sulle aree degradate ma deve voler dire mettere in campo una serie di obiettivi che vengono stabiliti nella legge che stiamo discutendo in Commissione Ambiente del Senato e di cui sono Relatore.
Gli interventi di rigenerazione urbana devono servire a migliorare l’impatto ambientale e l’efficientamento energetico degli edifici; devono pensare ad una dimensione commerciale sul territorio; deve esserci la questione dell’abitare al centro. La rigenerazione urbana, quindi, soprattutto nelle grandi aree urbane, deve servire anche a realizzare abitazioni a canoni contenuti e accessibili; deve saper pensare alla città in rapporto anche alla mobilità, ai servizi, alle strutture.
Gli interventi di rigenerazione urbana, dunque, devono consentirci di ripensare parti della città, definendone la vocazione.
Questo, oggi, diventa un imperativo perché abbiamo bisogno di governare le trasformazioni che avverranno nelle città, a prescindere dalle scelte dei Comuni, anche in conseguenza alla pandemia.

Disegno di legge Zan: dialettica con il centrodestra e tempi d'approvazione

Intervento alla videoconferenza organizzata dal Circolo PD Prato-Bicocca di Milano.

Il disegno di legge Zan al Senato è stato assegnato alla Commissione Giustizia, dove faccio il Capogruppo per il PD, per cui sto seguendo e gestendo questa vicenda.
Il disegno di legge Zan è stato approvato a novembre scorso alla Camera dei Deputati, dopo una lunga discussione, con una maggioranza più larga di quella che sosteneva il Governo Conte Bis, in quanto fu votato anche da diversi parlamentari di Forza Italia.
Il disegno di legge Zan è importante perché si è arrivati alla sua approvazione parziale dopo 27 anni che in Italia si tentava di mettere in campo una legge, uguale a quella che c’è in quasi tutti i Paesi avanzati dell’Europa, per punire le discriminazioni e gli atti di violenza contro persone omosessuali, transessuali (a cui poi la legge ha aggiunto altri soggetti).
L’obiettivo, quindi, era quello di dare anche all’Italia una legge che punisce le discriminazioni e le violenze contro questi soggetti che spesso sono vittime di odio per le proprie scelte e per la propria condizione.
La ragione per cui ci stiamo battendo, dunque, è che serve a questo Paese una legge coerente con le Direttive dell’Unione Europea, ribadite e approvate anche recentemente dal Parlamento Europeo, che ha definito il territorio dell’Unione come “LGBT Friendly”, cioè un luogo in cui si proteggono e non possono essere discriminate queste persone.

Lotta alle mafie e politica

Interventi alla presentazione del libro “Testimone di Ingiustizia” del giornalista Eugenio Arcidiacono, svolta a Paderno Dugnano (video).

Momenti di riflessione come questi sono importanti.
Conosco il lavoro che fanno le associazioni antimafia e penso che sia molto importante perché purtroppo le mafie ci sono, non sono solo al Sud ma sono anche al Nord, in tutta Europa e nel mondo.
Le organizzazioni criminali si sono globalizzate molto meglio di altre realtà.
Il libro di Eugenio Arcidiacono è molto importante perché racconta una storia di coraggio.
È la storia di una persona che ha avuto il coraggio di testimoniare e di rischiare in proprio, mettere anche la propria famiglia nelle condizioni di perdere tutto pur di ottenere giustizia, in un ambiente molto complicato come quello della ‘ndrangheta calabrese, dove i vincoli familiari sono quelli su cui si struttura e si regge l’intera organizzazione criminale e rompere, quel vincolo come ha fatto la protagonista del libro e come hanno fatto altre donne, è molto pericoloso.
Lo Stato ha bisogno dei pentiti e del coraggio delle persone che testimoniano contro le mafie.
Questo è lo strumento che ha consentito di dare colpi durissimi alle mafie, soprattutto quella siciliana.
Senza i pentiti, probabilmente Cosa Nostra non sarebbe nelle condizioni difficili in cui si trova e oggi continua a subire l’azione di contrasto della magistratura e delle forze dell’ordine, come mostrano i giornali.