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Non esiste una proposta di alleanza organica con M5S

Intervista di Radio Cusano Campus»

Sintesi ANSA: "Non c'è una proposta di alleanza organica tra Pd e M5s. I 5 Stelle hanno aperto alla disponibilità ad accordi su alcuni territori. Noi dobbiamo essere contenti di questa cosa. Dato che governiamo insieme dovremmo cercare di non essere avversari sui territori. Il nostro segretario da settimane sta ponendo una serie di questioni politiche prioritarie che servono per il Paese e per dare al Governo una stabilità". Così Franco Mirabelli, vicecapogruppo del Pd al Senato a Radio Cusano Campus.
"Conte? Può darsi voglia l'alleanza per dare più stabilità possibile alla sua maggioranza. Abbiamo imparato a lavorare insieme ma le differenze non si sono attenuate. Mi fa piacere che i 5 Stelle si rendono disponibili ad accordi sui territori. Mi dispiace invece che non ci sia convergenza in Puglia e Marche. Il PD deve avanzare un progetto per il Paese" afferma ancora Mirabelli che non crede alla possibilità che le regionali possono avere conseguenza sul Governo: "Sono fiducioso sulle elezioni regionali. Non credo che il centrodestra abbia saputo dimostrare in questi mesi di avere a cuore l'interesse del Paese".

L'alleanza con M5S nei territori rende più forte l'azione riformatrice del Governo

Dichiarazione ai telegiornali (video).

Il Pd è il soggetto fondamentale di una alleanza di governo impegnata a costruire un piano di riforme: lavoro, scuola, salute sono i punti fondamentali.
Lavoriamo sopratutto per i più giovani e per questo useremo le risorse del Recovery fund e del Mes.
Essere alleati con i 5S e non avversari, nei territori, alle amministrative, darà più forza all’azione riformatrice del Governo.

Video della dichiarazione»
Video dell'Agenzia Vista»

A proposito del Referendum di settembre

Intervento a SkyTg24 (video).

Mi sono battuto per una riforma costituzionale che prevedeva l’abolizione di una delle Camere.
Vedevo dei rischi in questa nuova riforma, come i miei colleghi e per questo abbiamo votato contro. Quando è stata approvata c’era un’altra maggioranza e questa non è una cosa che non conta. Quella maggioranza rischiava di caricare davvero il referendum soltanto di una vena populista.
Oggi c’è una maggioranza che, accanto alla riduzione dei parlamentari, ha fatto la scelta di introdurre una serie di correttivi e non è soltanto la legge elettorale, che comunque faremo e insistiamo affinché si faccia prima della data del referendum.
Noi stiamo insistendo affinché si faccia un primo passaggio parlamentare in una delle due Camere della riforma elettorale e venga votata prima del 20 settembre.
È un tema che fa parte dell’accordo di Governo e quindi andremo avanti.