mirabelli

Accertare i fatti avvenuti alle manifestazioni ma i colpevoli sono i violenti

Intervento in Senato nella discussione sulle comunicazioni della Ministra degli Interni riguardanti i fatti avvenuti durante le manifestazioni contro il green pass (video).

Ringrazio la Ministra dell’Interno per la sua relazione puntuale ed esauriente. D’altra parte i suoi detrattori hanno dovuto parlare di rave, di immigrati, di Linus e di altre amenità perché difficilmente è possibile smentire ciò che la Ministra ha detto.
Voglio partire da un dato che è stato citato anche nella relazione della Ministra dell’Interno. Dall’inizio della pandemia, nel nostro Paese si sono svolte oltre 5.700 manifestazioni di piazza, di cui 3.700 solo quest’anno. Quasi tutte le manifestazioni si sono svolte senza problemi, garantendo la possibilità e il diritto di manifestare a tutti, senza che questo comportasse violenze o danneggiamenti.
Se confrontiamo questi dati con ciò che è avvenuto in molti altri Paesi, a partire ad esempio dalla Francia, dove la gestione delle piazze è stata molto più complicata e gli incidenti molto più frequenti, forse dobbiamo essere riconoscenti alle forze dell’ordine e a tutti gli apparati dello Stato che hanno saputo gestire al meglio e con equilibrio situazioni spesso difficili.
Non lo dico per non affrontare o per minimizzare ciò che è successo, per nascondere l’assalto alla CGIL o i recentissimi episodi di Trieste e di Milano.

Il PD deve lavorare all’unità ma con M5S si può dialogare

Intervista del Secolo XIX (file PDF).

«Il PD Provinciale segua il percorso che è stato tracciato a Savona con la candidatura di Marco Russo: l’unità è la strada per la vittoria». Pensa ad un partito compatto all’appuntamento congressuale del 19 dicembre Franco Mirabelli, senatore del PD, nato a Milano e nominato Commissario Provinciale dei Dem per traghettare al Congresso il partito savonese.
Si è trovato ad accompagnare il PD di Savona alle elezioni amministrative.
«Apprezzo il lavoro che il candidato sindaco del centrosinistra, Marco Russo, ha svolto in questi mesi puntando su una coalizione larga, che guarda al civismo, ai riformisti e alla sinistra. Il PD, primo partito della coalizione, deve lavorare in una direzione di unità per costruire una forza coesa, capace di dare un contributo fondamentale nella coalizione».
A Savona avete rinunciato al dialogo con i Cinque Stelle. È una scelta definitiva?
«Dobbiamo lavorare per costruire un campo largo, capace di competere con la destra. È, quindi, importante aprirci a un dialogo anche con i Cinque Stelle: questo non vuol dire appiattirci sulle loro proposte ma confrontarci in modo costruttivo. Abbiamo tanti punti di vicinanza. Pensiamo al ballottaggio di domenica, a Savona: immagino che gran parte degli elettori dei Cinque Stelle sceglierà il candidato meno lontano dai propri temi, quindi, Marco Russo e non il candidato del centrodestra».