Incentivi per le ristrutturazione anche per cooperative ed ERP. Intervento in aula al senato

 
Il provvedimento in discussione, a mio avviso, va nella direzione giusta riguardo a due obiettivi: quello di migliorare le condizioni del nostro ambiente, favorire il risparmio energetico, migliorare l’efficienza energetica dei nostri edifici e, dall’altra parte, è un provvedimento che oggi può essere davvero di ossigeno per un settore in grande crisi come è quello dell’edilizia.
A questo provvedimento abbiamo presentato alcuni emendamenti e due Ordini del giorno per provare a migliorarlo ulteriormente, per provare a mettere in luce due questioni che credo vadano affrontate. La prima è correggere quell’interpretazione che ha dato l’Ufficio delle Entrate che consente di usufruire dei benefici per le ristrutturazioni e per l’efficientamento energetico solo alle società che investono queste detrazioni e usano questi benefici per edifici dedicati esclusivamente alla produzione. Questa è un’interpretazione molto restrittiva che impedisce a una parte importante dell’edilizia sociale di questo Paese di poter intervenire per ristrutturare i propri alloggi. Penso alle cooperative a proprietà indivisa e alle 40.000 famiglie che lì vi abitano: i residenti non hanno titolo per ristrutturare e, quindi, non hanno la possibilità di beneficiare di queste detrazioni ma allo stesso tempo alla proprietà cooperativa non viene riconosciuta la possibilità di godere di questi benefici.
Il secondo tema che abbiamo posto – e spero che il Governo e la maggioranza se ne facciano carico – è questo: noi siamo di fonte ad un patrimonio edile, a un patrimonio grande come quello dell’edilizia residenziale pubblica che in molte zone di questo Paese è abbandonato ed è abbandonato al degrado. Ragionare lì di efficienza energetica, ragionare lì di possibilità di consumare meno appare veramente un’utopia rispetto alle condizioni di tanti quartieri popolari delle nostre città.
Questo provvedimento sottolinea, giustamente, la necessità di dare priorità alle sedi della Pubblica Amministrazione, alle scuole per interventi di efficientamento energetico. Noi pensiamo, però, che anche il patrimonio pubblico vada nominato e che ci sia bisogno di un intervento serio su un patrimonio pubblico tanto degradato. Su questo è necessario intervenire innanzitutto nell’interesse degli abitanti, della qualità della vita degli abitanti ma anche dei costi che gli abitanti delle case popolari devono sostenere per spese che, in assenza di un efficientamento energetico, sono sempre più alte. Ma è anche nell’interessere pubblico fermare il degrado per non svalutare ulteriormente un patrimonio grande come quello dell’edilizia residenziale pubblica.
 
Mi auguro che il Governo e questo Parlamento, in sede di votazione, dedichino attenzione a questi temi.
2 luglio 2013
 
 
 
Pin It

Nascondi modulo commenti

 10000 Caratteri rimanenti

Antispam Aggiorna immagine Case sensitive