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Contro mafie e corruzione

Intervento all'incontro “Contro mafie e corruzione. Il ruolo degli Enti Locali per promuovere la cultura della legalità e una cittadinanza responsabile” a cui hanno partecipato anche Nando Dalla Chiesa, Fabio Bottero, Chiara Braga, Barbara Minghetti (video).

Faccio sempre un po’ di fatica ad intervenire ai dibattiti dopo Nando Dalla Chiesa: ho imparato tante cose in questi anni dai suoi libri e dal suo lavoro.
Dalla Chiesa ha detto che la ‘ndrangheta non è solo un’organizzazione criminale; non si può definire solo così. Noi ci abbiamo messo molti anni ad arrivare a dire, nella Seconda Relazione della Commissione Parlamentare Antimafia della scorsa Legislatura, che le mafie al Nord non sono solo infiltrate ma sono insediate profondamente in molte Regioni e in molti territori.
Solo qualche anno fa non solo non era scontato dire che c’era la mafia anche al Nord ma era addirittura tema di dibattito. A volte succede ancora che amministratori e politici vivano l’idea della presenza delle mafie sui propri territori come un’offesa da respingere.
Abbiamo fatto un dibattito a Lomazzo e questo tema era emerso: la diffusione dell’idea della presenza delle mafie veniva vissuta come una vergogna invece che generare reazioni per attrezzarsi per combatterle.
A rafforzare questa affermazione, a me ha colpito, che dalla ricerca fatta da Dalla Chiesa per la Commissione Antimafia, emerge che la ‘ndrangheta non sia solo un’organizzazione criminale ma soprattutto un’organizzazione sociale. Questo è dato dal fatto che per molti degli affiliati lo scopo non è l’arricchimento.

La riforma dell'ordinamento giudiziario è utile al Paese

Intervento all’Assemblea aperta dell’Associazione Nazionale Magistrati a Milano (video).

Ringrazio l’Associazione Nazionale Magistrati per l’invito e per la discussione fatta in Assemblea perché se si parlasse di più di giustizia come è stato fatto qui, confrontando posizioni diverse, anziché stando sempre dentro ad un dibattito tutto ideologico, sarebbe meglio.
La discussione fatta, quindi, va a merito di questa giornata, qualunque cosa si pensi sullo sciopero dei magistrati.
Condivido l’incipit della relazione del Presidente, nel senso che penso che la politica debba ispirarsi esattamente ai principi citati, cioè all’idea che abbiamo bisogno di una Giustizia che funzioni meglio, soprattutto nell’interesse dei cittadini, cosa che sfugge spesso nella discussione politica.
C’è poi un tema - che è giusto porre - di recupero della credibilità della Giustizia complessivamente nel Paese, perché tutti i dati dicono che, anche magari immeritatamente, per come si parla di Giustizia in Italia, la fiducia si abbassa e la credibilità della magistratura viene minata concretamente.
Credo, quindi, che questi siano due obiettivi importanti.
Questi sono anche gli obiettivi con cui abbiamo lavorato quest’anno. Al di là delle critiche e delle valutazioni diverse, infatti, la riforma del processo civile, la riforma del processo penale, la presunzione di innocenza e anche la discussione sulla riforma del CSM servono a questo.

Ce la metteremo tutta per approvare la legge Zan

Intervento svolto all'Agorà Democratica per rilanciare la legge Zan (video).

Ce la metteremo tutta per approvare la legge Zan.
La Commissione Giustizia del Senato è una commissione difficile; c’è un Parlamento difficile.
Credo, però, che non si possa fermare qui una battaglia. Questo l’ho pensato guardando le piazze piene il giorno dopo l’affossamento del DDL Zan in Senato la volta precedente, stando alla manifestazione all’Arco della Pace a Milano.
La battaglia non può finire qui perché non può vincere non solo chi ha sguaiatamente festeggiato l’affossamento della legge ma non può vincere anche chi su questa questione - che riguarda i diritti e la vita di tante persone - ha deciso di dividere il Paese, di dividere il Parlamento, di radicalizzare lo scontro contro questo, non proponendo un’altra legge o un altro modo di garantire i diritti delle persone ma contro i diritti delle persone. Questa cosa non può essere lasciata passare.
Da domani, la prima cosa che ci diranno è “avete presentato il disegno di legge così com’è e, quindi, non volete discutere, non volete confrontarvi” ma noi avevamo chiesto fin dall’inizio il confronto e abbiamo detto che eravamo disponibilissimi a discutere sulle preoccupazioni che c’erano rispetto all’articolo che riguardava la scuola; eravamo e siamo ancora disponibili a discutere rispetto all’articolo che ad alcuni appariva come un articolo che riduceva la libertà di opinione rispetto a questo tema.