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Basta polemiche e propaganda, l'Antimafia faccia il suo dovere per contrastare le mafie

Intervento in Aula al Senato (video).

Credo che questa discussione vada fatta in un modo diverso e in un contesto diverso, ricostruendo un quadro.
In questi mesi, noi abbiamo avuto sollecitazioni da molti - Forze dell’Ordine, magistratura, commercianti, realtà imprenditoriali - che ci hanno spiegato quanto la lotta alla mafia in questo momento assuma un valore ancora più particolare di prima, perché il rischio reale che le mafie possano approfittare della crisi economica che la pandemia ha prodotto è un rischio molto grave e molto rilevante.
Consentitemi di dirlo: se la risposta della politica e del Parlamento è questa discussione che si sta svolgendo in Senato, penso che sia totalmente inadeguata. Lo dico da capogruppo del PD in Commissione Parlamentare Antimafia che ha detto subito con grande chiarezza che i toni e il contenuto di alcune dichiarazioni del Presidente Morra erano sbagliati e non erano parole adatte a chi rappresenta un’istituzione.
Detto questo, se la situazione è quella che ho rappresentato, penso che dobbiamo cambiare registro, perché la discussione non si può esaurire in una polemica o in un braccio di ferro ma deve guardare alle priorità.
La priorità che abbiamo tutti noi è quella di combattere le mafie. Delegittimare - lo dico a tutti, non do la responsabilità a qualcuno – e svuotare o boicottare la Commissione Parlamentare Antimafia, far venire meno uno strumento decisivo nella lotta alla criminalità organizzata è una follia. Penso che sia una follia.

Centrodestra e Morra riflettano: l’Antimafia non si può fermare

Articolo pubblicato su Huffington PostImmagina.

La scelta del centrodestra di non partecipare ai lavori della Commissione Parlamentare Antimafia, per protestare contro le dichiarazioni del Presidente Morra, certamente improvvide e sbagliate sui calabresi e sulla compianta Jole Santelli, merita alcune riflessioni.
Occorre guardare agli effetti che quella scelta può avere sul funzionamento di una Istituzione che ha storicamente, in oltre 50 anni di vita, rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la lotta alle mafie.
Se è legittima e giustificata la protesta del centrodestra, non credo lo sia la scelta del boicottaggio che, peraltro, Forza Italia già attuò nella scorsa legislatura contro Rosy Bindi.
Non lo è perché è evidente che così non si colpisce o si penalizza soltanto il Presidente, ma si mina e si interrompe il lavoro della Commissione stessa.
Aggiungo che, e su questo credo che il centrodestra debba fare una riflessione coraggiosa, questa discussione e la legittima indignazione per esternazioni che un rappresentante delle istituzioni non può permettersi, non può portare alla rimozione dell'ennesima inchiesta che conferma il radicamento in Calabria della ‘ndrangheta e i suoi rapporti consolidati con l'economia e la politica.
Dare l'idea che la politica preferisca parlarsi addosso rinunciando ad affrontare un tema, quello della lotta alle mafie, decisivo per il futuro non solo della Calabria ma dell'intero Paese, colpisce la credibilità non solo della Commissione, ma della politica stessa.

Bonus 110% del Decreto Rilancio e le opportunità che ne derivano

Intervento alla videoconferenza organizzata dalla Fondazione Quercioli e dalla Cooperativa Abitanti di Settimo Milanese (video).

Al momento attuale, lo scenario è in evoluzione, non tanto sul tema del superbonus del 110%, che è già definito, ma rispetto alla questione della rigenerazione urbana e agli interventi sulle città, per cui siamo in una situazione in itinere.
Ci sono molte proposte e molte ipotesi di lavoro anche concrete.
È evidente che ormai il tema della rigenerazione urbana è diventato fondamentale.
Nel frattempo, su questo fronte, ci sono già due strumenti attivi.
Il primo è appunto il superbonus del 110%: è stato approvato dal Parlamento sulla base di un decreto del Governo, che ha messo in campo questa misura anticiclica. Il fatto di garantire una detrazione del 110% rispetto a quello che si spende per il recupero del patrimonio edilizio, la messa in sicurezza degli edifici e l’efficientamento energetico, ovviamente, corrisponde all’idea di creare una misura che serva a far ripartire un pezzo dell’economia nazionale. La norma, infatti, coinvolge un settore importante come quello dell’edilizia ma non solo, perché quando parliamo dell’efficientamento energetico e in particolare parliamo della sostituzione dei sistemi di riscaldamento, dell’utilizzo di energie alternative e rinnovabili e di cose che coinvolgono una serie di aziende e un indotto che si fonda sulla ricerca, sulla tecnologia e sull’innovazione.