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Riconfermare Conte. Responsabili al posto di Iv? Non è escluso

Intervista di Affaritaliani.

"Per il Pd, per il bene del Paese, la soluzione su cui lavorare dopo l'uscita dal Governo di Italia Viva è quella di riconfermare Conte che non va messo in discussione e verificare la possibilità di confermare questa maggioranza, non escludendo di poterla allargare". Lo afferma ad Affaritaliani.it il vicecapogruppo al Senato del Partito Democratico Franco Mirabelli all'indomani dell'annuncio da parte di Matteo Renzi delle dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti e del sottosegretario Scalfarotto. "Questa è l'unica possibilità per fare ciò che serve all'Italia. Serve una maggioranza politica che guidi il Paese fino al 2023 per affrontare i temi della pandemia oggi e del rilancio dell'economia domani. Governi tecnici o soluzioni pasticciate non danno garanzie al Paese".
E se non si arrivasse alla pace tra Conte e Renzi restano solo le elezioni?
"Vediamo, credo che il voto sarebbe una cosa negativa per il Paese, una follia alla quale possono pensare solo gli irresponsabili del Centrodestra. Occorre fare tutto ciò che è possibile per uscire da questa crisi con una soluzione chiara e trasparente e che crei condizioni per dare all'Italia un governo forte che sia anche in grado di fare le riforme. Questo deve essere l'obiettivo oggi, poi elezioni o subordinate vedremo. Sottolineo che Renzi ha reso difficilissima la situazione per la maggioranza ma soprattutto per il Paese".

Carcere e pandemia

Intervista di Extrema Ratio.

Per limitare i danni che la pandemia sta causando nelle carceri, nel D.l. Ristori sono state previste alcune misure, tra cui la possibilità d’esecuzione della pena nel domicilio per chi ha meno di 18 mesi da scontare e l’allungamento della durata delle licenze premio straordinarie e di quella straordinaria dei permessi premio. Si ritiene soddisfatto? Davvero non si poteva fare di più in un momento di emergenza come questo?
Credo che si sarebbe dovuto e si debba tutt’ora fare di più. Abbiamo ottenuto l’approvazione di due emendamenti che coinvolgono una platea di circa 1300 beneficiari. Queste misure permetteranno ai detenuti che devono scontare meno di 18 mesi di ottenere i domiciliari, e a coloro che godono di permessi premio o di lavoro di restare fino al 31 gennaio al di fuori delle mura carcerarie. Sono misure importanti, ma è ancora insufficiente. Data la situazione complessiva delle carceri, penso che aumentare fino a settantacinque giorni (rispetto ai quarantacinque che erano in passato, ndr) lo sconto di pena che il detenuto può ottenere ogni semestre per buona condotta possa già essere un gran passo avanti. Ciò anche in vista degli interventi volti alla sistemazione delle strutture carcerarie, previsti dal recovery fund.
Non sarebbe opportuno intervenire anche attraverso misure diverse dalla mera manutenzione o costruzione di strutture carcerarie?

Metropolitana gialla: la speranza è il Recovery Fund

Intervista del Giorno.

I Fondi europei per il rilancio post-covid riaccendono la speranza di riuscire a prolungare il metrò da San Donato a Paullo.
Sbloccare l'impasse nella quale il progetto sembra essersi arenato è un obiettivo raggiungibile secondo il senatore Pd Franco Mirabelli, tra i parlamentari che si stanno interessando dell'argomento.
«I fondi per la metropolitana, in capo al Ministero dei Trasporti, ora sono implementati da una parte del Recovery Fund - spiega. In questo contesto, avanzare una richiesta di finanziamento per il metrò di Paullo diventa fattibile, tanto più che di quest’opera esiste già un progetto e che tutti, Comuni e forze politiche, condividiamo il medesimo intento».
Non significa che i lavori partiranno domani, è chiaro, ma l’iter per realizzare l’intervento potrebbe essere un po’ meno tortuoso.
«Non è escluso - prosegue - che durante la discussione parlamentare sul Recovery si possa presentare un ordine del giorno dedicato alla M3, sostenuto da tutte le forze politiche».
Mirabelli è tra i parlamentari che hanno partecipato ad un recente incontro col C6, il comitato che si batte per il metrò: in quell’occasione è emersa una convergenza bipartisan sulla necessità di realizzare l’opera, portando il nuovo capolinea a Paullo e scartando l’ipotesi più breve, solo fino a Peschiera Borromeo.