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Diritti civili, economia e pandemia

Intervento a Radio Immagina (audio).

In queste settimane in Senato ci stiamo battendo perché la questione dei diritti civili non sia secondaria. Ci stiamo battendo affinché prevalga il buon senso e la Legge Zan, che è stata già approvata alla Camera dei Deputati, venga calendarizzata anche al Senato e si passi così a una discussione di merito, contando che ci siano le condizioni per approvare quel disegno di legge anche qui.
La Legge Zan è una legge importante che riguarda i diritti civili; viene presentata come una legge divisiva ma davvero non riesco a capire come si possa definire “divisivo” un tema come quello del rispetto dei diritti civili di soggetti che hanno oggettivamente bisogno di tutele.
La cronaca mostra quotidianamente che ci sono persone che vengono prese di mira e questa è la ragione per cui bisogna introdurre i reati di odio contro gli omosessuali, i transgender e le persone che oggi vengono spesso prese di mira per la loro condizione. Credo, quindi, che sia giusto fare questa legge, come è stato giusto fare la Legge Mancino, che interviene su altre categorie.

Criminalità e Covid: la lotta alle mafie al tempo della pandemia

Intervento all'incontro organizzato da La Svolta per gli Studenti, a cui hanno partecipato anche Pasquale Angelosanto (Comandante ROS), Renato Balduzzi (Costituzionalista), Roberto Tartaglia (Vicedirettore DAP) - video.

È importante il tema che è stato scelto per questa iniziativa.
Credo, infatti, che sia importante parlare di queste questioni.
Penso che una delle cose più importanti che ha fatto la Commissione Parlamentare Antimafia in questi anni, dal 2013 in poi, anche grazie alla collaborazione con Nando Dalla Chiesa, sia stato il fatto di studiare un fenomeno importantissimo come quello della ‘ndrangheta e arrivare a dire, nella Relazione Conclusiva dei lavori della scorsa Legislatura, che le mafie sono insediate in tutto il Paese, anche nel Nord e non si tratta soltanto un’infiltrazione, non è solo la mafia che viene a riciclare i frutti delle attività illecite dove ci sono i soldi e dove c’è la Borsa ma c’è qualcosa di più.

Le carceri italiane sono le più sovraffollate d'Europa: bisogna intervenire presto

Di fronte al rapporto “Space” del Consiglio d’Europa che definisce di nuovo le carceri italiane come le più sovraffollate dell’Unione europea, non si può e non si deve restare indifferenti.
Occorre intervenire presto.
Serve coraggio per garantire, secondo il dettato costituzionale, il rispetto della stessa funzione rieducativa della pena e una detenzione in spazi sicuri e accettabili.
Per questo non si può più aspettare e chiediamo al Governo di prevedere una norma che aumenti, come abbiamo già proposto, la premialità per buona condotta da 45 a 60 giorni ogni semestre, anticipando così il fine pena.
Ancora, le misure prese per fare fronte all’emergenza Covid, hanno funzionato e da lì si può ripartire per renderle strutturali.
In particolare, la possibilità di chi gode del permesso di lavoro esterno di non tornare in carcere ha dimostrato di essere utile senza che vi siano state violazioni riscontrate o fughe.