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Mi aspetto che Forza Italia voti con noi sul Mes e sul bilancio

Intervista di Diario del Web.

«Non è un tabù l'ingresso di Forza Italia in maggioranza». Questa breve frase ha avuto l'effetto di un terremoto nel mondo politico. Senatore Franco Mirabelli, come avete preso nel Pd questa clamorosa apertura di Prodi?
Credo che il tema sia semplice. Prodi ha riconosciuto la stessa cosa che riconosciamo noi: cioè che Forza Italia ha, potenzialmente, un atteggiamento diverso dal resto dell'opposizione. Salvini e Meloni preferiscono agitare i problemi e strumentalizzarli per mero consenso elettorale, piuttosto che dare una mano a risolverli. Berlusconi, al contrario, ha più volte espresso la propria disponibilità. Questo non vuol dire cambiare la maggioranza: c'è un governo che, credo, andrà avanti per i prossimi mesi, se non anni. E c'è bisogno di un'opposizione che, come succede in tutta Europa e in tutto il mondo, di fronte ad una situazione così drammatica, dia una mano a trovare soluzioni per i cittadini.
Prodi, però, non ha parlato di opposizione responsabile, ha parlato testualmente di ingresso di Berlusconi in maggioranza.

Le dico quello che penso io. Cioè che la maggioranza e il governo non siano in discussione, ma che sia utile che Berlusconi rappresenti un'opposizione seria e responsabile, che guardi all'interesse del Paese. Ovvero, che si sottragga alla leadership di Salvini e della Meloni. E non mi pare che lui voglia fare nient'altro.

Serve fare chiarezza sulle RSA lombarde per evitare altri errori

Intervento in Senato in replica al Viceministro della Salute, che ha risposto all'interrogazione presentata per capire cos'è avvenuto nelle RSA lombarde durante l'emergenza covid (video).

Ringrazio il Viceministro Sileri e il Governo per aver ribadito la volontà del Governo di tenere aperto un focus sulla vicenda delle case di riposo in generale, dopo quello che è successo con la pandemia.
Colgo l’invito e faremo un’altra interrogazione per avere i dati più aggiornati sulla situazione delle case di riposo.
Prendo atto anche delle riposte venute dalla Regione che il Viceministro ha riferito; credo, infatti, che i dati venissero da Regione Lombardia e ne prendo atto.
Registro che continuano ad essere risposte autoassolutorie.
Alcune cose, anche rispetto al testo dell’interrogazione, non tornano: a noi, ad esempio, risulta che sia stato dato il diniego a molte case di riposo che a febbraio avevano chiesto di poter chiudere ai parenti.
Questo non è per cercare adesso le responsabilità su cui ci sono già diverse indagini della magistratura. Il tema, invece, credo che sia quello che ha posto il Presidente della Repubblica quando è stato in visita a Bergamo, cioè capire cos’è successo, capire cosa si è sbagliato per evitare che risucceda.
Questo è il tema.

Fiorenza Bassoli, donna delle istituzioni

Intervento in Senato in ricordo di Fiorenza Bassoli (video).

È un dolore ma è soprattutto un dovere dare un ultimo saluto a Fiorenza Bassoli in quest’Aula, dove Fiorenza ha lavorato per due legislature; dai banchi di quello che è stato sempre il suo gruppo e il suo partito.
Fiorenza è stata una donna di parte, una donna di sinistra, un’antifascista, che ha fatto della concretezza e del riformismo il proprio riferimento nella sua vita politica. In nome di questi principi si è sempre battuta nella società e anche nel suo partito ed è bello che l’abbia voluto ricordare ieri il Presidente emerito Giorgio Napolitano in un telegramma.
Fiorenza è stata soprattutto donna delle istituzioni, convinta che il compito di un rappresentante dei cittadini dovesse essere sempre quello di guardare all’interesse generale e alla salvaguardia delle istituzioni e della democrazia.
Con questo spirito ha saputo rappresentare con autorevolezza e equilibrio il Consiglio Regionale lombardo da Vicepresidente per un’intera legislatura.
Ma i grandi amori di Fiorenza, per cui non la dimenticheremo, sono quelli su cui ha lasciato il segno, da donna intelligente, attenta, capace di avere spesso quella marcia in più che tante donne sanno di avere.
Prima di tutto il grande amore per la sua città, Sesto San Giovanni, la città operaia, medaglia d’oro della Resistenza.