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Emendamenti alla Legge di Bilancio su casa, Milano, usura e carceri

Ecco alcuni dei più importanti emendamenti alla Legge di Bilancio che ho presentato a mia prima firma in Senato riguardanti la casa (fondo sostegno affitti, detrazioni e tracciabilità), la città di Milano (MM, MiTo e Expo), usura e carceri.

Politiche per la casa

Incremento delle detrazioni per le locazioni

A.S. 2448
Emendamento
Art. 7

MIRABELLI


Dopo l'articolo 7, aggiungere il seguente:
Art. 7-bis
(Detrazioni fiscali in favore del conduttore in locazione abitativa)
1. All’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 01, lettera a), le parole: “euro 300,00” sono sostituite dalle seguenti: “euro 600,00” e alla lettera b), le parole: “euro 150,00” sono sostituite dalle seguenti: “euro 300,00”;
b) al comma 1, lettera a), le parole: “Lire 960.000” sono sostituite dalle seguenti: “Euro 1.200,00” e alla lettera b), le parole: “Lire 480.000” sono sostituite dalle seguenti: “Euro 600,00”

Conseguentemente, all'articolo 194, sostituire le parole: «di 600 milioni di euro per l'anno 2022 e 500 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023» con le seguenti: «di 550 milioni di euro per l'anno 2022 e di 450 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023.»

Diritti dell’abitare: per una società più giusta, sostenibile e inclusiva

Intervento svolto alle Agorà Democratiche (audio dell'evento).

Durante la discussione mi pare che sia emersa tutta la complessità di un tema che non riusciremo ad esaurire oggi.
Sono molto convinto che ci sia un tema che riguarda certamente la necessità di mettere in campo risorse economiche pubbliche ma credo, però, che in questo momento ci sia soprattutto il tema di mettere in campo politiche pubbliche, decidendo quale indirizzo vogliamo dare ad esse.
Per capire questo abbiamo bisogno di guardare alla domanda.
Nel corso del dibattito sono state poste alcune questioni giuste, tra cui quella dei giovani, quella di tante famiglie di lavoratori dipendenti che fanno fatica a trovare casa nelle grandi città, aggiungo le problematiche degli studenti universitari fuori sede che difficilmente trovano alloggio.
È ormai saltato un modello, che era quello del lavoro legato al territorio, per cui le persone compravano la casa vicino al luogo di lavoro e stavano lì fino alla pensione.
Quel modello è saltato e oggi la risposta che è stata data negli anni precedenti - per cui l’80% delle famiglie ha una casa di proprietà e ci sono poche case in affitto, spesso destinate ai soggetti più deboli, quindi in edilizia residenziale pubblica - non risponde più alle nuove domande.
Credo, quindi, che dobbiamo dirci con grande chiarezza che il tema delle politiche pubbliche debba essere quello di mettere a disposizione case in affitto a canoni accessibili per le famiglie.

Combattere le mafie difendendo la Costituzione

Intervento svolto all'Agorà sul tema dell'ergastolo ostativo (video).

Abbiamo iniziato le Agorà con un incontro in cui ci si occupava di lotta alla mafia, il 10 dicembre proseguiremo con un’Agorà che si occuperà di un altro tema importante quale è l’usura e come migliorare la legge sull’usura.
Venendo al tema di oggi, mi pare che il testo base su cui sta lavorando la Camera dei Deputati sia buono per ciò che riguarda il recepimento della direttiva Corte Costituzionale rispetto all’ergastolo ostativo.
Suggerirei di cimentarci su un altro tema, come suggeriva anche Valentina Alberta della Camera Penale di Milano, cioè provare a mettere in questa legge anche il contenuto della sentenza della Corte Costituzionale, in cui è spiegato che non è necessaria la collaborazione per accedere ai benefici per gli imputati condannati per i reati del 4-bis.
Già che facciamo una legge, infatti, facciamola bene.
Facciamo questa legge con l’attenzione a fare una riflessione seria e approfondita.
L’ergastolo ostativo è un tema che si presta molto alle strumentalizzazioni, se si semplifica.
Abbiamo visto cos’è avvenuto anche sulle misure che abbiamo preso rispetto all’ordinamento carcerario durante la pandemia.
Su questi temi è facile semplificare e strumentalizzare.
Noi, invece, abbiamo bisogno di trovare un equilibrio tra un principio costituzionale - che va garantito, anche in misure emergenziali eccezionali come queste - e la garanzia che queste persone non possano tornare a rafforzare, arricchire o addirittura a dirigere le mafie.