m6

Il sacrificio di Falcone e la difesa della democrazia dalla minaccia mafiosa

Articolo pubblicato su Immagina.

La strage di Capaci e quella in cui perse la vita Paolo Borsellino hanno segnato il punto più alto dell’attacco della mafia allo Stato, alla nostra democrazia e alla nostra convivenza. Ma proprio quando Cosa Nostra sembrava più forte tutto il Paese ha reagito. Uno straordinario movimento di popolo e le istituzioni, insieme, hanno battuto quel disegno eversivo e sconfitto Cosa Nostra. E fu proprio Falcone con le sue intuizioni e il suo lavoro, grazie alla costruzione della Direzione nazionale antimafia e alla comprensione della necessità di “seguire i soldi”, di indagare cioè sui movimenti finanziari e di partire da lì per colpire le mafie, ad indicare la strada.
Falcone è stato ucciso, insieme alla moglie e alla scorta, perché colpendo lui si voleva impedire si realizzassero quei progetti e si voleva punire chi aveva avuto il coraggio di decapitare i vertici mafiosi. Questo Paese dovrà sempre essere grato e riconoscente ad un uomo che ha sacrificato la vita per consentire all’Italia di avere, oggi, strutture investigative e norme di contrasto alle mafie considerate tra le più efficaci ed efficienti e da cui tutto il mondo prende esempio.
Ricordare Falcone oggi significa sapere che le mafie sono certo cambiate, che la loro pericolosità per la nostra democrazia e la nostra convivenza è sempre enorme e che combatterle deve essere una priorità per le istituzioni.

Coronavirus: i tragici errori della Lombardia e i cambiamenti necessari

Intervento svolto alla videoconferenza "Coronavirus: i tragici errori della Lombardia e i cambiamenti necessari" con Beatrice Lorenzin, Carlo Borghetti e Emilia De Biasi (video).

In Parlamento ci sono state un po’ di discussioni anche accese sulla Lombardia e, in particolare, sulla sanità lombarda. C’è stato anche uno spiacevole intervento di un parlamentare di M5S che ha attaccato la Lombardia e i lombardi in maniera scriteriata, consentendo alla Lega di fare un po’ di vittimismo. Credo, però, che su questa vicenda occorra anche fare un po’ di chiarezza.
Salvini, in Senato, ha detto che ama la Lombardia ma non credo che sia un bel modo di amare la Lombardia quello di nascondere la realtà.
La realtà è che in questa Regione la percentuale di morti è stata la più alta d’Italia ma anche d’Europa e, quindi, qualcosa non ha funzionato sul modo di curare i malati e questa discussione va affrontata, non per gettare la croce addosso a qualcuno ma perché bisogna evitare che si ripeta.
C’è stata anche un’intervista a Formigoni in cui l’ex Presidente lombardo scarica su Fontana la responsabilità di non aver attivato immediatamente la sanità privata per assistere i malati e ha attaccato Maroni dicendo che è stato lui a cancellare la sanità territoriale in Regione e, quindi, ha una responsabilità molto forte rispetto a quello che è successo.

Sconfitto l'assalto al Governo

Intervista della Discussione.

On. Mirabelli, Palazzo Madama in 160 bocciano la mozione del centrodestra contro il Guardasigilli, 158 quella della Bonino. A favore votano rispettivamente 130 e 124 parlamentari. Il PD ha salvato Bonafede anche per responsabilità di Governo?
Abbiamo votato con convinzione contro le mozioni per ragioni di merito e di metodo. È evidente il tentativo delle opposizioni di usare un tema tanto importante e tanto delicato come quello della giustizia per provare a far cadere il governo scommettendo sulle differenze che convivono in una maggioranza di coalizione. Tentativo fallito. La maggioranza ha risposto in modo coeso. Certo, in un momento così difficile per il Paese dispiace che l’opposizione non abbia ritenuto di concentrarsi sui problemi concreti.
Nessun’ombra per voi su Bonafede?
Bonafede ha chiarito ogni punto e la vicenda Di Matteo è stata ormai sviscerata in ogni sua parte. Ci sono stati limiti nella gestione del DAP che ha creato una serie di problemi ma noi, mentre Salvini presentava mozioni di sfiducia, abbiamo messo subito in campo due decreti che stanno già funzionando per impedire la scarcerazione di altri detenuti per reati di mafia.
Avete però chiesto a Bonafede un cambio di passo rispetto al passato, cosa vuol dire?
È chiaro a tutti che oggi Bonafede è ministro di un Governo diverso di quello giallo verde e che la discontinuità con quello precedente deve essere maggiore di quanto sia stata finora.