05 Marzo 2009
Articolo per mensile Zona 9 di MarzoIl consiglio regionale del 3 marzo ha approvato una nuova norma urbanistica che rischia di produrre effetti molto negativi sulla nostra città.
In sostanza la maggioranza ha scelto di consentire la costruzione di case anche sulle aree attualmente destinate a verde.
Una scelta incomprensibile nel momento in cui è la stessa giunta regionale a presentare una fotografia della Lombardia che racconta di un livello di consumo del territorio ormai non piu’ sostenibile.
Anziché prendere atto di ciò la maggioranza ha deciso di consumarne altro, mentre, come avevamo proposto, sarebbe stato possibile affrontare il bisogno di casa senza ridurre ancora il verde, semplicemente incentivando il riuso dei tanti palazzi di uffici inutilizzati che ci sono ( a Milano hanno una dimensione equivalente a quella di 30 grattacieli Pirelli).
Oltre a ciò al comune di Milano è stata garantita la possibilità di decidere sulle trasformazioni urbanistiche nel chiuso della sala Giunta senza coinvolgere, come avviene in tutti gli altri comuni, il consiglio comunale.
Con la scusa delle opere dell’expo si creano le condizioni perché le scelte, non solo quelle legate all’expo’, vengano fatte senza il contributo dei rappresentanti dei cittadini con il rischio di assistere, come abbiamo dovuto fare proprio nella discussione in Regione su questa legge ad una discussione poco trasparente in cui conta più il bisogno di dare a tutte le forze di maggioranza un contentino anziché l’interesse della città.
Insomma si era partiti sostenendo la necessità di bloccare gli interventi estemporanei sull’urbanistica costringendo i comuni a presentare i Piani Generali del Territorio per avere una idea di città di riferimento e, a Milano, si consente alla Giunta di fare varianti urbanistiche senza che vi sia il piano e, addirittura, senza che ci sia una discussione pubblica sui provvedimenti.
Intanto sono cominciate ad arrivare a casa degli inquilini Aler il cui quartiere è inserito nel piano vendite le lettere in cui si spiega quale è il prezzo d’acquisto e si chiede se ci sia o meno la disponibilità all’acquisto.
Si tratta di un sondaggio che deve permettere all’Aler di capire quali sono i condomini inseriti nel piano vendite in cui prevale la volontà di acquistare da parte degli inquilini.
Sulla base di questo sondaggio, in un secondo tempo, l’Aler produrrà il definitivo piano vendite e formalizzerà la proposta di acquisto.
Per questo la richiesta di 500 euro per le spese e come atto vincolante, che è contenuta nella lettera che è stata inviata a noi sembra inopportuna visto che si chiedono soldi senza la certezza che quelle case verranno messe in vendita. Su questo abbiamo presentato una interrogazione in Regione per chiedere che, come già deciso, in questa prima fase ci si limiti al sondaggio della volontà di acquisto, senza richieste di denaro.Infine martedì 10 abbiamo presentato in consiglio una mozione di censura nei confronti dell’assessore alle infrastrutture e ai trasporti Cattaneo.
I problemi quotidiani che vivono i pendolari, sia che viaggiano con le FS o con le Nord e che sono ulteriormente peggiorati con l’introduzione dell’orario invernale accettato dall’assessore, l’incapacità di far valere l’interesse dei Lombardi sulla vicenda Alitalia che oggi rischia di mettere in difficoltà gli aereoporti milanesi e, infine, i ritardi nella realizzazione di tutte le opere viarie di collegamento già finanziate.
Sono tutte buone ragioni per chiedere all’assessore di prendere atto della propria inadeguatezza a ricoprire un ruolo tanto importante.






