In questi anni Milano si è sviluppata in maniera disordinata, è mancata una idea di città, è mancato un governo del territorio capace di individuare i bisogni e gli obbiettivi in funzione del miglioramento della qualità della vita di chi la abita ed è mancata la capacità di investire sul suo futuro sociale, economico, ambientale
Si è governato senza una visione d’insieme e senza una capacità dell’Amministrazione di produrre progettualità.
Così si sono riutilizzati pezzi interi del territorio milanese, penso soprattutto alle aree dismesse, senza che ci fosse quella necessaria regia per garantire un livello adeguato insieme di servizi, trasporti, opportunità economiche ed occupazionali e offerte abitative adeguate alle diverse domande e alle diverse condizioni di reddito.
Si sono fatti crescere interi quartieri senza i necessari servizi e spesso è toccato ad altri (la cooperazione) colmare questo deficit e si è rinunciato attorno a funzioni importanti come i nuovi siti universitari di Bovisa e Bicocca a realizzare nuove opportunità di produzione, ricerca e innovazione che sfruttassero il contributo che da lì potrebbe venire.
Ancora, i dati di questi giorni sull’inquinamento ci dicono che le politiche messe in campo per diminuire il traffico e le emissioni dalle centrali termiche sono state fallimentari, l’ecopass non è servito ed è mancato un sistema capace di agire sulle tariffe per incentivare l’uso del mezzo pubblico e di disincentivare l’uso dell’auto.

Insomma è mancato un progetto non dirigista ma capace di indicare obbiettivi e scelte di qualità per il futuro, si è cambiato il volto di una parte importante di città con varianti e interventi diversi senza che vi fosse un quadro condiviso.
La discussione in corso in Comune sul Piano di Governo del territorio dovrebbe colmare questa lacuna, dare cioè alla città uno strumento urbanistico capace di definire criteri e obbiettivi dello sviluppo futuro della città.
Dico dovrebbe perché anche in queste settimane considerando le diverse proposte che il governo cittadino sta avanzando si fatica a trovare una coerenza, una visione.
Ad esempio l’idea di un tunnel che attraversa la città da Rho fino a Linate, per come si sta definendo è una idea che contrasta apertamente con la filosofia che ha portato ad inventare l’ecopass e con quella di chi, come noi, sostiene sia necessario disincentivare l’accesso in auto al centro cittadino.
Infatti prevederebbe un tunnel che consentirebbe (al modico prezzo di 8 euro), non solo di passare da una parte all’altra della città ma, e qui è la contraddizione, di accedere al centro attraverso numerose uscite che produrrebbero un ulteriore congestionamento del traffico.
Insomma si dica cosa si vuole: meno auto in città o favorire l’accesso delle auto in centro?
Spostare il traffico di attraversamento fuori da Milano con la creazione della nuova tangenziale est esterna o farlo passare sotto la città.
Il governo cittadino deve , come non ha fatto in questi anni, decidere nell’interesse dei milanesi e non delegare ad altri scelte in contraddizione l’una con l’altra e spesso costose per i cittadini.

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