C'è un nodo politico che sta prepotentemente emergendo nel dibattito di queste settimane sulla questione della sicurezza e che è utile mettere in evidenza perché rischia di perdersi tra gli slogan, le semplificazioni  e le strumentalità con cui la destra ha costruito la sua campagna d'inverno.
Il nodo è quello dei diritti dei cittadini e della funzione delle istituzioni in rapporto ad essi. C'è qui un discrimine vero, evidente e visibile tra destra e sinistra. La contrapposizione non è certo quella che opporrebbe una destra attenta alla sicurezza ad una sinistra attenta solo alla solidarietà. Né, come è chiaro a chiunque abbia seguito la politica italiana in questi anni ed in particolare le prese di posizione dell'onorevole Berlusconi, quella  che descrive una sinistra lassista ed una destra fortemente attenta a difendere i principi di legalità.

La sinistra democratica ha ormai da tempo assunto la questione della sicurezza e della convivenza civile come una priorità della propria iniziativa a Milano e lo sta facendo con la consapevolezza che la sicurezza è un bisogno di tutti ma soprattutto dei cittadini più deboli che sono anche i più esposti e i più indifesi.

Semmai ciò che ci divide dalla ricetta della destra è la ferma convinzione che occorra una convivenza in cui si coniughino sicurezza, diritti e libertà. Non siamo disposti ad accettare la semplificazione che propone di ridurre, in nome della sicurezza, le libertà di tutti e i diritti dei più deboli.La questione che si sta ponendo in queste settimane e che sta dividendo la città non sta nel discutere la necessità di un intervento delle forze dell'ordine più efficace, su questo siamo d'accordo e su questo il governo ha preso impegni precisi che già si stanno concretizzando. Il punto è se l'amministrazione comunale si debba assumere la responsabilità di garantire i diritti di tutti oppure no.

La risposta del centro destra è chiara. Si spiega per esempio che non è compito dell'amministrazione costruire le strutture dell'accoglienza e dell'integrazione per gli immigrati così come dice la legge e si fa finta di nulla di fronte al fatto che interi pezzi di città restano da anni abbandonati senza che nessuno intervenga, senza che nessuno concordi con le proprietà misure che evitino il degrado.Il grande clamore di queste settimane non può nascondere questo dato: c'è una amministrazione che rinuncia a mettere in campo politiche di governo e questa assenza si scarica su tutti, su chi abita nelle periferie degradate e subisce i disagi della assenza di volontà di intervento, sugli immigrati che arrivano in città per lavorare e che si vedono privati di ogni accoglienza e si sentono sempre più assimilati ai criminali.

C'è un altro paradosso su cui  riflettere: mentre l'amministrazione scarica sul volontariato l'intera responsabilità di garantire i diritti dei cittadini italiani e stranieri più deboli, pezzi interi della maggioranza di centro destra accusano le associazioni. A loro imputano di essere solidali con chi soffre , e non stiamo parlando né di criminali, né di clandestini, e di trovare uno spazio per loro in una città in cui non dovrebbero avere spazi. La logica è quella che considera gli immigrati un problema da rimuovere e non uomini e donne che costituiscono una ricchezza per la città e che pongono problemi che una società civile e moderna deve saper risolvere e affrontare, affermando anche un principio di legalità che va praticato severamente ma che significa doveri e diritti.La parte della maggioranza e della Giunta che ha prevalso in queste settimane continua a sollecitare gli istinti peggiori, la voglia di escludere e non di includere, di chiudere la città scaricando altrove i problemi.
Siamo preoccupati per come queste assenze possano produrre un ulteriore degrado della qualità della vita nella città e nelle periferie e siamo preoccupati per come questa logica dell'esclusione e della semplificazione possa produrre una convivenza civile sempre più difficile, meno tollerante, più gravosa per chi più ha più bisogno.
La manifestazione del 13 febbraio, indetta dalle organizzazioni sindacali, deve diventare un momento in cui riprende la parola la Milano della legalità, dei diritti e delle libertà, della solidarietà e dell'inclusione. Per questo si impegneranno nei prossimi giorni i Democratici di Sinistra.

FRANCO MIRABELLI - coordinatore DS Milano

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