Contributo pubblicato su EUROPA
Il prossimo weekend può e deve essere un appuntamento importante per tutto il Partito democratico.
A Cortona Area democratica vuole darsi l’obbiettivo di contribuire alla discussione del Pd con l’ambizione di definire, dopo la sconfitta elettorale, una agenda di temi che guardino al paese da cui partire per disegnare con più nettezza il profilo di una forza politica.
Forza che, ce l’hanno detto gli elettori, sconta un deficit di credibilità e di progetto che non ci fa intercettare la domanda di cambiamento che nel paese c’è e si esprime in altri modi.
Un tema decisivo mi pare essere quello del Nord, che va affrontato senza scorciatoie organizzativiste, ma guardando in faccia i problemi reali e la distanza, percepita da chi abita qui, tra i bisogni e le aspirazioni dell’area economicamente più avanzata del paese e il Pd. Il risultato elettorale ci dice che al Nord la domanda di cambiamento viene intercettata dalla Lega, che lo scollamento tra politica e cittadini è sempre più profondo, che ciò che si sta producendo qui, come dimostra anche la discussione sul centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, divide nei fatti il paese. Aumenta la percezione, evidente guardando al risultato elettorale, di un’Italia ormai spaccata in tre, in cui si perdono, nella esperienza quotidiana dei cittadini, non tanto i valori ma la materialità delle ragioni che devono tenere insieme la nazione. Questo è un paese sempre più diviso e il Pd è nato anche per contrastare questa deriva e ricostruire un nuova coesione attorno ad un grande progetto di riforma della politica e delle istituzioni.
Per questo il tema del Nord deve stare al centro della riflessione.
Se l’anno prossimo, quando si voterà per i sindaci di Milano, Torino e Bologna, non saremo capaci di dare il segno di una inversione di tendenza rispetto al dato elettorale delle regionali è chiaro che i rischi della così detta secessione dolce diventeranno sempre più concreti.