da ZONA9 a cura di Daniele Cazzaniga
Una mozione del CdZ 9 per esigere un parere dalla Giunta comunale e un’interrogazione in Regione da parte del consigliere Franco Mirabelli: la zona e i comuni dell’hinterland incalzano Moratti e Formigoni.
Prosegue la mobilitazione contro l’idea della Regione di realizzare un sistema di eliporti con basi al Parco Nord e in zona 9.
I danni di questo progetto, se venisse realizzato, non riguarderebbero solo il territorio del nostro polmone verde ma anche moltissimi cittadini della zona 9 che abitano nei quartieri Bicocca, San Giuseppe, Garibaldi, Isola e Melchiorre Gioia visto che due basi sarebbero situate presso la nuova sede della Regione Lombardia e FS Garibaldi.
Quindi incentrare tutto il discorso sul Parco Nord, che naturalmente va tutelato, potrebbe essere addirittura riduttivo e rischia di non fare comprendere a fondo l’insensatezza di questo progetto.
Proprio per questo in CdZ 9 il consigliere Pd Andrea Bina, per conto della maggioranza, ha presentato una mozione, non votata purtroppo dai consiglieri di minoranza, nella quale si cerca di “stanare” il sindaco Moratti affinchè si pronunci sulla vicenda.
In particolare, oltre ad esprimere la propria ferma contrarietĂ  al progetto sponsorizzato da Agusta Westland e fatto proprio dalla Regione Lombardia, il CdZ 9:
• sollecita l’Amministrazione Comunale, fino ad ora rimasta colpevolmente silente di fronte a questo progetto, ad esplicitare senza ambiguità il proprio parere in merito;
• richiede all’Amministrazione Comunale di realizzare uno studio approfondito per valutare l’impatto che tale progetto avrà sui cittadini milanesi;
• invita l’Amministrazione Comunale a farsi carico di convocare un’assemblea pubblica, alla presenza di tutti i soggetti coinvolti nella vicenda, per informare, in maniera chiara e trasparente, i cittadini sullo stato di avanzamento del progetto e sulle reali ricadute sul territorio.
Un’altra novità arriva dal direttore generale del Niguarda, Pasquale Cannatelli, che durante la sua audizione in CdZ 9 (vedi a pagina 19) ha toccato anche la questione dell’elisoccorso, ormai di stanza presso l’areoporto di Bresso.
Dopo la sollevazione dei cittadini e del Sindaco del comune bressese, esasperati dai continui voli di servizio e di addestramento del velivolo del 118, che ha la base di decollo/atterraggio/stazionamento vicinissimo alle case di via Gramsci e via Matteotti, è stata elaborata dagli enti competenti una soluzione che prevede lo spostamento della “casa” dell’elicottero del 118 presso la sede della Croce Rossa sita in via Clerici, sufficientemente lontana dalle case dei poveri malcapitati. A detta di Cannatelli il trasloco è cosa fatta. Staremo a vedere.
Ultima novità, non certo in ordine d’importanza, la nuova interrogazione presentata dal consigliere regionale del Partito Democratico Franco Mirabelli all’Assessore Regionale ai Trasporti ed Infrastrutture Raffaele Cattaneo che riportiamo di seguito:
Premesso che
• Si è svolta nella giornata del 12 gennaio 2010 presso la Provincia di Milano, la riunione prevista dal protocollo d’intesa sottoscritto il 31 luglio 2007 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in cui tutti gli enti sottoscrittori, tra cui la Regione Lombardia, si erano impegnati a garantire livelli di sicurezza e adeguamenti infrastrutturali all’aereoporto di Bresso, verificando la stessa possibilità di ricollocazione dello stesso;
• Che in quella riunione si è preso atto che il dipartimento aereospaziale del Politecnico di Milano a cui era stato commissionato lo studio sulla possibile ricollocazione dello scalo, ritiene particolarmente complessa l’individuazione di zone idonee al trasferimento dell’aereoporto nella provincia di Milano o in una zona allargata di 5 miglia nautiche attorno alla provincia stessa;
• Che a fronte di ciò si è concordato, sulla base di un ulteriore studio del Politecnico di Milano, di ricollocare le strutture aereoportuali sul lato orientale dello scalo con “l’individuazione di una superficie complessiva pari a 10 mila mq. a nord dell’hangar numero 3, con la possibilità di un rapido collegamento con la pista ed un miglioramento dal punto di vista ambientale e di compatibilità con il territorio fortemente urbanizzato attiguo all’aereoporto. La realizzazione di nuove infrastrutture a migliore impatto ambientale aumenterebbe la compatibilità tra parco e aereoporto”.
• Che questa ipotesi ridurrebbe l’area su cui insiste il sedime aereoportuale a 55 ettari a fronte della superficie attuale stimata in 87 ettari.
• Che è stata riconvocata a breve la riunione degli enti che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa per verificare la definizione, da parte di Enac, del riassetto dell’attuale sedime secondo le indicazioni date dallo studio del Politecnico, dare il via agli adempimenti previsti dalle indicazioni sulla valutazione del rischio e definire le aree non più funzionali all’aereoporto.
• Che il citato Protocollo esclude tassativamen- te qualsiasi potenziamento delle attivita? por- tuali. Interroga l’assessore competente
• Per sapere se, a fronte del risultato della riu- nione del 12 gennaio e delle decisioni assunte, ritenga ancora realistica l’attuazione del piano per la costruzione di un centro eliportuale con le caratteristiche previste dal progetto dello Studio Ambrosetti, a cui l’Assessore ha detto di fare riferimento, e se per questo non ritenga invece, - considerato il ridimensionamento del sedime aereoportuale e la convinzione di tutti i soggetti che si sono espressi in quella riunione che non sono sostenibili altre attività se si vuole garantire sicurezza e un sostenibile impatto ambientale dell’aereoporto - di abbandonare definitivamente il progetto di collocare il centro eliportuale nel campo volo del Parco Nord
.

Quale sia stata la risposta di Raffaele Cattaneo lo spiega lo stesso Mirabelli, secondo cui la risposta dell'assessore questa volta è stata molto meno rigida rispetto a quella arrogante della prima interrogazione.
Intanto, afferma Mirabelli, lo studio commissionato dall’Agusta non è più presentato come il riferimento per l’attività della Giunta. L’assessore ha detto che non ci sono nè atti nè progetti, tantomeno su Bresso, che si sta studiando un piano per attivare un sistema di collegamenti con gli elicotteri, ma che nulla è deciso, che (e questa è una novità importante rispetto all'ultima volta) la Regione non deciderà da sola (anzi secondo il testo unico sui trasporti in discussione, nulla è realizzabile senza l’accordo dei comuni interessati) e che molte cose sono ancora da verificare.
Ma qui finiscono le belle notizie. Infatti, prosegue Mirabelli, se si fosse fermato qui ora potremmo dire di essere riusciti a sventare questa minaccia per il Parco Nord e per tutti coloro che abitano in quell'area. Purtroppo l’assessore ha aggiunto altro e cioè che gli aeroporti (e nell’area milanese non ce ne sono molti e Linate si sa che è improponibile) sono i luoghi dove si dovrà prioritariamente verificare la possibilità di collocare l'eliporto e che la riduzione del sedime di quello di Bresso non impedirebbe la localizzazione della base eliportuale visto che se volano gli aerei possono volare anche gli elicotteri. “Insomma”, conclude Mirabelli, “l’impressione è che la mobilitazione di queste settimane e l’impegno dei Sindaci hanno fatto sì che la Giunta regionale si senta meno sicura della bontà del progetto, meno tracotante di fronte ai prezzi politici che dovrebbero pagare, più cauta di fronte alla scadenza elettorale.
Abbiamo segnato un punto ma credo che la battaglia sia tutt’altro che terminata visto che il rischio della base elicotteristica a Bresso è ancora attuale, presente, tutt’altro che smentito dall’Assessore”.

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