In merito al progetto di legge regionale per la valorizzazione, il recupero e la ristrutturazione del patrimonio edilizio licenziato in mattinata dalla Giuntasiamo preoccupati per i tempi impiegati dalla Giunta per approvare il documento, ma soprattutto per alcune norme contenute nel testo.  

Oggi  finalmente la Giunta regionale ha approvato il progetto di legge. Purtroppo, per i Comuni e per tutti gli operatori del settore, fuori tempo massimo visto che da domani entreranno in vigore in Lombardia diverse norme contenute nel decreto sviluppo nazionale che sostituiranno le disposizioni regionali contenute nella legge 12/2005. Tutto ciò non farà che alimentare confusione nella gestione dell’urbanistica considerando anche che la norma nazionale si pone in contraddizione con alcune delle norme contenute nello stesso progetto di legge approvato oggi.

Su questioni come efficienza energetica, housing sociale e risparmio del suolo ci impegneremo in Commissione Territorio a migliorare la proposta di legge regionale, lavoreremo per salvaguardare il ruolo di pianificazione dei comuni e contrasteremo norme sbagliate come quella riguardanti i sottotetti, che di fatto costituisce una vera e propria sanatoria per gli abusi edilizi registrati dal 2005 a oggi, e quella sulle autorimesse interrate, che produrrebbero una deregulation pericolosa”.

Milano, 9 novembre 2011

 

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato oggi, martedì 8 novembre 2011, il progetto di legge della Lega sull’esposizione del crocefisso negli immobili regionali, con il Gruppo del Partito democratico fuori dall’Aula a segnare la netta contrarietà a una visione strumentale di un simbolo altamente religioso.

In Aula il Pd ha prima proposto di votare una pregiudiziale contro la legittimità costituzionale dei consigli regionali a legiferare sul tema. Bocciata, però, a maggioranza. Quindi, dopo una lunga discussione sul significato, per gli uni e per gli altri, del crocefisso, ha deciso di abbandonare l’Aula. 

Nella  dichiarazione di voto ho detto che non ci creerà certo disagio vedere il crocefisso sui muri del nostro palazzo, ma ci mette a disagio  il metodo con cui la Lega lo impone, che è assolutamente strumentale e inaccettabile tanto per i laici quanto per i cattolici.Che coerenza c'è con i valori cristiani inchi usa il crocifisso, un segno di pace e di unità per dividere ,in chi dovrebbe accogliere e invece vuole cacciare gli immigrati e demonizza chi è diverso, in chi cerca di scaricare ogni problema sui più deboli anzichè usare la solidarietà, in chi tollera comportamenti moralmente inaccettabili dai propri rappresentanti, quelli che dovrebbero essere punto di riferimento per i Paese e, ancora,  in chi parla di Europa e di civiltà e poi propaganda la seccessione e la Padania. La lega è tutto questo e non può certo lavarsi la coscienza strumentalizzando un simbolo come il crocefisso. E' nei comportamenti che laici e cattolici praticano i valori, non certo con la propaganda.

Il resoconto dell'intervento in aula

Grazie, Presidente. Tranquillizzo il Presidente Galli: siamo usciti dall’aula - io lo farò dopo la dichiarazione di voto a cui sono stato delegato - non certo perché abbiamo qualche problema a decidere, non c’è niente di pilatesco in questa posizione, come cercherò di chiarire. Soprattutto, voglio dire che non siamo certo noi quelli che debbono dimostrare coerenza coi valori che il Crocifisso rappresenta.

Abbiamo pensato al convegno di questa mattina come ad una occasione di confronto pubblico, a partire dal disegno di  legge che recepisce il decreto governativo di maggio per il rilancio dell’economia, su diversi temi centrali per il futuro della Lombardia come le norme urbanistiche, il rilancio dell’edilizia e il tema della casa. Per questo ringrazio tutti i rappresentanti istituzionali e del mondo economico che hanno accettato il nostro invito e animeranno il dibattito.

Dico subito che pensavamo di poter oggi discutere su un testo già approvato dalla Giunta Regionale e già calendarizzato nel programma dei lavori del Consiglio Regionale. In realtà non sarà così nonostante l’intera opposizione avesse condiviso la necessità di accelerare i tempi dell’approvazione del  progetto di legge sulla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente per evitare che il 10 novembre, in assenza del recepimento delle norme da parte della Regione, vengano applicate le norme contenute nella legge nazionale così come sono. Ad oggi discutiamo su un testo “fantasma”  non firmato da nessuno, portato in commissione in maniera inusuale, ma che ancora la Giunta, nonostante le rassicurazioni dell’assessore all’urbanistica, non ha approvato né ne ha chiesto l’iscrizione all’ordine del giorno del Consiglio. E’ una responsabilità grave quella che si è assunta la maggioranza, di farsi commissariare di fatto dal Governo: il fatto che da settimana prossima in Lombardia diverse norme contenute nella legge nazionale, sostituiranno le norme regionali contenute nella 12, al di là del merito su cui torneremo, ingenererà confusione ulteriore su una materia come quella urbanistica la cui normativa è stata modificata praticamente ogni anno negli ultimi sei e in cui già i contenziosi interpretativi si moltiplicano. Il paradosso è che una legge che dovrebbe rilanciare l’edilizia, la valorizzazione del patrimonio esistente, aiutare un comparto economico importante e aumentare l’offerta di edilizia residenziale sociale, rischia già ora di diventare ulteriore causa di dubbi interpretativi, contenziosi, complessità burocratiche e quindi di mettere in difficoltà i Comuni e disincentivare i progetti.

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