Auguri a tutti, ma soprattutto a chi ne ha più bisogno ed ho incontrato quest'anno. Auguri ai lavoratori della Lares  che stanno cercando qualcuno che possa investire sul loro progetto di Rioccupazione. Auguri ai profughi che Corrado riunisce e aiuta e che ora possono sperare di poter lavorare. Auguri alle 250 famiglie dello Sporting Mirasole di Opera per cui l'incubo sfratto è finito grazie alla loro ingegniosità e alla pazienza di Franco. Auguri ai tanti che vivono nelle case popolari e per cui, troppo spesso, l'ascensore rotto, le infiltrazioni, i riscaldamenti che non funzionano sono cose normali. Auguri agli inquilini di via Turati a Bollate perchè questo sia l'anno in cui finalmente partAno i lavori di ristrutturazione. Auguri alle persone che ho incontrato a San Vittore, che stanno in 9 in pochi metri, senza poter aprire la finestra e a quelle che cercano di farle stare il meglio possibile sacrificandosi in turni faticosi e stressanti. Auguri a tutti ma soprattutto a chi ne ha davvero bisogno. Per loro soprattutto buon 2012

 Ieri è stato presentato dagli assessori regionale e comunale   alla casa e da Aler un documento che li impegna ad  unire gli sforzi per migliorare l'offerta abitativa di case di edilizia residenziale pubblica e la qualità della vita di chi le abita. Nella stessa occasione è stata annunciata la proroga ad Aler della gestione degli stabili comunali per un anno, con l'impegno di lavorare in questo tempo per migliorare la convenzione guardando all'interesse dei cittadini.

Giudichiamo positivamente la volontà del comune di Milano, di Regione Lombardia e dell’ Aler di unire di sforzi per garantire migliori condizioni di vita agli inquilini delle case popolari. E’ significativo il clima di collaborazione instauratosi  tra le tre istituzioni in una fase difficile, come quella attuale, segnata dalla carenza di risorse e aggravata dall’imposizione della tassa IMU anche per le case popolari. In questo contesto, e sui presupposti su cui nasce il nuovo piano casa presentato oggi, ci sono le condizioni affinché Aler moltiplichi gli sforzi per superare le inefficienze e garantire una migliore gestione delle case di edilizia residenziale pubblica.

 

In queste settimane insieme a Enrico Borg e Emanuele Fiano, abbiamo visitato gli istituti di pena milanesi. Abbiamo verificato una situazione diversificata ma, complessivamente, difficile: sovrapopolazione, carenze di personale, strutture spesso fatiscenti e inadeguate. Accanto a ciò c'è, e per questo la situazione non esplode, una ricchezza di iniziative di lavoro, formazione, accompagnamento e reinserimento che va a merito di decine di associazion e della rete di operatori. In attesa di riforme radicali che, per esempio, spostino fuori dal carcere le espiazioni delle pene più brevi e depenalizzino alcuni reati, le istituzioni territoriali devono sostenere al meglio questo sistema. In questi giorni abbiamo incontrato l'osservatorio carceri che coordina il lavoro delle associazioni lombarde, con loro ci siamo impegnati a lavorare in Regione per evitare che progetti e iniziative non vengano ridimensionate o, peggio, cancellate per mancanza di risorse. Per questo, nella discussione di bilancio, presenteremo emendamenti per rifinanziare la legge 8 che sostiene diversi progetti in corso nelle carceri lombarde e per chiedere che la Legge Smuraglia, che garantisce alle aziende che assumono detenuti di poter riavere i soldi pagati per i contributi, abbia una dotazione economica uguale a quella attuale grazie al contributo della Regione. Intanto ecco il resoconto delle visite fatte.

BOLLATE   17.10.2011 (direttore Massimo Parisi)

 Merita la fama che si è guadagnato come carcere modello, ciò che in un paese civile dovrebbero essere tutti gli istituti di pena. Bollate è un istituto a custodia attenuata per detenuti comuni che prevede una risposta punitiva differenziata in cui vengono bilanciati gli aspetti punitivi con quelli rieducativi attraverso un sistema di compartecipazione che vede il detenuto protagonista delle scelte organizzative e gli enti pubblici e del privato sociale coinvolti nelle attività lavorative, scolastiche e terapeutiche.

Struttura recente (10 anni) dotata di una superficie molto vasta composta da diversi edifici, palazzine per il personale penitenziario, ampi spazi verdi, parcheggio, serre, capannoni industriali e una scuderia di cavalli (provenienti da sequestri di varie procure).

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