In queste settimane insieme a Enrico Borg e Emanuele Fiano, abbiamo visitato gli istituti di pena milanesi. Abbiamo verificato una situazione diversificata ma, complessivamente, difficile: sovrapopolazione, carenze di personale, strutture spesso fatiscenti e inadeguate. Accanto a ciò c'è, e per questo la situazione non esplode, una ricchezza di iniziative di lavoro, formazione, accompagnamento e reinserimento che va a merito di decine di associazion e della rete di operatori. In attesa di riforme radicali che, per esempio, spostino fuori dal carcere le espiazioni delle pene più brevi e depenalizzino alcuni reati, le istituzioni territoriali devono sostenere al meglio questo sistema. In questi giorni abbiamo incontrato l'osservatorio carceri che coordina il lavoro delle associazioni lombarde, con loro ci siamo impegnati a lavorare in Regione per evitare che progetti e iniziative non vengano ridimensionate o, peggio, cancellate per mancanza di risorse. Per questo, nella discussione di bilancio, presenteremo emendamenti per rifinanziare la legge 8 che sostiene diversi progetti in corso nelle carceri lombarde e per chiedere che la Legge Smuraglia, che garantisce alle aziende che assumono detenuti di poter riavere i soldi pagati per i contributi, abbia una dotazione economica uguale a quella attuale grazie al contributo della Regione. Intanto ecco il resoconto delle visite fatte.
BOLLATE 17.10.2011 (direttore Massimo Parisi)
Merita la fama che si è guadagnato come carcere modello, ciò che in un paese civile dovrebbero essere tutti gli istituti di pena. Bollate è un istituto a custodia attenuata per detenuti comuni che prevede una risposta punitiva differenziata in cui vengono bilanciati gli aspetti punitivi con quelli rieducativi attraverso un sistema di compartecipazione che vede il detenuto protagonista delle scelte organizzative e gli enti pubblici e del privato sociale coinvolti nelle attività lavorative, scolastiche e terapeutiche.
Struttura recente (10 anni) dotata di una superficie molto vasta composta da diversi edifici, palazzine per il personale penitenziario, ampi spazi verdi, parcheggio, serre, capannoni industriali e una scuderia di cavalli (provenienti da sequestri di varie procure).