UN PAESE DIVISO
Le recenti elezioni, ma ancora più spesso la cronaca quotidiana, ci parlano di un Paese profondamente diviso, ricco di differenze sociali, culturali e territoriali, che potrebbero anche costituire una ricchezza se non si stessero, come sta avvenendo, progressivamente indebolendo, nella percezione soprattutto del nord, le ragioni dello stare insieme. Ci sono, e non è propaganda leghista ma una concreta realtà, tre Italie: una più ricca in cui la politica è debole, ha perso la propria funzione per lasciare il posto all’economia che determina lo sviluppo. Politica debole e società civile forte. C’è poi il centro dove politica e società hanno fin’ora trovato un equilibrio accettabile. Infine il sud dove la politica è assistenziale, soffoca e condiziona ogni energia, condanna il mezzogiorno a dipendere da se. Si stanno concretizzando nella percezione di tanta parte del Paese due Italie che vanno a velocità diverse e che funzionano con obbiettivi e regole diverse. Lo stesso Stato che spesso qui appare lento, inefficace, pesante e spesso inutile, nel meridione è sempre troppo poco presente rispetto alle aspettative assistenzialistiche che lì ci sono e i favori spesso si sostituiscono ai diritti. E’ in questo quadro che si deve collocare l’approccio del PD alla questione settentrionale. I nodi non si sciolgono con scorciatoie organizzative o con l’idea che ogni partito regionale pensa ai suoi territori, a rispondere alle domande che da lì derivano, in una specie di missione che rischia di accrescere anziché limitare gli elementi di scollamento del Paese.
Il Paese è profondamente diviso il compito del PD non può essere , giustamente, fare la retorica unitaria, ma proporre un nuovo patto nazionale a cui ognuno deve contribuire e in cui devono trovare risposta le diverse domande che vengono dai territori. L’idea di una sorta di partito in cui ognuno dice la sua per rispondere al proprio territorio temo serva solo ( come avviene nel centrodestra) ad aiutare chi vuole raccontare di una italia inesorabilmente divisa, legittimando idee separatiste. Invece serva una proposta nazionale, costruita a partire dai diversi bisogni e dalle diverse domande, che unisca e non dia per scontate le divisioni. D’altra parte il PD è nato per questo, per unire, dobbiamo recuperare anche questo aspetto della nostra identità