Il balletto sulle aree sta mettendo a rischio lo stesso svolgimento dell’Expo, mentre la soluzione più ovvia e scontata non viene presa in considerazione. Lo sostiene Franco Mirabelli, consigliere regionale del Partito Democratico, che da settimane critica l’operazione Newco per l’acquisto delle aree e chiede che sia fatta chiarezza sull’utilizzo delle stesse dopo la fine della manifestazione del 2015.

“L’incapacità di Comune, Provincia e Regione nel risolvere il problema della disponibilità delle aree rischia di compromettere la riuscita della manifestazione se non addirittura il suo svolgimento” dichiara l’esponente PD, secondo cui “Formigoni, Moratti e Podestà continuano a girare intorno a soluzioni spesso improponibili dal punto di vista delle amministrazioni pubbliche e ambigue e pericolose sotto il profilo della garanzia dell’interesse pubblico, senza peraltro voler spiegare quale sarà dopo il 2015 il destino delle aree”.

“A questo punto – sostiene Mirabelli - si scelga la strada più ovvia e normale quando occorre avere la disponibilità di terreni privati per garantire l’interesse pubblico che, in questo caso, è lo svolgimento dell’Expo. La strada è quella dell’esproprio delle aree, di metterle quindi a disposizione del pubblico dando a chi di dovere la responsabilità della loro valutazione. La scelta di realizzare l’Expo su aree private è un problema che si protrae dall’inizio della vicenda, un peccato originale. A meno di cinque anni dall’inizio della manifestazione bisogna interrompere questa infinita trattativa che sta trasformando Expo 2015 da grande opportunità pubblica a un campo di battaglia per interessi privati”.

 

Milano, 14 luglio 2010

“LA REGIONE METTA ATTORNO A UN TAVOLO GLI INTERLOCUTORI PUBBLICI E PRIVATI PER RIATTIVARE LA PRODUZIONE”

Il consigliere del Pd Franco Mirabelli ha annunciato per settembre la presentazione di una mozione al fine di favorire la ripresa delle attività nelle unità produttive di Lares e Metalli Preziosi ed è tornato a chiedere un impegno preciso a Regione Lombardia per assicurare un futuro alle aziende di Paderno Dugnano.

“Prendo atto che la Giunta voglia continuare a garantire gli ammortizzatori sociali ai lavoratori – ha detto in risposta alle garanzie promesse oggi dall’assessore in risposta all’interrogazione del Pd – Ma questo non è sufficiente per far fronte alla crisi in atto alla Metalli Preziosi e Lares dove 220 lavoratori da 500 giorni cercano di difendere un patrimonio che ha ancora un mercato significativo ed è importante per il territorio del nord milanese”.

Ad oggi, infatti, dopo oltre due anni dal blocco delle attività, restano insolute le prospettive produttive e occupazionali delle due unità produttive. “E’ mancata, sinora una regia unitaria in grado di rendere effettiva la ripresa. La Regione ha gli strumenti di programmazione negoziale necessari per mettere mano alla partita- ha rilanciato il consigliere del Pd - . Metta dunque intorno a un tavolo le risorse pubbliche e private, a cominciare dalla provincia di Milano e dal comune di Paderno Dugnano, per ragionare attorno al futuro di due siti rilevanti per il tessuto industriale lombardo”.

 Milano, 13 luglio 2010

UN PAESE DIVISO

Le recenti elezioni, ma ancora più spesso la cronaca quotidiana, ci parlano di un Paese profondamente diviso, ricco di differenze sociali, culturali e territoriali, che potrebbero anche costituire una ricchezza se non si stessero, come sta avvenendo, progressivamente indebolendo, nella percezione soprattutto del nord, le ragioni dello stare insieme. Ci sono, e non è propaganda leghista ma una concreta realtà, tre Italie: una più ricca in cui la politica è debole, ha perso la propria funzione per lasciare il posto all’economia che determina lo sviluppo. Politica debole e società civile forte. C’è poi il centro dove politica e società hanno fin’ora trovato un equilibrio accettabile. Infine il sud dove la politica è assistenziale, soffoca e condiziona ogni energia, condanna il mezzogiorno a dipendere da se. Si stanno concretizzando nella percezione di tanta parte del Paese due Italie che vanno a velocità diverse e che funzionano con obbiettivi e regole diverse. Lo stesso Stato che spesso qui appare lento, inefficace, pesante e spesso inutile, nel meridione è sempre troppo poco presente rispetto alle aspettative assistenzialistiche che lì ci sono e i favori spesso si sostituiscono ai diritti. E’ in questo quadro che si deve collocare l’approccio del PD alla questione settentrionale. I nodi non si sciolgono con scorciatoie organizzative o con l’idea che ogni partito regionale pensa ai suoi territori, a rispondere alle domande che da lì derivano, in una specie di missione che rischia di accrescere anziché limitare gli elementi di scollamento del Paese.

Il Paese è profondamente diviso il compito del PD non può essere , giustamente, fare la retorica unitaria, ma proporre un nuovo patto nazionale a cui ognuno deve contribuire e in cui devono trovare risposta le diverse domande che vengono dai territori. L’idea di una sorta di partito in cui ognuno dice la sua per rispondere al proprio territorio temo serva solo ( come avviene nel centrodestra) ad aiutare chi vuole raccontare di una italia inesorabilmente divisa, legittimando idee separatiste. Invece serva una proposta nazionale, costruita a partire dai diversi bisogni e dalle diverse domande, che unisca e non dia per scontate le divisioni. D’altra parte il PD è nato per questo, per unire, dobbiamo recuperare anche questo aspetto della nostra identità

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  • L'idea che un giornalista precario e malpagato sia morto per dare notizie dalla thailandia lavorando in quello che è un campo di battaglia e un'altro giornalista prenda 10 milioni per rinunciare a dare notizie senza rischiare assolutamente niente è inquietante. Aggiungi commento
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  • Cara Moratti, tanti immigrati senza lavoro regolare vengono sfruttati nei cantieri e nei servizi per pochi euro, facendo orari infernali e senza sicurezza. In questo caso chi è il delinquente?? Aggiungi commento
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