Lunedì 4 dicembre il Consiglio Regionale della Lombardia, ha approvato una serie di norme che tagliano i costi della politica intervenendo sui trattamenti economici dei consiglieri. Sono una serie di misure che, a regime, comporteranno un risparmio di 5 milioni di euro per i lombardi. Grazie alla iniziativa del PD si è arrivati ad una legge importante. In un momento tanto difficile per il Paese, in cui si chiede a tutti di rinunciare a qualcosa, è giusto che la politica dia segnali concreti nella direzione del taglio dei costi e della cancellazione dei privilegi. In sintesi sono stati tagliati gli emolumenti per i consiglieri del 10%, sono stati cancellati, dalla prossima legislatura, i vitalizi e le indennità di fine rapporto, cancellati gli undici voli andata e ritorno da Roma che erano in dotazione ai consiglieri e aumentate le penalizzazioni economiche per chi non partecipa a commissioni e consigli. E’ un passo importante, dovuto, utile per disinnescare il rischio che le istituzioni vengano vissute come lontane dai cittadini, estranee alla situazione difficile per il Paese. E’ una legge che risponde ad una sollecitazione sacrosanta che viene dalla società ma che depotenzia anche la strumentalizzazione di chi cerca, a partire dalla giusta domanda di sobrietà e di cancellazione dei privilegi, di introdurre l’idea che le istituzioni e la democrazia sono un costo che il Paese non si può permettere.
Si poteva fare di più? Si poteva fare di meglio? Penso di sì, e per questo ci siamo inutilmente battuti in consiglio e in commissione. Innanzi tutto per impedire si possano cumulare diversi redditi da cariche pubbliche, in secondo luogo per chiedere a chi già gode dei vitalizi un contributo di solidarietà e, soprattutto abbiamo tentato di far capire alla maggioranza che non si possono mantenere i 60 anni come il requisito per avere la pensione, mentre si alza fino ai 66 anni quello degli altri cittadini. Purtroppo è mancata questa sensibilità e, nei prossimi mesi si dovrà lavorare ancora per ridurre ulteriormente i costi della politica e per l'equità.