C’è una domanda di casa nella nostra città che in questi anni è aumentata e, fino ad ora non ha trovato una risposta convincente da parte delle istituzioni. E’ una domanda differenziata che è cambiata di fronte ai cambiamenti sociali e del mercato del lavoro. In questa città accanto ad una domanda sociale elevata che non trova risposte, e lo testimoniano le interminabili liste d’attesa per le case popolari, c’è una oggettiva difficoltà per i lavoratori dipendenti, quelli con un reddito fino a 30 mila euro, a trovare casa a costi sostenibili e, ancora, c’è un domanda di abitazioni temporanee per chi viene a Milano a lavorare senza volersi stabilire definitivamente qui, per chi viene a studiare e una domanda di opportunità oggi difficili da trovare per i giovani e le giovani coppie.
Queste esigenze tra loro diverse richiedono una risposta adeguata che incrementi l’offerta di case in affitto a canoni contenuti e definisca politiche pubbliche che contribuiscano a calmierare i prezzi di mercato anche per l’acquisto. La strada, e su questa linea abbiamo lavorato in Regione Lombardia, non può essere che